Lavorare per un sorriso

Tra l’impotenza e la rassegnazione, una goccia nel mare, come le isole di Capo Verde, sperdute in un oceano grande come l’Atlantico. Una goccia nel mare è quello che puoi fare di fronte al mare di problemi, di animali, di malattie; una goccia nel mare è l’aiuto che puoi dare, utilizzando il nulla perché quel nulla deve bastare per tutti, inventandoti tutto.

Centinaia di occhi che ti guardano, speranzosi, tristi, rassegnati, bisognosi anche solo di una carezza, di affetto. I cani vagano per le strade di Mindelo, vagano come ombre che nessuno vede, rassegnati al loro destino, alla ricerca di cibo. Impressionante come non si aggreghino in branchi ma restino isolati, buoni come rispettosi di ogni briciola di pane che qualche umano ancora gli lancia.

In mezzo a tutto questo c’è la SIMABO che nella nostra lingua significa “come te”, perché questi animali sono esseri viventi come noi e come noi hanno bisogno di affetto, cibo e cure. 

Roberto Rigacci, veterinario volontario, con alcuni degli ospiti del rifugio in sala visite.

Silvia e Paolo, che con grande coraggio hanno dato vita a questa associazione a Mindelo, stanno facendo miracoli, insieme a tutte le persone che quotidianamente lavorano nella sede per pulire e dare cibo e affetto  a tutti i ricoverati  e a tutti i colleghi veterinari che – come me – sono andati  volontari per portare tutto l’aiuto possibile a queste creature. Persone il cui aiuto è fondamentale, persone come Susan che tutti i giorni con grande pazienza e tanto amore, insieme ai miei figli Riccardo e Rossella, hanno portato fuori tutti i cani uno per volta per una passeggiata. Non dimenticherò mai gli occhi di quei cani quando vedevano Susan con i guinzagli!

Paolo Manzoni, presidente di SIMABO Onlus e Susan Breeze, volontaria inglese, davanti alla sede di SIMABO con Mel (Miele) e Pitchuli (Chupa Chupa), due cani arrivati da Praia grazie a un turista italiano di buon cuore che, dopo averli nutiriti e curati per qualche mese, non ha voluto ripartire lasciandoli in mezzo alla strada senza cibo né acqua come quando li aveva incontrati. I due cani sono stati adottati durante le feste da Giuseppe e Fiorella di BEAR, l'impresa importatrice di pezzi di ricambio per auto e pneumatici che sostiene SIMABO fin dalla sua nascita con varie forme di aiuto.

La mia esperienza vissuta in tre parole: traumatica, illuminante, profonda.

Traumatica perché devi dare fondo a tutta la tua forza per resistere di fronte allo stress di decine di casi clinici e operatori, con le risorse ridotte a niente, dove tutto è fondamentale: una siringa, un farmaco, un pezzo di garza devono bastare per tutti. I mezzi diagnostici non ci sono, ci sei solo tu che con le mani, con gli occhi, con l’olfatto, con l’esperienza devi capire e agire nel modo migliore per curare, salvare vite, fare il possibile.

Roiberto Rigacci e Benedetta Giannini, responsabile di ALMO NATURE; la nota casa importatrice di petfood, in sala operatoria. Sono venuti ad aiutarci, accompagnati dai figli Rossella e Riccardo, durante le scorse feste di fine anno.

Illuminante perché quando tutto manca, ti rendi conto di quanto siamo fortunati, e ti accorgi che tutte quelle cose che riteniamo scontate come lo scorrere dell’acqua da un rubinetto, sono invece una grande fortuna. Le medicine, la pulizia, la cultura tutto scontato qui, ma lì no.

Profonda perché lavori per un sorriso, il sorriso di uno delle decine di bambini che tutti i giorni  aspettano ore davanti alla porta della SIMABO per far visitare il loro cagnolino; non è più un lavoro: è  respirare la libertà. La libertà di far sorridere di nuovo un bambino che nella sua incontaminata sensibilità ama il suo cane.

Paolo Manzoni mentre presta soccorso a Laginha, un cane arrivato a SIMABO in fin di vita, poi ripresosi grazie alle cure ricevute.

C’è una storia fra tutte quelle accadute che penso meriti di essere raccontata.

Il secondo giorno della  permanenza ci viene portata una cagna di media taglia con i segni di un incidente stradale: sicuramente era sta investita da una macchina. Aveva ferite varie su tutto il corpo, era dolorante e l’arto anteriore sinistro rotto. Piangeva, non stava ferma. La visitiamo e ci accorgiamo subito che aveva partorito da poco: aveva il latte e tutti i segni del parto. Così supponiamo che questa povera bestiola avesse i cuccioli nascosti chissà dove e forse mentre era in cerca di cibo fosse finita sotto la macchina.

Con il trascorrere del tempo abbiamo capito che la nostra intuizione era corretta: la cagna cercava insistentemente di uscire , di andarsene, nonostante avesse una zampa rotta. Così l’abbiamo facciamo uscire lentamente, data l’evidente difficoltà a reggersi in piedi, nella speranza che ci portasse dai cuccioli, ma le era impossibile muovere più di qualche passo.

I giorni successivi non ho mai visto tanta tristezza negli occhi di un animale: se ne stava rincantucciata in un angolo, non bastavano gli antidolorifici, le cure e le carezze, sembrava morta.

Al terzo giorno mentre stavamo come sempre visitando le decine di cani arrivati, sentiamo improvvisamente un grandissimo baccano proveniente dal suo box, era lei che abbaiava, sbatteva contro la porta incurante del dolore che la zampa rotta le procurava.

L’abbiamo aperta e lei si è catapultata verso la porta come una furia, verso le persone che erano in fila in attesa della visita. In mezzo a loro c’erano due bambini con in mano due piccoli batuffoli di cuccioli ed erano i suoi. Li avevano trovati e li stavano portando alla SIMABO per fare una visita perché non sapevano cosa fare. La mamma li aveva sentiti a distanza di metri. È saltata addosso ai bambini ha preso i suoi cuccioli e si è sdraiata per allattarli dopo averli puliti per bene.

