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Un nuovo ambulatorio per SIMABO!

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IL 22 APRILE 2015 APRE IL NUOVO AMBULATORIO!

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IL PRIMO PAZIENTE NELLA SALA D’ATTESA NUOVA,

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IL PRIMO GATTO CHE VIENE A RIPETERE L’ANTIBIOTICO, LA PRIMA STERILIZZAZIONE.

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Non c’e’ tempo per inaugurazioni e formalita’, grazie all’organizzazione di Ravi Silva le sterilizzazioni non si sono fermate nemmeno un giorno!

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Grazie a tutti per aver trasformato questo lungo sogno (ormai era diventato un incubo, ma ormai e’ passato…) in realta’! E grazie a Milena Maiorano per le bellissime decorazioni! E ne vedrete ancora delle belle!

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Progetto Viralata

Progetto Viralata (= cane di razza locale) – oltre la specie

Sao Vicente – Capo Verde

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Dedicato a:
Leslie, Rambo, Pantufa, JujuMonc, Son Sent, Macchia Nera, Cara Quente, i delfini di Boavista e a tutti gli altri animali di Capo Verde vittime della strada e della crudeltà degli uomini

Si ringraziano il dott. Paolo Roncati, il dott. Nicolò Franchini e la dott.ssa Viviana per il prezioso aiuto volontario prestato 

Ecco a voi un pò di storia di SIMABO.

NATA: è stata ricevuta in regalo e si è rivelata la gatta più lunga del mondo. 🙂 Ha partorito Pallina e Silvestra.

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MICROBA, appena raccolta e dopo la cura:

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La prima sterilizzazione: 

Estate 2004 – Il dottor Paolo Roncati sterilizza Microba sul tavolo della nostra cucina.

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JOANA: è stata raccolta al mercato del pesce. Nata la adotta e la allatta con Silvestrina e Pallina. Alla fine è stata adottata Roshani.

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NERETTA E PRINCIPESSA: sono state raccolte in fin di vita al mercato del pesce. Il loro terzo compagno è morto durante la prima notte a casa. Entrambe sono state sterilizzate dal dott. Roncai a Pasqua 2007.

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NERINA: è stata raccolta al mercato del pesce. Ha adottato Maxim che purtroppo è stato avvelenato. A 10 mesi ebbe una micosi (penultima foto) e ora sta meglio.

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PANTUFA: Pantufa ha partorito e con i suoi cuccioli è stata sistemata in una barca dai bambini di strada. purtroppo i suoi cuccioli furono venduti come leccornie ai cinesi…Pantufa era accudita e nutrita da molte persone. E’ stata avvelenata nell’ agosto 2007, insieme a decine di altri cani, accuditi e nutriti dai lavoratori del porto. Pantufa non è stata portata via dal camion della spazzatura come avviene di solito ma è stata seppellita dai bambini di strada in centro a Mindelo.

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JUJU: aveva partorito, assistita dai ragazzi di strada, nella barca affianco a Pantufa. Dopo il furto dei cuccioli di Pantufa abbiamo portato tutti a casa: Pantufa con la mastite e Juju con Max e Thomas. Juju è stata sterilizzata dal dott. Roncati a Pasqua 2007. A Pasqua 2008, durante la nostra assenza, è sparita insieme a molti altri cani che abitavano nel centro storico. Tutti la cercano ancora.

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MAX E THOMAS: due viralata D.O.C, amici di Nerina. Dopo il pericolo di micosi di Max (subito sventato) ora stanno bene 🙂

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SON SENT: Anche Son Sent veniva dal mercato del pesce. Era molto malato, per questo doveva sempre stare al caldo. Per fortuna Neretta l’ha adottato, così è guarito bene. Son Sent è stato avvelenato in casa della sua padrona a Santo Antao, insieme a Macchia Nera, la gatta Italia e un cagnolino.

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I TRE MOSCHETTIERI:  sono stati trovati da Max e Thomas chiusi in un sacchetto di plastica dentro uno scatolone. Tigre e Macchia Nera sono stati adottati a Santo Antao. Tigre sta bene ma deve ancora essere sterilizzata. Macchia Nera è stato avvelenato in casa dei suoi padroni. Henriette duSacPlastique è stata adottata dalla padrona di Joana. Entrambe sterilizzate dal dott. Franchini nell’ aprile 2008.

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 NERETTA, MAMMA PERFETTA: ha adottato Son Sent, due dei tre moschettieri e persino Scurina!

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FELIZARDO: è stato raccolto da Leonardo nel gennaio 2007. Felizardo aveva 4 buchi nell’addome (forse il morso di un cane?) e forse il bacino rotto ed è rimasto immobile 3 settimane.

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MAXIM E FREDERICK:

Frederick è stato raccolto già adulto, completamente afono, apatico e incapace di difendersi dagli altri maschi.

