Archivio per marzo 2014

Una famiglia per Kiara: mamma e figlie parlano della cagnolina adottata a Simabo

 

“Da quando abbiamo Kiara la mia famiglia è rinata: la mamma, ad esempio, è davvero felice. Prima era sempre stressata e sorrideva poco, ma ora che abbiamo questa cagnolina le basta guardarla che subito le torna il sorriso. image

Io e mia sorella al contrario abbiamo smesso di litigare e siamo molto più unite; per quanto riguarda mio papà invece basta vedere felice le “sue donne” per essere contento di aver adottato Kiara.” (Stefania, volontaria a Simabo nell’agosto2013) image

 

 

“SIMABO. È questo il nome che è cominciato a entrare nella nostra famiglia quando Stefania, mia figlia, navigando per caso su internet trovò quest’associazione di volontariato per gli animali. Ciò che lei sapeva era che amava gli animali ma quando ha deciso di partire l’ha fatto soprattutto per poter capire se fare la veterinaria fosse stata davvero la sua passione e il suo futuro. Effettivamente il mese passato a Capo Verde è risultato positivo per questa decisione. Mentre era via però è successa una cosa che probabilmente accade a molti dei volontari di Simabo: si è affezionata a una cagnolina.   image

Fino a quel momento non si era mai pensato di adottare un cane, ma Stefania dopo circa 9 mesi dal suo ritorno ci ha convinto e abbiamo deciso di adottare la cucciola a cui era legata: Kiara.

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Da parte mia, questa decisione è stata presa valutando anche il suo carattere. Stefania infatti ci ha raccontato che a causa di un incidente questa cagnolina era particolarmente spaventata. Questo io l’avevo notato dai suoi occhi tristi nelle fotografie che mia figlia ci aveva spedito.

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Mi sono sempre chiesta come sarebbe stato avere un cane in casa e se questo mi avrebbe portato dei problemi in famiglia. Ma dopo l’arrivo di Kiara queste mie paure sono svanite nel nulla. Lei infatti è una cane molto pauroso ma è risultata essere molto ben educata e tranquilla. È obbediente, quando le si dice di non fare qualcosa è pronta a fermarsi e a ritornare indietro.

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Dopo solo una settimana Kiara conosce già la casa dove abita e inoltre è molto legata a Stefania (sono certa che l’ha riconosciuta) ma anche ad Alessia, l’altra mia figlia. Infatti quando loro non ci sono è sempre attenta a chi entra in casa e nel momento in cui una delle due varca la soglia, si alza dal suo “lettino” e le va incontro a farle festa.

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Finora l’adozione di KIARA è risultata positiva e tutti noi speriamo di riuscire a farle dimenticare le brutte esperienze passate.”   (Francesca)

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“Ho sempre desiderato avere un cane: bianco, piccolo, dolce e tutto da coccolare, come quello di mia zia. Quando parlavo di quest’argomento, tutti mi ripetevano che era un impegno e che non ero ancora pronta. E solo adesso capisco perché me lo dicevano sempre. Ora, che sono un po’ più responsabile, il mio sogno si è avverato.

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Tutto iniziò quando mia sorella Stefania, amante degli animali, partì per Capo Verde per sentire sulla sua stessa pelle se il lavoro di veterinaria era quello giusto per lei. Là, infatti, si trova la sede dell’associazione Simabo, gestita da Paolo e Silvia, due persone carinissime. Il suo scopo principale è sterilizzare più cani e gatti possibili e aiutare quelli più bisognosi. Inoltre insegnano alla gente a rispettare i loro animali e a considerarli come loro. Infatti lo stesso nome “Simabo” significa appunto “loro come te” in portoghese.

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In quel posto si innamorò di una cagnetta di nome Kiara, la quale, dopo molte carezze e crocchette si affezionò a mia sorella. Ogni giorno sentivo Stefania via Skype e mi parlava di questa cagnolina dolcissima. Quando è tornata abbiamo convinto insieme mio papà ad adottarla e dopo 9 mesi è arrivata.