Quindici giorni vissuti intensamente, insieme a persone eccezionali che hanno dedicato la loro vita a cercare di cambiare una situazione veramente difficile, addirittura inconcepibile per noi, talmente distante da essere quasi incredibile, ma del tutto reale e più drastica di quanto si possa immaginare fino a che non la si vive in prima persona. Eppure, nel poco tempo che ho trascorso a Mindelo, ho capito che cambiare la situazione non è impossibile e che con l’aiuto di tutti si possono fare grandi cose. La strada intrapresa è senza dubbio quella giusta perché si porta la speranza che un cambiamento sia possibile, si rinnova giorno dopo giorno la sensibilità di un bambino e il rapporto con il suo animale e si dimostra concretamente che tutti gli animali possono essere curati assicurando una vita dignitosa insieme all’uomo, compagno di una vita…

Grazie SIMABO!

Un grazie ad Almo Nature che  mi ha permesso di incontrare e conoscere di persona la Dott.ssa Rossana Raineri che con tantissima dedizione , professionalità ed esperienza maturata sul posto  ha stabilito quelli che sono i protocolli terapeutici di supporto al lavoro dei veterinari volontari. Protocolli studiati sul campo, valutati in base alle condizioni di questi animali , perché a Mindelo anche un semplice antielmintico può uccidere

Un grazie speciale ai miei figli Riccardo e Rossella, piccoli di età, ma che in questa esperienza sono stati dei grandi coraggiosi e spesso da loro ho tratto la forza per andare avanti.

Riccardo e Rossella, i primi volontari junior di SIMABO, mentre si apprestano a uscire per la passeggiata con tre cani del rifugio.

Ciao Ben Ten, Ciao To Jo, ciao Biondo, ciao Alux, ciao Diana, ciao Beach, ciao Mirandinha, ciao Manka, ciao a tutti voi e a tutti gli altri: siete nel mio cuore.

Vostri Benedetta & Roberto

Un grazie di quelli proprio incredibili a tutti!

Approfitto di questo messaggio augurale per ringraziare di cuore in modo particolare tutto il personale locale per il grande lavoro svolto in questi tre anni di vita dell’associazione e che ci ha permesso di ottenere gli incredibili risultati che abbiamo ottenuto a tutti i livelli, sia di sensibilizzazione della cittadinanza di Sao Vicente, sia di efficienza e di affidabilità, tanto da guadagnarci il favore e il riconoscimento delle istituzioni locali e internazionali!

Grazie a Nanda e a Ailton, a Tania e a Paolo, a Sonia e a Carla, a Cam Cam e a tutti i suoi amici, i ragazzini del quartiere di Alto Solarino che non ci hanno mai lasciati soli, anche nei momenti più difficili.

Grazie a Rosa, a Tatiana e a tutte le domestiche presenti e passate della Terrazza, anche loro sempre pronte ad aiutare con gli animali. Grazie a Lucia, Joana e a tutti coloro che in passato hanno aiutato con le pulizie al rifugio.   

Grazie naturalmente ai volontari italiani, veterinari e non veterinari, che ci hanno permesso anche quest’anno di dare un servizio di qualità sia alle persone che si sono rivolte a SI MA BO per curare i loro animali sia agli ospiti del rifugio.

Grazie ai tantissimi cittadini di Sao Vicente che anche quest’anno ci hanno portato i loro animali, dimostrandoci ogni giorno la loro fiducia e riaffermando l’importanza del servizio offerto.

Grazie a tutte le famiglie capoverdiane che hanno adottato un animale, accettando di prendersene cura in modo speciale. Grazie anche a tutti i genitori a distanza, e alle loro parole di incoraggiamento che tanto spesso ci hanno aiutato a sentirci meno soli. 

Grazie alla Delegazione del Ministero della Salute di Sao Vicente per il grande sostegno che ci ha dato in questi anni, e al Municipio di Sao Vicente e alle Forze Armate di Capo Verde per l’aiuto prestato nello sgombero della nuova sede.

Grazie a tutte le persone che hanno fatto una donazione, in denaro o in natura, consentendoci di tenere aperto il rifugio, di ospitare i veterinari e di effettuare anche quest’anno circa 300 sterilizzazioni e tantissime altri interventi, compresa la somministrazione gratuita di antiparassitari  nell’ambulatorio di Mindelo e nei villaggi di San Pedro  e di Salamança.

Grazie in modo particolare a Lamento Rumeno, che ha permesso la ristrutturazione della nuova sede e dal mese di settembre contribuisce in modo continuativo e stabile alle spese di gestione del rifugio.

Infine, ma non da ultimo, grazie a tutti gli amici di Alessandria, di Pinerolo, di Firenze, di Bologna, di Roma per il tempo e le energie dedicate a SIMABO. Grazie a Radio DeeJay, a Radio Gold e a Radio PNR per lo spazio che ci hanno concesso per diffondere il progetto.

A domani con i fuochi d’artificio per salutare il nuovo anno!

12 – 27 novembre, libreria Mondadori – Alessandria Mostra fotografica “Storie di animali, bambini e volontari”

“Capo Verde: storie di animali, bambini e volontari”
Inaugurazione sabato 12 novembre dalle ore 18:00
Libreria Mondadori, via Trotti 58, Alessandria.
Ingresso libero e gratuito.
Organizzata dall’associazione SI MA BÔ di Capo Verde.