Maxim è stato raccolto da piccolo, terrorizzato e urlante, completamente privo di peli. Per settimane ha abitato sotto un cactus, dove si sentiva al riparo dai pericoli, poi si è lasciato adottare da Nerina.

Entrambi sono stati avvelenati sotto casa tra dicembre e gennaio 2007-2008.

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CARA QUENTE E I CANI DI LAJINHA: Abbiamo cominciato ad accudire Cara Quente dopo averlo trovato agonizzante sulla spiaggia con la schiena scorticata dall’olio bollente. E’ stato avvelenato a aprile 2008, durante la nostra assenza, nonostante fosse sano, ben nutrito e non pericoloso.

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Dona Rosa accudisce per noi i cani che vivono vicino alla spiaggia di Lajinha. Di quelli presenti a ottobre 2006 è rimasta solo Nikita, compagna di Cara Quente. Tutti gli altri sono stati avvelenati o investiti. Al loro posto sono arrivati altri cani malati e affamati ma ci è impossibile nutrirli e curarli tutti senza un aiuto.

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Ancora sterilizzazioni: le nostre gatte ancora addormentate dopo l’operazione, eseguita dal dott. Roncati nel corso della seconda missione a Pasqua 2007. Mancano Principessa, Maxim, la cagnetta Fufinha e Monc, il cane del porto cui abbiamo dovuto amputare un piede schiacciato da una macchina, poi avvelenato durante la strage di agosto 2007.

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LA COLONIA DI RIBEIRA BOTE: Ribeira Bote è uno dei quartieri più poveri e malfamati di Mindelo. Spesso anche gli animali sono vittime di abusi. Quelli delle prossime slide sono alcuni degli ospiti della colonia.

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CROSTICINA E CIECHINA: come ci hanno detto le persone del quartiere, Ciechina è stata quasi sicuramente accecata apposta da qualche sadico, che le ha anche bruciato l’orecchio destro e ferito gravemente la zampa sinistra, che non è ancora guarita e rimarrà comunque per sempre deforme. In queste condizioni, qui è praticamente impossibile farla adottare. Forse è già anche incinta e fra poco ci saranno da sistemare tutti i suoi piccoli.

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111  Crosticina oggi mentre gioca con Castanho.

PINGO E PONGO: sono stati abbandonati vicino a Crosticina e Ciechina e richiedono cure assidue. Ma soprattutto, rimanendo per strada, sono facile preda di persone senza scrupoli.

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CASTANHO E BIANCA: sono due cani dolcissimi adottati da un ragazzino del quartiere che però non ha da dargli da mangiare e li tiene chiusi in uno sgabuzzino senza finestre dove possono a mala pena stare in piedi. Per questo ce ne stiamo occupando noi.

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 PEDRO:  è un cagnone molto docile. Si accontenta di finire gli avanzi dei piccoli della colonia senza mai cercare di scacciarli. Speriamo, col tempo, di riuscire ad avvicinarlo per  poterlo curare dalla rogna.

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 LINDA E I SUOI 16 CUCCIOLI: abita vicino a casa nostra. Ha avuto 16 cuccioli in una volta, tutti sopravvissuti. Sei siamo riusciti a piazzarli, ma gli altri 10? Occorre  sterilizzarla al più presto!

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ROSSO: si aggira per le strade intorno al mercato. Un ristorante gli dà ogni tanto qualche avanzo. Lo stiamo curando, ma sopravviverà in strada?

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Stragi di cuccioli: Questi cuccioli sono stati evidentemente abbandonati in un luogo isolato e lasciati morire di fame e di sete. Non è raro trovare anche cagnolini più grandi abbandonati in luoghi isolati, legati a un albero o a un palo perché non scappino. Oppure impiccati.

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 MEU: Abbiamo trovato Meu (Mia) avvelenata per strada vicino a casa nostra e l’abbiamo subito soccorsa, insieme al suo padrone, ma purtroppo è morta l’indomani mattina.

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CAGNA CON PROLASSO: Questa cagna apparentemente in buone condizioni  generali è stata fotografata sui gradini di casa nostra. Purtroppo non è stato possibile avvicinarla. Dopo un po’ se ne è andata e non è più tornata.

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VAMPIRA, cane da guardia: Questa cagnolina dolcissima è in “addestramento” per diventare un “cane da guardia”: le fanno ogni sorta di dispetti, come storcerle il muso fino a farla guaire, non le danno da bere (qui mentre beve in una pozzanghera) e c’è il rischio che le mettano nel latte la polvere delle pile elettriche, come si usa fare qui per ottenere dei “buoni cani da combattimento”. Per questo la stiamo tenendo sotto controllo al porto.

