Il pianeta è alle cozze! Che ne dite, ci diamo una mossa?

Leggendo l’articolo di Franco Libero Manco  pubblicato sotto non ho potuto fare a meno di dirmi: finalmente UN cristiano coerente! E’ sì, perché Cristo ha detto “Non uccidere”, non ha mai specificato che ci fossero specie che potessero essere torturate e poi uccise da altre, inutilmente, per lucro o per puro divertimento. Ha detto semplicemente “Non uccidere”.
L’immagine che ci è da sempre tramandata dell’Eden, il luogo dove l’uomo ha goduto un tempo della vera felicità, è quella di un giardino pieno di alberi carichi di frutta matura in cui scorrono ruscelli di acqua pura, tutte le specie godono a piene mani dell’infinita abbondanza divina, il clima è tanto mite da poter fare a meno di qualsiasi abito e il cibo è tanto vicino da poter fare a meno dell’auto anzi, si raccoglie passeggiando perché è sempre disponibile, così intanto ci si tiene in forma, e non è necessario riempire il freezer per tutta la settimana… 
In Paradiso non si è mai visto un banchetto di animali morti e formaggi per gente sempre vestita di nero (cosa avrà mai da nascondere???) circondata da un mare di cemento e tralicci della luce… 
Il nostro pianeta è alle cozze, gli animali e le piante agonizzano! Non sono anche loro creature di Dio?
Dove sono tutti gli altri cristiani, quelli che sono andati a catechismo da piccoli, sono cresciuti all’oratorio e magari vanno ancora a messa tutte le domeniche? E tutti quelli che magari a messa tutte le domeniche non ci vanno ma che vorrebbero ancora essere qui tra venti o trent’anni? O hanno figli e nipoti che ci saranno sicuramente?
 
Cosa vogliamo lasciargli in eredità? Il miliardo e mezzo di tonnellate di letame e gli 80 milioni di tonnellate di metano che gli allevamenti producono all’anno? E soprattutto la convinzione che i miliardi di animali uccisi inutilmente per lucro o per divertimento ogni anno non pesino sulla coscienza dell’umanità?
 Nessuno ha idee più brillanti?
 

Estratto da

“La messe e’ tanta ma gli operai sono pochi” (Matteo 9,37)

 di Franco Libero Manco        

C’e’ chi si rifiuta di guardare immagini di animali maltrattati, chi inorridisce alla scena di una corrida, chi rinuncia alle ferie pur di non separarsi dal suo animale, chi si priva di una cena con gli amici pur di acquistare i croccantini piu’ costosi per i suoi gatti, e l’elenco potrebbe continuare. Ma se da una parte cresce il popolo di coloro che hanno acquisito sensibilita’ animalista, dall’altra il gruppo degli attivisti soffre di assenteismo cronico e succede che nelle manifestazioni di piazza si ritrovano sempre i soliti “quattro gatti”.

                Ognuno ha i suoi problemi, i suoi impegni, le sue giuste scusanti, i suoi buoni motivi: c’e’ chi doveva accompagnare la zia in ospedale, chi aveva un appuntamento col dentista, chi ha dovuto portare il gatto dal veterinario, chi si dimentica e chi non sapeva (?) dell’iniziativa. Certo ci sono impegni non procrastinabili e imprevisti, ma su dieci mila invitati trenta persone sono sintomo di penuria.

        Manca la volonta’ vigorosa, forte e risoluta di chi sente e fa sua la causa del bene. Tiepidi siamo e senza la responsabilita’ della missione. Aspettare passivamente che siano gli altri a realizzare quel mondo che in teoria tutti vorremmo e’ da lassisti. Solo chi e’ disposto a sacrificare parte del suo tempo, dei suoi interessi personali, sente veramente la profondita’, l’ampiezza e l’importanza della nostra missione, ma soprattutto percepisce il dramma, la desolazione ed il terrore degli animali che implorano inascoltati e che in ogni istante vengono trucidati dagli umani, perche’ il nostro movimento non ha ancora la forza necessaria per incidere in modo determinate sulla devastante cultura antropocentrica.

                Alla base di ogni conquista sta il sacrificio e la rinuncia. C’e’ forse qualcosa di piu’ bello e di piu’ costruttivo della consapevolezza di aver contribuito alla realizzazione di un mondo migliore? di aver collaborato a risparmiare sofferenza agli innocenti? Nulla e’ al di sopra di un grande ideale.

        Noi siamo portatori di una nuova etica, di un nuovo senso di giustizia. Il nostro grande progetto, che supera lo steccato antropocentrico e annuncia al mondo una nuova civilta’, la civilta’ dell’amore universale, ha bisogno di gente volitiva, colma di passione ed entusiasmo, di voglia di cooperare, di lottare, di far proprio il destino collettivo, in grado di percepire il grido di dolore del bambino affamato della Nigeria come del criceto incatenato sul banco del vivisettore. Lode dunque ai pochi indomabili folli che non si stancano di operare: senza di essi nessuna associazione esisterebbe.

        Questa nostra grande rivoluzione morale, civile e spirituale ha bisogno di gente che sia disposta non solo a sacrificare parte del proprio tempo e dei propri interessi ma, se occorre, anche la propria vita, diversamente aspetteremo che l’evoluzione compia il suo lento ed inarrestabile corso, anche senza il contributo dei tiepidi.

Franco Libero Manco è presidente dell’AVA, Associazione Vegetariana Animalista

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3 Responses to “Il pianeta è alle cozze! Che ne dite, ci diamo una mossa?”


  1. 2 agatagenco agosto 5, 2012 alle 6:23 pm

    in poche righe hai descritto una grande tragedia, mi congratulo con te!

  2. 3 simabo agosto 5, 2012 alle 6:38 pm

    Grazie Agata… hai letto anche l’articolo di Franco Libero Manco? Quello sì che merita…


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