Evento su Facebook:
http://www.facebook.com/event.php?eid=267611429949814

Una piccola associazione, giovane e con pochi fondi, sta cambiando la faccia delle strade di Mindelo, a Capo Verde. Unico punto di riferimento dell’isola di Sao Vicente per i cani e gatti randagi bisognosi di cure, la loro unica speranza per una sterilizzazione che possa evitare scelte estreme da parte delle autorità sanitarie, come gli abituali i bocconi avvelenati. Unico riferimento veterinario in un Paese dove non esiste un servizio veterinario pubblico, e la professione non è nemmeno riconosciuta. SI MA BÔ gestisce un piccolo ambulatorio che ospita regolarmente veterinari italiani per brevi periodi di lavoro volontario, migliorando la vita di bambini e cani che, in strada, sono spesso a stretto contatto.
Un miglioramento che parte quindi dalla strada, con oltre 700 sterilizzazioni dal 2009, e arriva nelle case di tutte le famiglie bisognose che possono far curare gratuitamente i propri cani e gatti dalla rogna e altre malattie facilmente debellabili. La nuova sede è stata ultimata a metà ottobre ma mancano ancora parecchie attrezzature, alcune delle quali ferme al centro di raccolta di Bologna in attesa che si raccolgano i fondi per il trasporto in container. Tutti potete essere d’aiuto, anche solo con una piccola donazione, e seguire poi direttamente i progressi compiuti tramite il sito www.simabo.org.
Da questo luogo lontano arrivano immagini, racconti, musica, sorrisi e molta speranza per il futuro. Molti buoni motivi per scoprire che con poco si può fare molto!

12 novembre 2011 – ore 18:00
Inaugurazione della mostra fotografica con spettacolo di musica e danza capoverdiane in collaborazione con l’associazione Italo-Capoverdiana di Genova. La dott.ssa Rossana Raineri, direttrice sanitaria del Centro Veterinario Monviso di Pinerolo e responsabile
veterinario dell’associazione, illustrerà il progetto e racconterà dei suoi viaggi di volontariato a Sao Vicente.

19 novembre 2011 – ore 16
Incontro con l’autore Andrea Musso, illustratore del Dizionario Bilingue Bambino/Cane Cane /Bambino e di QuattroZampe Magazine, per rileggere un libro solo dalla parte dei disegni. Un’occasione unica per richiedere un ritratto a fumetti con il proprio cane o gatto, dal vivo o con una foto. Al termine dell’incontro, momento “firma-libro” con personalizzazioni delle copie, sempre per raccogliere fondi di beneficenza per SI MA BÔ onlus.

27 novembre 2011 – ore 17
Asta delle foto SI MA BÔ esposte in mostra, con aperitivo vegan, per raccogliere fondi per sostenere il progetto di cura, protezione e sterilizzazione dei cani e gatti di strada di Mindelo.

Durante tutte la durata della mostra, organizzata con il patrocinio della Provincia di Alessandria e visitabile tutti i giorni negli orari di apertura della libreria, saranno disponibili gadget e spillette dell’associazione, certificati di adozione a distanza e magliette pro-sterilizzazione per sostenere attivamente il progetto.

Grazie, Laura! …E adesso si riparte!

L'edificio in cui hanno ora trovato posto la sala operatoria, la sala risveglio, la sala visite e il reparto intensivi, con il tetto rifatto grazie al contributo di 4.500 euro di Lamento Rumeno. La Onlus amica, che sentitamente ringraziamo per questo sforzo, continuerà a sostenere il nostro progetto anche in futuro con un contributo mensile di 1500 euro da destinarsi alle sterilizzazioni. Sulla sinistra i ferri per i box, ricavati da un altro edificio del grande complesso messo a disposizione da Fonseca & Santos, impresa informatica mindelense, cui va un altrettanto sentito grazie.

E’ stato con grande soddisfazione che domenica scorsa 9 ottobre abbiamo finalmente fatto il trasloco dalla sede vecchia alla sede nuova. Era più di un anno che attendevamo questo momento, per avere finalmente più spazio e soprattutto condizioni adeguate per la sala operatoria e la sala visite e adesso, grazie al grande aiuto ricevuto da Lamento Rumeno Onlus, che ha finanziato il rifacimento del tetto e la costruzione dei box con un contributo di 4500 euro, ce l’abbiamo fatta! A  dire la verità siamo ancora un po’ increduli e ci sentiamo quasi “spaesati” in questo posto così grande, ma sono sicura che ci abitueremo facilmente. Tanto più che tutti i box e tutti gli spazi disponibili sono già tutti occupati da ospiti vecchi e nuovi, quindi non ci sentiamo davvero soli!

Foto di gruppo al termine del trasloco: da sinistra a destra: Paolo, che lavora con noi da giugno dell'anno scorso, ora a tempo parziale perché ha cominciato l'uiversità; Pietro Allasia, il veterinario di Torino che ha partecipato a questo importante momento della storia di SI MA BÔ, la signora Nanda, responsabile del rifugio, Silvia Punzo, presidente di SI MA BÔ Capo Verde, Sonia, responsable delle cartelle cliniche e della documentazione, e la grande Lucia, la nuova responsabile della pulizia, che coordina altre due persone, Juana, anche lei lavoratrice svelta e affidabile di Santo Antao, e Cam Cam, il ragazzino che ci segue come jolly fin dalla nascita dell'associazione. I due pelosi sono Wiki, raccolta per strada a giugno, sterilizzata e poi rimasta con noi, e Forrest, uno dei quattro cani di Silvia.

Nel secondo grande edificio dell’ex MOVEC abbiamo ricavato sei grandi box in cui ricoverare gli ospiti adulti sani. Questo in realtà non era tra gli obiettivi dell’associazione, che non ha mai voluto avere un “canile” in cui gli ospiti sono rinchiusi per gran parte del tempo, per cui adesso il personale è stato istruito per aprire a turno tutti i recinti più volte al giorno in modo che tutti abbiano la possibilità di godere dei due grandi cortili, soprattutto del primo, con il grande tamarindo, che con la sua chioma dona ombra e frescura ad animali e umani. Ma è evidente che per offrire un trattamento adeguato ai nostri ospiti siamo sempre alla ricerca di volontari non veterinari che ci aiutino a prendercene cura, non solo aprendo i recinti ma portandoli a spasso e facendoli giocare. 

Gli operai durante la costruzione dei box per gli ospiti sani nell'edificio che un tempo ospitava le officine della MOVEC. I box sono stati realizzati in lamiera per essere facilmente pulibili e da essi si accede ai due grandi cortili.

L’attività dell’associazione non si è mai interrotta. Il trasloco è stato fatto di domenica, che è un giorno sempre più tranquillo degli altri e il lunedì era già operativa la nuova sala visite. Del resto anche i ricoverati richiedono cure continue, non era pensabile “congelare” tutto nemmeno per un giorno. Così, con un bel po’ di organizzazione preliminare, il trasferimento degli animali e delle attrezzature è stato fatto nel giro di poche ore. E il lunedì pomeriggio c’era già la fila di fronte alla sede nuova!  