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Io la immaginavo grande, agile e un po’ mascolina e invece è una dormigliona ma quando la portiamo fuori corre velocissima.

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Adoro scendere dalle scale la mattina e vederla fare le feste e saltare ovunque perché ha voglia di uscire. Penso che sia una cagnolina davvero intelligente perché già dopo un paio di giorni ha imparato a fare il seduto. Spero proprio che lei si trovi bene da noi, ma grazie ai suoi continui scodinzolii credo proprio di si!”   (Alessia, sorella di Stefania)

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Travelling to Cape Verde from Switzerland!

English

Cabo Verde – A paradise in front of the West coast of Africa!
The Cape Verde is a group of volcanic islands, similar to the Sahel-zone from the climatic point of view, scattered in the Atlantic Ocean (25°-30°C all year) in front of Senegal.
The planning for our trip to Mindelo, the capital of Sao Vicente, started out as usual – with the search for a suitable accommodation.
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Wheelchair suitable living quarters are scarce in Mindelo, as well as hotels.

The private address of a very dedicated lady (the manager of the local organization SI MA BO, which was established for the protection and care for the local animal population and the environment), who is living in Mindelo, was proved to be a double stroke of luck – the best thing: we could communicate in German (the official language on the Cape Verde is Portuguese, the common language is Creole)!
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A private, central, generous but simple apartment was fully wheelchair accessible (except of the entrance). That way we experienced the live of the city to our liking.
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Unfortunately the bathroom turned out to not be compatible with our needs, so after only 5 days we still had to switch to a fully wheelchair-accessible, but not too far away hotel. This way we had the opportunity to gain double the experience.
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The medium-sized city Mindelo (approximately 63 000 citizen) captivates with its unique location in a broad bay (a former Caldeira) surrounded by a silhouette of picturesque Lava rock mountain ranges, a big Yacht Harbor and ferries, which run between some of the 8 islands, and also with a neighboring small quaint fisher-port.
 The walks along the harbor side, past the market, the old fisher-port and forth to the bathing beach, which is lying a little further in the same bay, offer many great impressions.
The partly very poor population, mostly African descendants with different origins – in the earlier centuries the Cape Verde was a hub of the global slave trade – meets at the colorful, extensive market, were the typical African lifestyle lies.
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Catering facilities of private “flying” saleswomen, a beach bar with restaurant and the numerous middle-sized and small restaurants (most likely with a simple menu) offer a range of tasty mixed local food.

German

Cabo Verde (oder Kap Verden) – Sonniges Insel-Paradies vor der Westküste Afrikas!
 Die Kap Verden sind eine vulkanische,  klimatisch der Sahel-Zone entsprechende Inselgruppe westlich von Senegal im Atlantik gelegen (25° – 30°C das ganze Jahr    durchgehend).
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Die Planung unserer Reise nach Mindelo, dem Hauptort der Insel Sao Vicente, begann wie üblich – mit der Suche nach einem    geeigneten Quartier.

Soviel vorweg: Rollstuhl-geeignete Wohnungen sind Mangelware in Mindelo. Hotels ebenfalls.

Die uns privat vermittelte Adresse  einer in Mindelo lebenden sehr engagierten Dame* erwies sich als  doppelter Glücksfall – vorallem: Wir konnten auf Deutsch    kommunizieren (Amtssprache ist Portugiesisch, Umgangssprache  Kiriolu)!

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Eine private, zentral gelegene,  grosszügige (einfache) Mehrzimmer-Wohnung war bis auf den Eingang voll  rollstuhlgängig. So erlebten wir die ersten Eindrücke vom Leben der Stadt nach unserem Gusto. Leider erwies sich das Bad in  der Praxis für uns nur als bedingt kompatibel, weshalb wir nach 5 Tagen  doch in ein vollständig  rollstuhlgängiges, dazu nicht weit entferntes Hotel wechselten. So konnten wir doppelte Erfahrungen sammeln.

