Archivio per novembre 2013

E’ SI MA BÔ il nome dell’associazione che a Mindelo si occupa con passione dei cani e dei gatti di strada.

Mindelo, ridente cittadina di Sao Vicente, una delle meravigliose isole dell’Arcipelago di Capo Verde, ospita, ormai da anni, la sede di Simabô . E’ qui che, poco dopo la laurea, ho avuto la fortuna di approdare.

Qui ho conosciuto persone meravigliose tra autoctoni, italiani trasferitivisi e volontari provenienti da diverse nazionalità. E’ qui che, insieme a loro, per un mese ho avuto a che fare con moltissimi amici a quattro zampe, cani e gatti de rua che hanno bisogno di cure e di un sacco di coccole.

Ho condiviso questa realizzante esperienza con una cara amica e collega, Enrica Berio.

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Il viaggio inizia dai preparativi!! Prima di partire abbiamo fatto un periodo di tirocinio presso il Centro Veterinario Monviso. Qui la Dott.ssa Raineri (responsabile scientifico del progetto), insieme a tutta la sua equipe ci ha accolte e introdotte al lavoro della cooperazione veterinaria.

Fondamentali per la preparazione pratica e psicologica, i contatti via Skype con Silvia Punzo, fondatrice dell’Associazione e colei che gestisce il progetto. Donna di grande carattere e stracolma di amore per gli animali che ha deciso di portare avanti a Mindelo un sogno e una battaglia.

Gli obiettivi di Simabo sono nobili e numerosissimi!!

L’associazione nasce con il target di ridurre la vastissima popolazione di cani e gatti randagi presenti sull’isola. Il principale strumento per raggiungere l’obiettivo è la sterilizzazione degli animali. L’equipe si occupa anche di realizzare campagne di sverminazione e  terapia e profilassi antiparassitaria, di adozione degli animali randagi, di informazione nelle scuole e si prende cura della salute degli animali adottati e di quelli che rimangono per strada o nel rifugio.

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I bagagli personali sono ridottissimi, gli zaini sono pieni di materiale veterinario: farmaci, siringhe, materiale sterile per la chirurgia, disinfettanti, collari elisabettiani e…. si parte!!!

Dopo alcune ore di volo arriviamo in Africa!!! Una veloce tappa sull’isola di Sal, dove conosciamo Alle e Lara, due amici dell’associazione che ci fanno fare un giro sull’isola e ci regalano altro materiale per il nostro futuro lavoro.

Il mare è meraviglioso, l’acqua è cristallina, la popolazione rilassata ed accogliente! Per le strade le persone attirano i turisti al motto di “CapoVerde…no stress”!

Un piccolo paradiso che vale la pena di conoscere, ma vale la pena di conoscerlo in tutti i suoi aspetti, di uscire dai percorsi principali e turistici e scoprire che ci sono persone che vivono ancora in baraccopoli, sostenendosi con la produzione del sale.

Anche qui sono presenti associazioni che si occupano degli animali randagi e della salvaguardia delle tartarughe, specie protette, che purtroppo sono mira illegale di turisti affamati, capoverdiani altolocati e ristoratori compiacenti. E’ ora di ripartire, il piccolo e rumoroso volo interno ci aspetta… E dopo poche ore eccoci a Mindelo!!

All’aereoporto ci sta aspettando Ravy, gentile capoverdiano. Lui guida il pick up di Simabo portando i veterinari nei villaggi dove si va a prestare servizio.

Subito ci impegniamo a scambiare quattro chiacchiere in creolo, affascinante lingua parte integrante dell’avventura!

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Ravy ci porta a Casa Verde, dove passiamo il primo periodo del nostro soggiorno.

Qui conosciamo finalmente di persona Dona Silvia e il personale che si occupa della gestione dei numerosi animaletti ospitati preparando loro pasti a base di riso e pesce.

Dopo una rigenerante dormita, siamo pronte per incominciare.

Al rifugio di Si.Ma.Bo sono ospitati circa settanta cani e in una sede poco distante una trentina di gatti. Questi sono stati salvati dalla strada e accolti al rifugio. Qui gli animali vengono sterilizzati, vengono somministrati loro farmaci (ivermectina, praziquantel, ecc.)  per l’eliminazione e la prevenzione delle parassitosi interne ed esterne.