Una foto recente della sala visite della sede nuova. In piedi al centro, con la maglietta di SI MA BÔ, Orestis Dizoglidis, veterinario volontario.

Cosa ne sarà della vecchia sede, a cui siamo tutti tanto affezionati? Se le nostre forze ce lo permetteranno, la conserveremo per fare una pensione per cani per le famiglie abbienti che si allontanano da Sao Vicente e vogliono lasciare i loro compagni in mani  sicure. Naturalmente lo scopo di questa nuova attività a pagamento sarebbe essenzialmente quello di finanziare le attività svolte a titolo gratuito, oltre che offrire un servizio assolutamente esclusivo in tutto l’arcipelago. Per sapere se ce l’avremo fatta, vi invitiamo a leggere le prossime puntate della storia di SI MA BÔ su questo blog!

Sede “nuova” – Un anno di miracoli

Chi conosce la breve storia di SI MA BÔ penserà che devo essere un’accolita dell’UCIM! Macché! Qui non c’è tempo di fare corsi né di leggere tomi di 1400 pagine… anche i miracoli si fanno come si può, quindi certe volte non vengono proprio perfetti, o magari bisogna aspettare un po’. Certe volte, quando non si riesce a farli tutti i una volta, si fanno a rate!!

Altri rifiuti e macerie nel primo cortile della sede nuova, l'ex sede di MOVEC.

Quest’ultimo è il caso della cosiddetta “sede nuova” di SI MA BÔ, che di nuovo ha solo il fatto che viene dopo la “sede vecchia”! Per il resto, quando abbiamo ritirato le chiavi, più di un anno fa, con tutto il lavoro che c’era da fare, rimaneva solo da mettersi le mani nei capelli: montagne di macerie e di rifiuti da smaltire, niente luce, niente acqua, niente fogna, niente porte né finestre, uno degli edifici era persino senza tetto…

L'edificio senza tetto della sede nuova, ora coperto grazie al contributo di Lamento Rumeno Onlus, ora nostro partner nel finanziamento del progetto.

Bene, abbiamo detto, adesso non ci resta che tirarci su le maniche e dare olio ai gomiti! Anche perché da mesi la padrona della sede vecchia, che qui sentitamente ringraziamo, rivendicava i suoi locali, messi a disposizione gratuitamente fin dal dicembre 2008.

La nuova sede ci è stata concessa in uso gratuitamente nell’agosto scorso dall’impresa informatica mindelense Fonseca & Santos, cui vanno i nostri altrettanto sentiti ringraziamenti, dopo che da mesi eravamo in trattative con il Municipio di Sao Vicente per la concessione di uno spazio in cui svolgere le nostre attività di pubblica utilità. Purtroppo dal Municipio non si è visto niente, e in effetti è l’unica entità con cui non riusciamo ancora a fare miracoli! Però nel mese di ottobre, per farsi perdonare gli abbattimenti con stricnina, a seguito dei quali ci sono state molte proteste anche di nostri soci, ci hanno messo a disposizione la scavatrice per sgombrare i cortili dalle macerie. Sono stati portati via 16 camion di rifiuti.

Uomini dell'esercito mentre sgombrano da rifiuti e macerie la sede nuova.

Ma ci servivano uomini per prepararli in modo che la pala potesse caricarli. Dove trovarli? Qui si fa fatica a trovare un volontario anche solo per qualche ora, chi poteva prestarci tanta manodopera gratuita? Prega e riprega, alla fine alla nostra grande amica Glaucia, giornalista brasiliana responsabile delle pubblicazioni dell’Università di Cabo Verde, nonché fondatrice e amministratrice del nostro blog in portoghese, viene una brillante idea: Prova a chiedere all’esercito!! Infatti, in men che non si dica, il Comandante Anildo Morais ci manda una quindicina di uomini per un paio di giorni.

Poi nelle due giornate dello sgombero, è stato decisivo l’aiuto di Ailton, la nostra guardia zoofila, e Claudio, padrone di 5 cani ammazzati con la stricnina nella campagna di abbattimento di ottobre, di cui 3 sterilizzati da noi.

Bene… senza macerie e rifiuti, era già tutta un’altra cosa…

Edificio B: la pala meccanica messa a disposizione dal Comune mentre porta via gli ultimi fogli delle centinaia di contenitori di documenti abbandonati dalla MOVEC. Qui verranno ora costruiti alcuni box per gli ospiti. Non troppi perché S MA BO non vuole essere un canile ma solo un rifugio temporaneo per i cani recuperati e in attesa di adozione.

Adesso era ora di pensare all’acqua, alla luce e alla fogna, per poter cominciare almeno a trasferire i cani adulti e sani in attesa di adozione, che si stavano ammassando nei piccoli locali della sede vecchia fino ad occupare anche la sala operatoria!

Ed ecco che succede un altro miracolo: il signor George, a cui abbiamo salvato il cane in fin di vita, padrone di un’officina meccanica e artigiano tuttofare di grande esperienza, si rende disponibile ad occuparsi dell’impianto elettrico e di quello idrico. Intanto Claudio aveva provveduto al collegamento alla fogna. A metà dicembre riusciamo a mettere i contatori, a inizio gennaio vengono trasferiti i cani e la cucina.

Silvia con il sig. George Soares, artigiano, che ci ha aiutato a mettere i contatori della luce e dell'acqua come gesto di riconoscenza per avergli salvato l'adorato cane.

D’ora in poi in sede nuova lavorerà Paulo, uno studente molto amante degli animali, preciso, puntuale e volonteroso, che grazie a SI MA BO ha trovato un modo utile per rendersi economicamente autonomo dalla famiglia.

Paulo in cucina mentre prepara da mangiare per tutti gli ospiti del rifugio.