*Sie ist die Leiterin der örtlichen Organisation Si Ma Bo zur Fürsorge und Beschützung der lokalen Tierpopulation
 in Mindelo
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Die mittelgrosse Stadt Mindelo (ca. 63˙000 EW) fasziniert durch seine einmalige Lage in einer weiten Bucht (einer ehemalige Caldera) umgeben von einer Silhouette malerischer Lava-Gestein-Gebirgszüge, einem grossen Yacht-Hafen und Fährschiffen, die zwischen einigen der insgesamt 8  Inseln verkehren, sowie angrenzend daran einem kleinen  malerischen Fischer-Hafen.

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Die Spaziergänge der Hafenpromenade  entlang, über den Markt, dem alten Fischerhafen und zum etwas weiter in  derselben Bucht liegenden Badestrand, bieten viele    grossartige Eindrücke.
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Die teilweise sehr arme Bevölkerung,  grossmehrheitlich afrikanisch-stämmig verschiedenster Herkunft  – die  Kap Verden waren in früheren Jahrhunderten Umschlagplatz des weltweiten Sklavenhandels – trifft sich auf dem  bunten, weitläufigen Markt, auf dem  das typisch afrikanische Leben pulsiert!
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Verpflegungsmöglichkeiten durch  private ‘fliegende’ Verkäuferinnen, eine Strandbar mit Restaurant und  die zahlreichen mittleren und kleineren Restaurants (oft mit    einfacher Küche/Speisekarte) bieten ein buntes einheimisches, schmackhaftes Angebot: inkl. die traditionelle ‘Catchupa’, ein einfaches Eintopfgericht mit Bohnen und Maiskoernern.
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Viaggiatori solidali a Capo Verde scrivono

“Ciao Silvia,

il viaggio è stato molto bello da tutti i punti di vista.

La cosa che ci ha colpiti di più è la semplicità delle persone capoverdiane che si tramuta in cortesia autentica quando entri in contatto con loro. Questo soprattutto all’isola di S. Antao. Lì, abbiamo avuto modo di apprezzare il popolo capoverdiano, che, cosa che ci ha colpiti molto, è un popolo giovane. Mai visti tanti bambini come a Capoverde. Una bella speranza e prospettiva per il loro futuro!

partita calcio balilla a Ponta do Sol
Inoltre Santo Antao è meravigliosa dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Bellissime in particolare sono stati i villaggi di Paul e Cruzinha che, a nostro parere sono da fare, anche se un po’ pesanti se non si apprezza camminare.

Cova

All’isola di Mindelo invece, a parte il carnevale che è una follia e ti colpisce perché è veramente una festa popolare che non coinvolge soltanto chi è “in maschera” ma tutti, è il clima che si respira nella città a piacerti e che ti fa godere delle piccole cose, dalla passeggiata al semplice caffè.

carnevale Mindelo

Come da programma, all’isola di Sal ci siamo rilassati e abbiamo apprezzato le belle spiagge e il mare. Cosa da non sottovalutare l’ottima cucina, la cachupa è fantastica e il pesce, in tutte le sue varianti, è ottimo.
Nelle case dove abbiamo alloggiato siamo stati benissimo sia dal punto di vista logistico – fantastica Por de Sol Arte- sia dal punto di vista dell’accoglienza, infatti ci siamo trovati a meraviglia con tutte le persone!

Nonna e nipotino a Fontainhas

La cosa più bella di queste isole capoverdiane è comunque “l’andamento lento”, la filosofia di vita, il no stress che appena rientri in Italia ti fa già rimpiangere Capoverde.

Speriamo di tornarci al più presto.

Grazie ancora!
Monica e Giovanni “(turisti a Capoverde durante il carnevale 2014)


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