Molto comune a Sao Vicente è l’ehrlichiosi (malattia trasmessa da zecche in cui il batterio Ehrlichia Canis parassita i leucociti poli e soprattutto mononucleati dei canidi selvatici e domestici). Gli animali ospitati vengono periodicamente controllati ed eventualmente trattati con doxiciclina. Gli stadi avanzati della patologia si presentano con importanti sintomi neurologici, che  spesso si risolvono con adeguato trattamento antibiotico.

I cani del rifugio vengono giornalmente portati in passeggiata dal numeroso personale di Simabo (bellissime persone, sarebbe da nominarle una per una!)

In sede vengono eseguite moltissime sterilizzazioni. Le strutture sono ovviamente diverse da quelle in cui siamo abituati a lavorare, il materiale e i farmaci a disposizione non sono numerosi e si deve imparare a gestire le diverse situazioni con quello che c’è.

Ormai sempre presenti due veterinari Guilherme Oliveira, capoverdiano, e Yvette Bell, veterinaria inglese che dopo aver passato un mese a Mindelo come volontaria si è innamorata di questo affascinante luogo e ha deciso di trasferirsi e continuare a svolgere il suo lavoro riscaldata dal brillante sole africano.

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In sede operano anche i numerosi volontari, veterinari e non, che apportano il proprio contributo.

I chirurghi eseguono fino a quaranta sterilizzazioni al giorno. C’è poi chi si occupa della clinica e del primo soccorso e chi aiuta nella gestione.

A ricevere i pazienti e a organizzare il lavoro in sede è l’energica Dona Nanda, che con la sua passione ed empatia aiuta tutti, insieme a Sonia che si occupa dell’amministrazione!!

Ogni giorno la fila davanti alla porta di Simabo è lunga.

Molti capoverdiani hanno adottato in questi anni cani e gatti de rua che portano periodicamente in associazione per i controlli e la prevenzione delle parassitosi.

Alle volte arrivano animali molto malati: inappetenti, anoressici, rognosi o traumatizzati gravi: investiti o caduti dalle terrazze, luogo dove vive la maggior parte dei cani capoverdiani!

Dopo la raccolta dell’anamnesi (ovviamente in creolo!) e l’esame clinico, vengono subito offerte le prime cure. Fluidoterapia, somministrazione di farmaci salva vita o antidolorifici, di ricostituenti, la disinfezione delle ferite e i bendaggi sono all’ordine del giorno.

Per quanto possibile si eseguono anche chirurgie specifiche come asportazioni di masse e  stabilizzazione delle fratture.

Il lavoro di Simabo non finisce qui! Sono attive numerose campagne di sterilizzazione e cura degli animali nei villaggi di tutta l’isola!

Si parte la mattina presto!

Viaggiare sul retro del pick up insieme a valanghe di materiale, osservare i paesaggi tra mare e monti, salutare le persone, annusare il vento, ammirare le stelle al ritorno di un’emozionante giornata…

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Il pick up arriva nei villaggi, ormai tutti a Sao Vicente conoscono l’associazione. Bambini e adulti corrono a recuperare i loro cagnolini e i loro micetti per portarli in piazza dove li attendono i trattamenti necessari.

Anche le sterilizzazioni si eseguono direttamente nei villaggi. Si sceglie una sede adatta (palestre, scuole, centri culturali), fondamentali sono tavoli comodi e buona illuminazione, anestetici e i bravi chirurghi si mettono all’opera! Le dottoresse Silvia Vianello ed Emanuela Saccucci in poche settimane hanno operato moltissimi animali!

Esempio per tutti, quello di Salamansa! Gli abitanti di questo villaggio hanno ricevuto un premio per aver sterilizzato tutti i cani presenti nel loro territorio.

Altra importante attività portata avanti da Simabo è il controllo e il trattamento del tumore di Sticker. Unico tumore venereo trasmissibile che colpisce il cane in particolare a livello degli organi genitali, naso, bocca e orecchie. Se trattato adeguatamente e in tempi giusti se ne ottiene la remissione.