Rimaneva sempre il tetto dell’edificio più nuovo, quello che doveva ospitare l’ufficio, il bagno, l’ambulatorio, la sala operatoria, il reparto intensivi, e il magazzino nonché una stanza per i volontari. Siamo quindi tornati alla carica con il Municipio, che per altri otto mesi ci ha tenuti in sospeso con varie promesse che non sono mai state mantenute, finché è arrivato anche il quarto miracolo!

Lamento Rumeno Onlus, dando seguito all’accordo di partenariato stipulato nel mese di marzo scorso, annuncia la disponibilità a dare il via ai versamenti mensili di 1500 euro a parziale copertura delle spese di ordinaria amministrazione. Da qui a trasferire l’importo dei primi tre mesi al rifacimento del tetto e alla costruzione delle pareti divisorie nell’edificio B per i box il passo è stato non breve, immediato! Grazie ancora una volta a Lamento Rumeno per il prezioso sostegno.

Alla fine della terza giornata di lavori i ferri del tetto sono pronti per appoggiarci le lamiere della copertura.

I lavori sono iniziati la settimana scorsa e speriamo davvero che possano concludersi entro la fine del mese per poter finalmente avere una sala operatoria e una sala visite degni del loro nome! Per le porte interverrà il falegname di fiducia del signor George, e i pavimenti dell’ambulatorio e della sala operatoria saranno realizzati gratuitamente (con piastrelle fallate donate dall’impresa Tecnicil, costruttrice del complesso Copacabana a Laginha), da Frekson, padrone di Penny, la gattina tricolore operata alla tibia dalle dott.sse Alessandra Panacea e Francesca Brugnoli.

Frekson, padrone della gatta Penny, mentre sistema un pezzo di intonaco, dopo aver fatto il pavimento della sala visite, con piastrelle di recupero donate da Tecnicil.

L’importante è che tutto sia pronto per l’arrivo del dott. Pietro Allasia, che si fermerà a Mindelo ad aiutare i nostri amici pelosi per almeno tre mesi.

Grazie ancora a tutti

SI MA BÔ a Radio Deejay con Vic e The Network

Il Veec di Radio DeejayEcco il testo completo del messaggio inviato al programma The Network di Radio Deejay e andato in onda stamattina, grazie alla sensibilità di Vic e Chiara:  

Ciao Veec,

ogni tanto da Capo Verde riesco a sentirvi via Internet, mi piace la vostra idea di collegare gli italiani sparsi per il mondo in The Network. Me l’ha segnalato il mio amico Andrea.

Alla vostra domanda su come salvare il pianeta, pezzetto per pezzetto, io rispondo per quello che faccio qui a Sao Vicente. Sono la fondatrice e principale finanziatrice di un’associazione per la protezione degli animali a Capo Verde. 

Cerchiamo sempre piccoli donatori generosi che ci aiutino a finanziare le spese di realizzazione del nuovo rifugio/clinica che stiamo preparando in questi giorni, solo grazie a chi adotta a distanza un cane o un gatto di strada riusciamo a curarli e sterilizzarli. Grazie a questo possiamo ridurre la malattie, come la rogna, che si diffondono anche ai bambini di strada che giocano con i cuccioli nelle stesse vie polverose.

Galao (Caffelatte) con il suo padroncino adottivo. Leggete qui la storia di questo incredibile cane!

 Generosi veterinari italiani partono per questa isoletta sperduta per fare una settimana di lavoro-vacanza, spesso più lavoro in verità, e ci aiutano gratuitamente visto che qui non esiste nemmeno la professione del veterinario. Se poteste parlare di noi nel vostro programma, citando il nostro sito www.simabo.org, ci dareste già un grossissimo aiuto. Potete trovarci anche su Facebook: http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=208134950732

Ciao e grazie!

Vi mando un ringraziamento anche da parte della Pina, la nostra mascotte.

Ascolta qui il reload del programma del 15 settembre con Vic che legge il messaggio di SI MA BÔ al minuto 27.

Grande svolta nella storia di SI MA BÔ

Arrivo a Sao Vicente della prima missione veterinaria finanziata da Lamento Rumeno, a luglio 2009. Da sx a dx: Paolo Manzoni, presidente di SIMABO Onlus, Claudia Icleanu, assistente di sala operatoria, Silvia Punzo, presidente di SIMABO Capo Verde e Aurelian Stefan, medico veterinario.

È con grande gioia che vi comunico una delle più sensazionali notizie della breve ma davvero miracolosa storia della nostra associazione: la firma dell’accordo di partenariato tra SI MA BÔ e Lamento Rumeno Onlus (www.lamentorumeno.org), l’associazione fondata e guidata con grande dedizione da Laura Pontini, che fin dall’inizio ci segue e ci sostiene con donazioni e partecipazione. 
Il veterinario rumeno Aurelian Stefan mentre apre il prezioso scatolone contenente tutto l’occorrente per le sterilizzazioni non reperibile sul posto (essenzialmente anestetici e fili da sutura), nonché una buona fornitura di antiparassitari, che sono i farmaci più usati sull’isola.

L’accordo di partenariato, che giunge in un momento molto delicato delle negoziazioni di SIMABÔ con le autorità locali responsabili delle campagne di abbattimento dei randagi, prevede la partecipazione alle spese di gestione dell’ambulatorio-rifugio per i prossimi tre anni a fronte dell’impegno di SI MA BÔ di impiegare tutti i propri mezzi finanziari per avanzare nell’azione di sterilizzazione. Nello scorso mese di novembre SI MA BÔ ha infatti strappato al Municipio di São Vicente la promessa di interrompere gli abbattimenti con bocconi alla stricnina almeno fino a questo mese di agosto. Ciò rappresenta di per sé un grande passo avanti nelle negoziazioni, ma è evidente che la promessa potrà essere mantenuta e l’accordo rispettato solo nel momento in cui si procede a ritmo serrato con le sterilizzazioni, altrimenti il numero di randagi non potrà che aumentare vertiginosamente nei prossimi mesi, finendo col giustificare ancora una volta agli occhi dei responsabili dell’ordine e dell’igiene pubblica le ben note quanto inefficaci “misure di controllo”. 

