5.000 leghe sopra i mari… Quando la fantascienza diventa realtà!

Giuseppe Arini, titolare della BE.AR, Paolo Manzoni, presidente di SIMABÔ Onlus e Elena Musso, all’arrivo del nostro pallet da Genova.

Tutto è cominciato all’inizio dell’anno, quando Giuseppe Arini, titolare della BE.AR., forse il maggior importatore di pneumatici di Capo Verde e grande amico dei cani, ci ha generosamente offerto un metro cubo di spazio gratuito nei suoi container che arrivano periodicamente a Sao Vicente dall’Italia. “Dovete solo farmi arrivare il pallet confezionato a Bologna, poi al resto penso io!” “Caspita, che bellezza!” è stata la prima reazione. Ma come si fa, a far arrivare a Bologna un pallet di un metro cubo confezionato stando a Capo Verde?!?!

Lara Bardelli davanti al suo studio di tatuaggi e piercing a Carpi, con uno scatolone destinato a SI MA BÔ.

Per  fortuna Massimo (Siri), il mio grande amico di AgireOra Alessandria e fantastico organizzatore di grandi eventi con pochissime risorse, finanziarie e umane, mi aveva insegnato che non esiste compito che non possa essere suddiviso in tante fasi sufficientemente “piccole” da poter essere poi eseguite da una sola persona, raggiungendo così la massima efficienza con pochi mezzi. Insomma: tutta questione di organizzazione!

Alessandro e Max mentre trasferiscono nottetempo il materiale raccolto a Carpi sul pick up per la consegna ai magazzini della BE.AR. a Bologna.

In questo caso si trattava di creare innanzi tutto un centro di raccolta dove potessero essere radunate le donazioni, quindi di trovare qualcuno che mettesse a disposizione un certo spazio e che potesse anche ricevere pacchi per posta, poi ci voleva qualcuno in grado di confezionare un pallet e movimentarlo e poi qualcuno con un mezzo abbastanza grande per portarlo a Bologna, il tutto a distanze il più possibile ravvicinate per non far lievitare troppo i costi di trasporto. “Ce la faremo mai?” ci siamo chiesti per mesi…

Il pick up con il carico pronto per essere confezionato.

Ebbene, sì, ce l’abbiamo fatta! Il centro di raccolta è stato costituito a metà aprile grazie all’impegno di Lara Bardelli dello studio di tatuaggi e piercing WILD INSTINCT di Carpi (BO) e di Alessandro Campana del pub IL COVO di Manzolino di Castelfranco Emilia (MO), che si sono poi dati da fare per sollecitare donazioni provenienti da varie parti d’Italia. Gli oggetti donati sono stati poi consegnati a Max Mengoli di Rastignano (BO), che si era reso disponibile con il suo pick up fin dal mese di febbraio e che ha provveduto anche al confezionamento del pallet.

Max, la mattina della partenza del nostro pallet per Bologna.

Nel frattempo, dietro le quinte, si muoveva il commercialista, la ragioniera Claudia Punzo, per cercare di capire, grazie anche alla gentilissima collaborazione dei dipendenti del Gruppo Scerni, lo spedizioniere della BE.AR. quali fossero i documenti necessari per il trasporto. Così, quando è stata comunicata la data di spedizione del pallet, tutto era pronto. A Capo Verde avremmo avuto ancora un mese di tempo per svolgere le pratiche per l’iscrizione di SI MA BÔ nelle liste degli aventi diritto all’esenzione delle tasse d’importazione, che a Capo Verde sono salatissime.

Il container con il nostro pallet all'imbocco del magazzino della BE.AR. a Sao Vicente.

Il pallet è arrivato puntualissimo il 29 luglio, il 4 agosto è stato aperto il container e il pallet è stato trasferito nei magazzini doganali. Nessuno sapeva dirci quanto sarebbe durata la “quarantena”, avevamo sentito racconti di carichi che erano rimasti in attesa dei documenti dello spedizioniere capoverdiano addirittura per mesi… a un nostro conoscente gelataio era venuto l’esaurimento ad osservare per settimane il suo delicato carico di preparati chiuso nel container sotto il sole in attesa di non si sa quale timbro…  L’unica era mettersi tranquilli ad aspettare.

Paolo di fronte ai magazzini doganali dopo aver recuperato il prezioso pallet.

Ma noi avevamo uno spedizioniere speciale, il signor Djony della Silvestre Pinto Lopes da  Silva, che oltre ad essere gentilissimo, ha sbrigato tutte le pratiche in men che non si dica, cosicché noi abbiamo potuto prelevare il nostro pallet già venerdì 13  (e c’è ancora chi non ci crede!) agosto per la modica somma di 3.000 scudi, pari a nemmeno 30 euro!

Missy, Pina, Branca, Patì e Fufi, ospiti del rifugio, osservano curiose l'arrivo del pallet di donazioni.

Grazie a tutti per la collaborazione, l’impegno e la solidarietà! E naturalmente grazie ai donatori che ci hanno inviato trasportini, giochini, cibo, un armadietto utilissimo per conservare i farmaci, un monitor da collegare a un vecchio computer che presto dovrà ospitare il sistema di gestione delle cartelle cliniche e persino un piccolo frigorifero per conservare i farmaci al fresco!

L’arrivo del pallet in sede. Chi l’avrebbe mai detto?

Entrata in sede del frigo della Derby gentilmente donato da IL COVO PUB per conservare i farmaci al fresco.

Il nostro Ciechino, ispeziona minuziosamente alcuni dei trasportini appena arrivati, mentre Silvestra e Neretta effettuano il collaudo. Sullo sfondo i contenitori della farmacia, donati dalla COPA, il nostro maggiore sostenitore capoverdiano.

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