Tutti i cani che passano per le mani dei veterinari di Simabo vengono controllati ed eventualmente trattati con un chemioterapico, la vincristina. Gli animali che presentano le masse vengono seguiti nel tempo e se necessario vengono eseguiti successivi trattamenti con il farmaco.

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Simabo con l’aiuto di Claudia, responsabile della comunicazione, porta avanti campagne di sensibilizzazione nelle scuole, gli argomenti sono vari a seconda dell’età degli alunni.

Molto emozionante partecipare a queste giornate, essere coinvolti dall’entusiasmo e dalla curiosità dei ragazzi, dalla loro voglia di cambiare le cose.

E’ importante far capire che il lavoro che l’associazione ha deciso di portare avanti ha una doppia valenza. Si vuole assicurare certamente agli animali un più alto livello di benessere, ma occuparsi della salute animale presenta risvolti positivi anche sulla salute umana. Gli animali possono essere vettori di malattie che, in alcuni casi, possono essere trasmesse all’uomo (zoonosi).

Il controllo delle zoonosi migliora la vita degli  animali e la  popolazione di Mindelo, con l’impegno e la sorridente partecipazione che mostra nell’aiutare le attività di Simabo, tutto condito da spassionato amore per gli animali dell’isola, l’ha sicuramente capito!

Fare le volontarie per Simabo è stata una grandissima esperienza, ci siamo emozionate davanti a storie a lieto fine e purtroppo, a volte, davanti a quelle finite male, molti i sorrisi, a volte le lacrime, l’impegno, l’adrenalina delle emergenze, le condizioni di lavoro molto particolari, le scodinzolate e gli occhioni supplichevoli di cibo e coccole, hanno reso questo viaggio unico e da ripetere assolutamente!!

Arriva il momento di tornare a casa, la commozione è percepibile con la speranza di rivedere tutti, di tornare là dove tutti ballano la morna, dove le onde dell’oceano e il sole brillano, dove le donne portano immensi cesti di frutta esotica e colorata sulla testa, dove i cani e gatti de rua hanno bisogno di cure!

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Prima che l’avventura finisca, però, abbiamo ancora una missione da portare a termine!

Con noi viaggiano il gatto CapoVerde e la cagnolina Viola! Sono stati adottati da due famiglie italiane che durante un viaggio a Mindelo li hanno incontrati e hanno deciso che le loro strade si sarebbero ricongiunte!

Vi assicuro che viaggiare in aereo, facendo uno scalo di una notte su un’altra isola con un cane e un gatto che per tutta la loro vita hanno vissuto prima per strada e poi nel rifugio di Simabo è stato piuttosto “divertente”, non senza piccoli guai… ma arrivare all’aereoporto e vedere brillare gli occhi dei loro nuovi padroni ci ha regalato ancora qualche istante di pura felicità!

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Mostra fotografica di Chiara Felmini: da non perdere!

110 scatti di Chiara Felmini e i ballerini dell’ Associazione Italo-Capoverdiana per SIMABO!