Cucciolata sotto il sole di Riberinha, uno dei quartieri più poveri di Mindelo, dove il numero dei cani randagi è molto elevato e le campagne di abbattimento disposte dal Municipio molto frequenti.

 

In questi primi due mesi il contributo di Lamento Rumeno garantirà il rifacimento del tetto della nuova sede, già adibita a rifugio dal mese di gennaio scorso, e dove dovranno essere trasferiti al più presto anche l’ambulatorio e la sala operatoria.

Uno scorcio dei locali della nuova sede, un grande complesso in centro città con diversi edifici semidemoliti e due cortili, messo a disposizione gratuitamente dall'impresa informatica di Mindelo Fonseca&Santos, che sentitamente ringraziamo.

In futuro il contributo potrà parzialmente sollevare la sottoscritta e quanti con me hanno sopportato il peso economico di questa impresa assolutamente straordinaria e miracolosa, da un impegno troppo gravoso che non avrebbe potuto essere sostenuto ancora a lungo, con il rischio di veder andare in fumo il grande lavoro compiuto negli scorsi due anni (più di 600 animali sterilizzati e oltre 2000 curati) con il sostegno e l’aiuto di tanti donatori e volontari. E soprattutto viene scongiurato il pericolo di dover chiudere l’unico luogo in cui gli animali di São Vicente possono trovare aiuto e riparo.

Gatti ospiti del rifugio durante un pasto insieme ad alcuni cagnolini.

SI MA BÔ e in particolare Silvia Punzo, presidente di SIMABÔ Capo Verde, la dottoressa Raineri, direttore sanitario, Paolo Manzoni, presidente di SIMABÔ Onlus, e gli ospiti del rifugio ringraziano di cuore Lamento Rumeno Onlus e tutti i suoi donatori per questo importante gesto di solidarietà.

LeiciKleici ci è stata portata dalla sua stessa padrona, al centro nella foto, con una profonda ferita alla gola per essere rimasta legata troppo a lungo con una corda troppo stretta… Dopo essere stata ricoverata e curata per qualche settimana è stata restituita alla sua famiglia con molte raccomandazioni e ora viene regolarmente controllata dalla nostra guardia zoofila.

Che dire? (Testimonianza di un veterinario senza paura rimasto senza parole…)

 
Negrita e Teodoro, due cuccioli ospiti del rifugio durante il soggiorno della dott.ssa Vianello. Teodoro è già stato adottato, mentre Negrita è ancora al rifugio, dopo un periodo di malattia e convalescenza alla Terrazza.

Ricevo e pubblico con grande piacere la testimonianza della dott.ssa Silvia Vianello di Velletri, che ha prestato servizio volontario presso il nostro rifugio/ambulatorio nel mese di giugno, operando circa 110 animali in due settimane. Oltre alle sterilizzazioni di routine ha effettuato diversi altri interventi, soprattutto tumori mammari e piometre. Dopo due mesi senza chirurgo, la fila degli animali in attesa si era decisamente allungata…

Colgo l’occasione per ringraziare anche Lamento Rumeno che ha finanziato l’acquisto dei farmaci necessari per questa missione veterinaria.

Silvia Vianello con Teodoro, uno dei suoi preferiti al rifugio di SI MA BÔ.

L’esperienza con SI MA BÔ è stata fuori da ogni aspettativa, in senso positivo ovviamente. Prima della partenza tutte le info mandatemi via mail tra protocolli, cose da fare e da non fare, suggerimenti e pagine in cui c’era scritto che non si trattava di una vacanza ma di un grosso impegno e che se non eravamo in grado di gestire lo stress era meglio rinunciare, di sicuro non mi avevano fatto partire molto rilassata, se poi aggiungiamo quello che mi era stato riferito dai colleghi che già ci erano stati,  il quadretto era quasi completo… OK, avevo dato la mia parola e la mia disponibilità, ma sarei stata in grado di fare un buon lavoro con le mie capacità?

La dott.ssa Vianello mentre effettua la sterilizzazione di una cagna. Dopo qualche giorno di "riscaldamento" il numero degli interventi eseguiti quotidianamente è via via aumentato, fino a raggiungere i 18 dell'ultimo giorno.

Così, dopo una giornata passata tra aeroporti, bagagli, anzi, chili e chili di bagagli, sono arrivata a casa di Silvia che non ha perso tempo e immediatamente mi ha detto tutto, anzi di piu’, perchè il giorno dopo avrei cominciato a fare il mio lavoro: il veterinario. I primi 3 giorni sono stati davvero difficili, dire incubo forse è esagerato, ma in quei 3 giorni piu’ di una volta ho pensato che non sarei riuscita ad arrivare alla fine delle 2 settimane. Non pensavo che ci fosse così tanto da fare e anche se c’erano Silvia, Paolo, Nanda, Tania e Ailton ad aiutarmi, ovviamente non avevo i miei colleghi o le infermiere con cui lavoro quotidianamente e con le quali non c’è quasi bisogno di parlare per quanto siamo affiatati, e così, tra gli animali che c’erano a casa e che dovevano essere medicati , quelli del rifugio, gli interventi che aumentavano di giorno in giorno, un protocollo anestesiologico ovviamente diverso da quelli che utilizzo di solito, attrezzature un po’ ridotte all’osso, impossibilità di fare esami e quindi diagnosi fatte un po’ secondo il buon senso e l’esperienza, tutto questo contribuiva ad aumentare l’ansia e lo stress e soprattutto la paura di sbagliare e di uccidere qualche animale.

Questa è Phenix, un'altra delle pazienti preferite di Silvia Vianello. Ci è stata portata dal padrone a fine maggio, ridotta pelle e ossa e incapace di alzarsi. Nello sforzo di mettersi in piedi si era anche consumata tutte le dita delle zampe posteriori. La visita neurologica non lasciava molte speranze ma il suo sguardo vivace ha conquistato tutti al rifugio facendo rimandare di giorno in giorno la decisione fatale. Così dopo circa un mese di cure, concordate con la dott.ssa Raineri che seguiva il caso dall'Italia, hanno cominciato a vedersi i primi miglioramenti, finché dopo più di 50 giorni di allettamento Phenix si è finalmente alzata! La dott.ssa Vianello era ormai rientrata in Italia ma è stata la prima a ricevere la tanto attesa notizia. Adesso Phenix dovrà ancora portare una scarpina per qualche tempo e soprattutto deve riprendere peso (ma non troppo!) e trovare una buona famiglia adottiva, perchè il suo "padrone", purtroppo, non si è mai più visto...

