Grazie Monviso!

Persone in attesa di far visitare il loro animale davanti alla sede.

Dedico questo post a tutti i medici del Centro Veterinario Monviso (www.centroveterinariomonviso.com) che ormai da un anno e mezzo condividono 24 ore su 24, 365 giorni l’anno le mie angosce di amante degli animali dispersa nell’Oceano… Provate a immaginare come vi sentireste trovandovi su un’isola deserta, soprattutto dal punto di vista veterinario, con il vostro adorato cane o gatto che sta male, senza sapere cosa fare… moltiplicate questo per 50 o 60, che sono i “miei” cani e gatti qui (una ventina in casa e una quarantina al rifugio), aggiungeteci i 30 al giorno che ci portano a visitare con i più svariati sintomi per lo più incomprensibili ai profani (spesso non riusciamo nemmeno a spiegarli, e ancora più spesso, soprattutto quando l’animale è grave e il padrone magari è ansioso, andiamo in para e non riusciamo nemmeno a fargli una visita completa…), e il risultato è quello che i carissimi veterinari del Monviso (nonché l’efficientissima segretaria Antonella!) devono sopportare quasi ogni giorno… Oltre alle bizze di Skype, del microfono del portatile, dell’ADSL, della Telecom capoverdiana, e chi più ne ha più ne metta…

Alcuni dei medici veterinari del Monviso presentano il progetto SI MA BO: da sx a dx: la dott. ssa Rita Strigari (medicina interna, oftalmologia, ematologia) con l’inseparabile Pepita, la dott.ssa Rossana Raineri, direttore sanitario del Monviso e del progetto SIMABO, la dott. ssa Federica Cottino (oncologia, ematologia, chirurgia tessuti molli, responsabile e coordinatrice del laboratorio), la dott.ssa Barbara Pettini (anestesia, dermatologia, medicina felina), la dott.ssa Simona Curreri (anestesia, ecografia) e, al centro, la nostra stagista dott.ssa Chiara Paloni.

E così in questi mesi, grazie ai medici veterinari del Centro Monviso (tra i più gettonati il dermatologo, l’oculista e il neurologo… purtroppo qui il tempo per la fisioterapia non c’è, l’anestesista è un lusso che non ci possiamo permettere e il chirurgo ortopedico anche…), in teleconference, abbiamo evitato parti cesarei, ridotto prolassi, curato malattie di ogni genere, salvato cuccioli dai virus più tenaci, steccato zampe, cucito ferite, curato tutti i tipi di rogna, diagnosticato ogni tipo di parassitosi, esaminato bocche, orecchie, denti e nasi, osservato unghie, pupille, ferite, fratture, eseguito visite notturne, diurne, domenicali e natalizie… E mentre noi strepitiamo all’altro capo del mondo, al Monviso si preparano, a ciclo praticamente continuo, i nostri volontari…

La dott.ssa Manola Santinelli (a dx), in arrivo a Mindelo il prossimo 15 settembre, durante la preparazione al Monviso. Qui è nella sala ecografie con la dott.ssa Curreri.

Il tirocinio al Monviso è obbligatorio per tutti i neolaureati e consigliato a tutti i giovani veterinari che vogliano avere una preparazione mirata per affrontare nel modo migliore e meno traumatico possibile l’esperienza a Capo Verde. Perché non è che un veterinario appena laureato o con poca esperienza possa dire: “Io vado, poi se non ci riesco pazienza…” Perché se “non ci riesce” al suo posto non può intervenire NESSUNO… Se la cagna che sta operando sanguina come un idrante per un’erlichiosi all’ultimo stadio, qualcosa deve fare per forza… Lo stesso vale se, quando apre per sterilizzare, si trova l’intestino immerso in sette litri di liquido e un fegato di due chili in una cagna di dieci… o una piometra che geme pus, che non si capisce nemmeno come la cagna possa essere arrivata in ambulatorio con le sue zampe, totalmente ignara dello stato pietoso del suo utero…

La dott.ssa Raineri con il dott. Paolo Gualandi prima della partenza.

E poi c’è un altro fatto da non sottovalutare: che questi animalini capoverdiani sono tutti così mansueti,  pazienti, abituati al dolore, alla fame, alla sete, alla solitudine, alle botte, che quando trovano qualcuno che li degna anche soltanto di una piccola attenzione, dai loro occhi comincia a sgorgare una quantità d’amore represso tanto spropositata che il veterinario giovane e inesperto, completamente sopraffatto da tanta tenerezza, darebbe ogni suo avere per riuscire a fare la cosa giusta, ma non riuscendo nemmeno a capire da che parte incominciare, data la completa mancanza di mezzi diagnostici, cade in una crisi profonda che, unita alla lontanza da casa e alla stanchezza fisica accumulata nelle lunghe giornate di lavoro al caldo, può mettere a dura alla prova il suo equilibrio psico-emotivo.

La dott.ssa Raineri con Lino Sestini e Ilaria Magnelli, appena laureati in medicina veterinaria a Pisa, con il pacco dei farmaci da portare a Capo Verde.

Ecco, forse, quello che distingue la dottoressa Raineri e i suoi collaboratori da tanti altri “bravi veterinari” è proprio la capacità di fornire quel sostegno che permette ai nostri volontari di non sentirsi soli anche nei momenti più difficili, di fornire soluzioni efficaci ma semplici, applicabili anche da chi, come noi profani, non può fare altro che somministrare una pastiglia o fare un’iniezione sottocute o una medicazione con il Betadine e lo zucchero (fantastica invenzione!), di infondere coraggio e ottimismo davanti ai casi più complessi o disperati, di fornire rapidamente istruzioni chiare e semplici ai colleghi più giovani  che si trovano in prima linea, di scambiare opinioni e informazioni utili con i meno giovani durante le campagne di sterilizzazione, e non da ultimo la generosità con cui la dottoressa Raineri svela i suoi preziosi segreti ai giovani volonterosi disposti a dedicare 15 giorni del loro tempo a una full immersion senza eguali…

La dott.ssa Santinelli pronta per la partenza saluta i colleghi del Monviso (da sx a dx i dott. Cottino, Strigari, Rostagno e Petrini, con Antonella Contenti, la loro efficientissima segretaria!) dietro all’immancabile cartellone che raffigura le fasi salienti della prima missione della dott.ssa Raineri a Capo Verde. Si coglie l’occasione per ringraziare anche la dott. ssa Barbara Chanforan (responsabile e coordinatore del reparto anestesia, terapia intensiva e terapia del dolore, ecografia e medicina felina), il dott. Lorenzo Secondo e la dott.ssa Gabriella Rostan, non presenti nelle foto.

Grazie Monviso, e grazie e tutti i volontari che ci hanno aiutato finora e a tutti quelli che vorranno venire ad aiutarci in futuro!

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