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La mostra fotografica che si svolgerà a Torino dal 6 al 12 dicembre presso l’associazione culturale QUBI, via Parma 75/C, rimarrà aperta tutti i pomeriggi (tranne domenica 8.12) dalle 15 alle 18. Saranno esposte 110 fotografie di Chiara Felmini, medico veterinario di Torino con specializzazione in ecografia, che ad aprile ha visitato il progetto SIMABO e ne ha voluto immortalare i protagonisti: una manciata di pe…rsone dedicate anima e corpo a questa avventura, dipendenti, volontari, veterinari e non, per la maggior parte capoverdiani, con alcuni stranieri di varie nazionalità, che ogni giorno tenta di portare un po’ di sollievo nell’oceano di sofferenza in cui versano gli animali di queste isole.
Spesso sentiamo dire che anche in Europa, anche in Italia, ci sono tanti animali che soffrono. E tante persone dedicate che tentano con ogni mezzo di aiutarli. E’ assolutamente vero. E nessuno è più degno di compassione o di ammirazione degli altri.
Ma SIMABO ha un carattere speciale, un’atmosfera che conquista chiunque entri nella sua orbita.
Forse per la straordinaria mansuetudine degli animali capoverdiani, o per la straordinaria bellezza dei paesaggi in cui si consumano le loro tragedie, che aiuta ad accettare più fatalisticamente il ciclo di nascita e morte cui sottostanno tutte le forme di vita. Ma anche per l’estrema difficoltà che SiMABO ha ad operare in un paese in cui non esiste nemmeno un Ordine dei veterinari, nemmeno un veterinario in grado di sterilizzare una gatta o una cagna, nemmeno un ente preposto ad autorizzare l’importazione di farmaci veterinari, per cui non esistono sul mercato. Come non esiste la possibilità di sottoporre un animale malato o incidentato a un’ecografia, una radiografia, ma nemmeno a un semplice esame del sangue o delle urine o delle feci. Per gli animali non esiste nulla. Gli animali non esistono.
E allora SIMABO ha imparato a lavorare con il nulla, a compiere miracoli comunicando attraverso la voce dell’anima. E’ questa la voce che si sente nelle foto di Chiara Felmini.

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Venerdì 6 dicembre, alle ore 18:00, aperitivo benefit (è gradita la prenotazione ai numeri 370 7126000 oppure 338 5684070 o scrivendo a info@simabo.org), seguito dalla presentazione di una proposta per vacanze solidali a Capo Verde per amanti degli animali. La presentazione è rivolta sia alle persone che desiderano fare l’esperienza di un periodo volontariato, sia per coloro che pur non volendoci dedicare le loro vacanze desiderano contribuire al finanziamento del progetto. Verrà proiettata una toccante presentazione di Chiara Felmini, che durante una settimana di soggiorno ha scattando 4000 foto che ben raccontano vita, morte e miracoli di SIMABO ma anche di tre delle dieci isole dell’arcipelago.

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Sabato sera 7 dicembre, serata di musica capoverdiana con ingresso a offerta, dedicata a tutti gli appassionati di ballo etnico. La serata sarà animata dai ballerini e dal cantante dell’Associazione Italo-Capoverdiana di Genova, che ha già accompagnato SIMABO durante la mostra del 2012 presso la Libreria Mondadori di Alessandria, bravissimi a coinvolgere i presenti nei sensuali e divertenti balli tipici di Capo Verde. Durante la serata sarà in funzione un servizio bar, sempre a scopo benefico.
La serata danzante sarà preceduta, alle 18, da un incontro della dottoressa Raineri, direttore sanitario di SIMABO con i veterinari neolaureati e gli studenti in veterinaria interessati a svolgere un’esperienza di formazione presso il nostro progetto, che offre senz’altro un’opportunita straordinaria di svolgere tutte le attività tipiche dei medici che intendono dedicarsi professionalmente alla cura degli animali da compagnia.

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La mostra si chiuderà il 12 dicembre con un buffet vegan (15 euro, bevande escluse, asta le foto della mostra rimaste invendute nei giorni precedenti ed estratti i vincitori della lotteria di beneficenza (biglietti in vendita a 2 euro tramite PayPal su info@simabo.org o scrivendo allo stesso indirizzo). La lotteria dà la possibilità anche alle persone lontane di partecipare attivamente a questa campagna di raccolta fondi con una piccola somma che per noi ha grande importanza.

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La grande famiglia di SI MA BÔ

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Riuscirò a sentire un gatto o un cane soffrire?

E se vedrò cani morire lo saprò sopportare?

Ma ne vale davvero la pena?

Mi piacerebbe lavorare in un ambiente così?

….

Grazie a SI MA BÔ ho capito di sì. Passare un mese presso questa associazione è stato per me trovare la risposta a tutte le mie domande e la conferma alle mie incertezze.

All’inizio non è stato facile, ma grazie al bellissimo ambiente che si può trovare e all’aiuto di Paolo, di Silvia e di molti altri sono riuscita a superare le mie paure e rimboccarmi le maniche.