Ma per fortuna passati quei 3 giorni iniziali tutto si è colorato di una luce diversa, il poter aiutare ogni giorno sempre più cani e gatti faceva aumentare in me la voglia di fare e la stanchezza e la paura sono passate in secondo piano tant’è che alla fine i giorni sono passati anche troppo velocemente e se fosse stato possibile non me ne sarei tornata a casa cosi’ presto: in quelle 2 settimane ho avuto piu’ soddisfazioni che non in 10 anni di lavoro in clinica, i proprietari dei cani che ho avuto il piacere e l’onore di operare mi hanno dimostrato la loro riconoscenza ringraziandomi più e più volte, il proprietario della boxer Ama (mi sembra fosse questo il nome) che ho operato di piometra il primo giorno (tanto per iniziare con qualcosa di semplice) quando è venuto a riprenderla non mi lasciava più la mano tanto mi ha ringraziato, per non parlare della proprietaria della cocker Mami che ho sterilizzato e a cui ho asportato un tumore mammario, e il proprietario di Power, che ho sterilizzato, mi hanno pure fatto un regalo lasciandomi letteralmente senza parole.

Silvia Vianello con Penny, la gattina tricolore operata alla tibia dalle colleghe del turno precedente, Alessandra panacea e Alessandra Brugnoli, e ancora convalescente alla Terrazza, e Big uno dei tre micini abbandonati adottati da Adel, anche lei micina abbandonata con 4 fratelli in una scatola sulla spiaggia. Nonostante sia sterilizzata non ha perso per niente il senso materno, anzi, si è dimostrata una mammina d'eccezione!

 

Adel con i "suoi" tre micini: Rosina, Big e Oi Larg (Occhi Grandi), in una foto scattata dalla dott.ssa Vianello. Nonostante sia stata sterilizzata, Adel non ha perso per niente il senso materno, anzi, si è dimostrata una mammina d'eccezione!

Non è stato tutto rose e fiori, ho incontrato anche proprietari che un po’ se ne fregavano dei loro animali, e operare e visitare cani infestati (molto) da pulci e zecche non è stato sempre facile e piacevole ma alla fine quello che mi sento di dire è che sicuramente il prossimo anno farò di tutto per ritornare e spero non solo per 2 settimane, sempre che riesca ad organizzarmi e so già che non sarà per niente facile lavorando in una clinica 24h, ma di sicuro non lascerò nulla di intentato… E poi la prossima volta vorrei riuscire a farmi non dico tanto ma almeno una giornata di sole e mare!!!!!

Silvia Vianello (a dx) con la signora Nanda, responsabile del rifugio e dell'ambulatorio di SI MA BÔ, e Ugo Carlo Olivieri, preziosissimo collaboratore nell'ombra dell'associazione, che sentitamente ringrazio per il grande aiuto che ci ha dato finora come traduttore e non solo. La domenica pomeriggio ci ha infatti accompagnato in un bel giro dell'isola. Qui siamo a Calhau, ai piedi del vulcano, uno degli angoli più suggestivi di Sao Vicente.

Silvia Vianello sta per cominciare un intervento di sterilizzazione. Il suo unico aiuto in sala operatoria è la signora Nanda, che provvede a tutto l'occorrente e a rassettare dopo ogni intervento.

Per concludere, non vorrei fare la saputella, ma solo dare un consiglio a tutti i colleghi che mi seguiranno in questa splendida avventura: non siamo in Italia e non abbiamo tutte le comodità a cui siamo abituati, gli animali di Capo Verde reagiscono ai farmaci in maniera diversa da come siamo abituati, quindi rispettate e seguite quello che c’è scritto nei protocolli, soprattutto per quanto riguarda le anestesie. La prima scettica ero io, ma dopo il primo intervento mi sono ricreduta alla grande, e su un centinaio di animali che ho operato devo dire che hanno dormito perfettamente e solo un paio si sono lamentati al risveglio, quindi non abbiate paura e seguite i protocolli alla lettera che sono stati scritti con testa da chi ne sa piu’ di noi! 

Panda ci è stata portata con i suoi nove cuccioli da un signore che le dava da mangiare per strada. Cinque purtroppo sono morti, perché la mamma era in condizioni davvero pietose, ma i quattro rimasti sono veramente bellissimi, e hanno conquistato subito il cuore di Silvia, che l'ultimo giorno prima di partire ha sterilizzato la mamma, che ora è di nuovo in forze e può tornare a casa, dal signore che prima le dava da mangiare e ora ha deciso di adottarla. Uno dei cuccioli nel frattempo è già stato adottato, gli altri tre sono ancora in attesa.

E poi attenti agli sprechi, i proprietari non possono spendere e i cani sono tantissimi, quindi piu’ si risparmia e piu’ animali si possono aiutare!  Non fate i superiori, accettate i consigli anche se chi ve li dà non è un veterinario e non ha una laurea in mano, ma di sicuro è molto probabile che vivendo li da molti anni ne sappia piu di voi che siete appena atterrati!!!!!!

Grazie di tutto a tutti

Silvia Vianello

Un bagno di solidarietà! Festa in piscina per SI MA BÔ a Modena

 

LA dottoressa Ilaria Magnelli durante una missione a Salamança (Sao Vicente - Capo Verde), un villaggio di pescatori dove ci sono molti cani randagi e anche quelli con padrone vivono per strada, come del resto la maggior parte della popolazione

 
Il 5 luglio, dalle ore 20 fino alle 24 la PISCINA DARSENA DI BOMPORTO -  PIAZZA DELLO SPORT, 14 – BOMPORTO (MO) resterà aperta per unire le forze di due associazioni impegnate in progetti solidali del terzo mondo. Saranno presenti UISP MODENA SOLIDARIETA’, che ha costruito e gestisce gratuitamente una piscina in un villaggio brasiliano, e SI MA BÔ, associazione animalista di Capo Verde. L’ incasso del bar sarà devoluto in beneficenza all’ associazione SI MA BÔ ONLUS. Venite con molta sete, la soddisferemo per una buona causa !!!!
Inoltre suonerà il gruppo Jatobà Trio e saranno presenti i veterinari volontari di SI MA BÔ per rispondere a tutte le domande sul progetto !!!
I fondi raccolti serviranno principalmente per inviare a Capo Verde le donazioni ricevute dal centro di raccolta di Modena/Bologna nello scorso inverno.
 

La dottoressa Angeloni ausculta un cane ammalato nell'ambulatorio di SI MA BO

Il pianeta è alle cozze! Che ne dite, ci diamo una mossa?

Leggendo l’articolo di Franco Libero Manco  pubblicato sotto non ho potuto fare a meno di dirmi: finalmente UN cristiano coerente! E’ sì, perché Cristo ha detto “Non uccidere”, non ha mai specificato che ci fossero specie che potessero essere torturate e poi uccise da altre, inutilmente, per lucro o per puro divertimento. Ha detto semplicemente “Non uccidere”.
L’immagine che ci è da sempre tramandata dell’Eden, il luogo dove l’uomo ha goduto un tempo della vera felicità, è quella di un giardino pieno di alberi carichi di frutta matura in cui scorrono ruscelli di acqua pura, tutte le specie godono a piene mani dell’infinita abbondanza divina, il clima è tanto mite da poter fare a meno di qualsiasi abito e il cibo è tanto vicino da poter fare a meno dell’auto anzi, si raccoglie passeggiando perché è sempre disponibile, così intanto ci si tiene in forma, e non è necessario riempire il freezer per tutta la settimana… 
In Paradiso non si è mai visto un banchetto di animali morti e formaggi per gente sempre vestita di nero (cosa avrà mai da nascondere???) circondata da un mare di cemento e tralicci della luce… 
Il nostro pianeta è alle cozze, gli animali e le piante agonizzano! Non sono anche loro creature di Dio?
Dove sono tutti gli altri cristiani, quelli che sono andati a catechismo da piccoli, sono cresciuti all’oratorio e magari vanno ancora a messa tutte le domeniche? E tutti quelli che magari a messa tutte le domeniche non ci vanno ma che vorrebbero ancora essere qui tra venti o trent’anni? O hanno figli e nipoti che ci saranno sicuramente?
 
Cosa vogliamo lasciargli in eredità? Il miliardo e mezzo di tonnellate di letame e gli 80 milioni di tonnellate di metano che gli allevamenti producono all’anno? E soprattutto la convinzione che i miliardi di animali uccisi inutilmente per lucro o per divertimento ogni anno non pesino sulla coscienza dell’umanità?
 Nessuno ha idee più brillanti?
 

Estratto da

“La messe e’ tanta ma gli operai sono pochi” (Matteo 9,37)

 di Franco Libero Manco        

C’e’ chi si rifiuta di guardare immagini di animali maltrattati, chi inorridisce alla scena di una corrida, chi rinuncia alle ferie pur di non separarsi dal suo animale, chi si priva di una cena con gli amici pur di acquistare i croccantini piu’ costosi per i suoi gatti, e l’elenco potrebbe continuare. Ma se da una parte cresce il popolo di coloro che hanno acquisito sensibilita’ animalista, dall’altra il gruppo degli attivisti soffre di assenteismo cronico e succede che nelle manifestazioni di piazza si ritrovano sempre i soliti “quattro gatti”.

                Ognuno ha i suoi problemi, i suoi impegni, le sue giuste scusanti, i suoi buoni motivi: c’e’ chi doveva accompagnare la zia in ospedale, chi aveva un appuntamento col dentista, chi ha dovuto portare il gatto dal veterinario, chi si dimentica e chi non sapeva (?) dell’iniziativa. Certo ci sono impegni non procrastinabili e imprevisti, ma su dieci mila invitati trenta persone sono sintomo di penuria.

        Manca la volonta’ vigorosa, forte e risoluta di chi sente e fa sua la causa del bene. Tiepidi siamo e senza la responsabilita’ della missione. Aspettare passivamente che siano gli altri a realizzare quel mondo che in teoria tutti vorremmo e’ da lassisti. Solo chi e’ disposto a sacrificare parte del suo tempo, dei suoi interessi personali, sente veramente la profondita’, l’ampiezza e l’importanza della nostra missione, ma soprattutto percepisce il dramma, la desolazione ed il terrore degli animali che implorano inascoltati e che in ogni istante vengono trucidati dagli umani, perche’ il nostro movimento non ha ancora la forza necessaria per incidere in modo determinate sulla devastante cultura antropocentrica.

                Alla base di ogni conquista sta il sacrificio e la rinuncia. C’e’ forse qualcosa di piu’ bello e di piu’ costruttivo della consapevolezza di aver contribuito alla realizzazione di un mondo migliore? di aver collaborato a risparmiare sofferenza agli innocenti? Nulla e’ al di sopra di un grande ideale.

        Noi siamo portatori di una nuova etica, di un nuovo senso di giustizia. Il nostro grande progetto, che supera lo steccato antropocentrico e annuncia al mondo una nuova civilta’, la civilta’ dell’amore universale, ha bisogno di gente volitiva, colma di passione ed entusiasmo, di voglia di cooperare, di lottare, di far proprio il destino collettivo, in grado di percepire il grido di dolore del bambino affamato della Nigeria come del criceto incatenato sul banco del vivisettore. Lode dunque ai pochi indomabili folli che non si stancano di operare: senza di essi nessuna associazione esisterebbe.

        Questa nostra grande rivoluzione morale, civile e spirituale ha bisogno di gente che sia disposta non solo a sacrificare parte del proprio tempo e dei propri interessi ma, se occorre, anche la propria vita, diversamente aspetteremo che l’evoluzione compia il suo lento ed inarrestabile corso, anche senza il contributo dei tiepidi.

Franco Libero Manco è presidente dell’AVA, Associazione Vegetariana Animalista

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