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Quando sono partita per l’Africa avevo appena compiuto diciotto anni e l’unica cosa che sapevo era che volevo fare qualcosa per aiutare gli animali. Non avendo mai avuto né cani né gatti appena arrivata non sapevo neanche da dove cominciare. Col tempo però mi sono abituata e ho imparato molte cose.

Il mio compito era principalmente quello di rendere felici i cani. In altre parole dovevo farli uscire da quella che per loro può sembrare una prigione ma che in realtà è la loro salvezza. Portare un cane a passaggio lo aiuta a superare le sue paure e a sfogarsi, per questo è un compito molto importante. Inoltre può sembrare facile ma non lo è perché ogni cane ha delle caratteristiche particolari ma soprattutto ognuno di loro ha avuto una storia terribile, chi più e chi meno.

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La prima settimana la passai portando i cani al mare: fu un’impresa. Molti di loro avevano paura di avvicinarsi all’acqua quindi passavo la maggior parte del tempo a convincerli che il mare era innocuo. Non sempre ci riuscivo, ma era importante provarci, specialmente per quei cani che avevano perso la fiducia nell’uomo. Le settimane successive alternavo il mare alle passeggiate in paese per non rendere monotono il mio compito. Non che ci si potesse annoiare: entrare in contatto con quei cani è stato davvero divertente, non mi stancavo mai di vederli scodinzolare.

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Mentre mi trovavo presso l’associazione ho anche avuto modo di occuparmi di cani molto piccoli, di due/tre mesi. Il primo che aiutai fu una cagnolina nera, bellissima. Aveva subito probabilmente il morso di un cane perché aveva la schiena lacerata. Fu portata a casa di Paolo una sera e insieme a lui le applicammo una benda per tenere insieme la sua pelle squarciata. Questa è stata la mia prima esperienza da “veterinaria”. Quella notte la tenni in camera mia per paura che i cani e i gatti di Paolo e Silvia la potessero disturbare. Fu ovviamente una nottata insonne ma mi divertii molto ad accudirla. La mattina dopo decisi di chiamarla Perla Nera.

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Uno dei cuccioli a cui mi affezionai di più fu però Nina. Lei era una cucciolotta trovata nell’immondizie in condizioni pessime. Con tante medicine e attenzioni riuscimmo a curarla e a farla stare bene. Ogni volta che tornavo a casa dalle mie passeggiate con i cani dell’associazione mi ritrovavo questo sgorbietto che mi veniva a salutare: mi faceva sentire la sua padroncina.

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Purtroppo sia Nina che Perla Nera morirono dopo la mia partenza. Per me fu davvero un brutto colpo, ma questo mi aiuta ora ad andare avanti convinta verso la strada per la professione di veterinaria.

Quest’esperienza non ha cambiato solo me, ma anche tutta la mia famiglia, perché dopo mesi di insistenza sono riuscita a convincere mio padre ad adottare una cagnetta a cui mi ero affezionata durante la mia esperienza. Ora non vedo l’ora che Kiara arrivi in Italia.

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Consiglierei quest’avventura a tutti coloro che amano gli animali e che vogliono fare del volontariato, non servono delle conoscenza particolari perché io, come ho già detto, non ho mai avuto cani o gatti, quindi ero inesperta sul come comportarmi o sul come trattare con loro.

Se posso dare dei consigli ai volontari non veterinari secondo me è importante non rendere monotono il lavoro che bisogna fare, è divertente e utile anche giocare con i cani all’interno dei cortili utilizzando ad esempio palline da tennis. Inoltre sarebbe meglio lavorare nelle ore più fresche della giornata per stancarsi un po’ meno e non come facevo io, che passeggiavo anche a mezzogiorno.

In più per aiutarvi non abbiate paura di chiedere aiuto ai dog sitter capoverdiani, perché sono molto bravi e possono aiutarvi ad esempio a mettere la pettorina ai cani che volete portare a passeggio.

Consigli a parte è stato davvero bellissimo. Sono sicura che la mia strada sia ancora molto lunga però questo mese a Capo Verde mi ha aiutata molto e spero vivamente di poterci ritornare e di poterli aiutare ancora.

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Stefania Zanon, volontaria a SI MA BÔ (Agosto 2013)


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