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Aiuto! Le povere creature di queste foto sono solo alcuni esempi delle decine di cani adulti malati e affamati che si aggirano
per Mindelo. Molti altri sono relegati sui terrazzi sotto il sole o in sgabuzzini privi di aria e di luce, torturati o lasciati morire di fame e di sete. Ma catturarli, curarli e sterilizzarli o intervenire per interrompere gli abusi è difficile, se non impossibile, per noi.

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Simabo non aiuta solo i cani e i gatti di Mindelo…

Questi delfini (circa 300) sono  spiaggiati a Boavista l’11 novembre 2007 a seguito di un sopralluogo compiuto da un sottomarino atomico della NATO nelle acque dell’arcipelago.

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Il racconto di Valeria e Stephanie, l’esperienza di due veterinarie nell’isola di Sao Vicente

Riceviamo e volentieri pubblichiamo queste brevi e intense righe ricevute dalla dott.ssa Stephanie Tailhardat, veterinario di Parma, che ha trascorso a Mindelo una settimana come volontaria nel mese di marzo:

Nella foto a sinistra Branca.

“Prima esperienza, meravigliosa, nonostante la breve durata dovuta agli impegni della vita.

Un’esperienza che non vedo l’ora di ripetere appena ne avrò la possibilità.  Senz’altro è stato l’inizio di un sogno realizzato; perché chi meglio degli animali ti riempie di mille sentimenti! Sono da sempre convinta di esercitare il più bel mestiere del mondo, grazie al rapporto con loro, che mi dà tanta, tanta felicità.

Credo che aiutare un cane o un gatto sia anche un modo di aiutare chi ci sta vicino, perchè insengnando a rispettare chi la parola non ce l’ha, insegniamo indirettamente il rispetto fra la gente. Dobbiamo far capire a questo popolo, che non è uccidendo che il problema scompare, ma è affrontandolo che si risolve”.

Nella foto in alto a destra la dott.ssa Tailhardat mentre soccorre una cagna con un grave prolasso uterino. La cagna è stata operata, sta bene ed ora è a casa con i suoi padroni.

Dobbiamo aiutare queste persone a credere che anche la loro propria salute dipende dagli animali che sono loro vicini. Dobbiamo aiutarli a combattere le zoonosi, pane quotidiano delle tante visite al centro. Aiutiamoli semplicemente a credere che cani e gatti, come loro, sono SiMaBÔ”.

Insieme a lei è arrivata a Mindelo la dott.ssa Valeria Barbieri, di Milano, che scrive della sua esperienza con noi:

Nella foto a sinistra la Dott.ssa Barbieri durante una visita.

“Appena tornata ti prende un senso di vuoto e d’impotenza, è la consapevolezza di aver fatto solo una piccola parte di quello che ci sarebbe da fare a Mindelo, di quello che avresti voluto fare…Chi di noi non sogna di cambiare un po’ il mondo? Poi ripensi ai musi che ti accolgono al rifugio, allo scodinzolìo vivace dei pazienti che ora grazie a te stanno meglio e ti convinci che nel tuo piccolo qualcosa hai fatto, fosse anche solo per uno di loro.

Questi sono i sentimenti contrastanti che ti prendono quando, tornata a casa, ripensi a questa meravigliosa esperienza. Qualcuno diceva che sarebbe stato particolarmente duro e psicologicamente stressante, io non l’ho recepito in questo modo, l’ho trovata semplicemente “un’avventura” in grado di arricchirmi umanamente come nessun’altra struttura veterinaria “civilizzata” potrebbe fare.

E’ un’esperienza che tutti dovrebbero fare per capire veramente quanto possiamo fare con pochissimi mezzi a disposizione”.

Nella foto a sinistra persone in attesa di far visitare i propri animali.

“Prima della partenza mi arrovellavo sul come avrei potuto fare una cosa o l’altra senza determinati strumenti e su come avrei potuto gestire delle persone di cui non capivo il linguaggio e che ritenevo improbabile possedessero uno “spirito animalista” come lo intendiamo noi europei…beh niente di più sbagliato!

Ho trovato persone che, nonostante le ristrettezze, sono disponibili e desiderose di fare il bene del proprio animale, che si fidano ciecamente di te e che sono capaci di grandi gesti (come portare in autobus una gatta avvelenata da 12 km di distanza).

Sono rimasta colpita dalla semplicità con cui vivono il loro rapporto con il loro coinquilini a quattro zampe, un rapporto senza fronzoli ma rispettoso. E sono tornata a casa contenta di aver constatato che, nonostante siano una minoranza, queste persone contribuiranno a diffondere la cultura del rispetto di cani  gatti”.

Da sx a dx, la dott. Barbieri, la dott. Sabatini, la dott. Brignola e la dott. Tailhardat in uno dei rari momenti di riposo, in visita a Chupeta e Nanda, due cani di strada raccolti, curati e sterilizzati da SIMABÔ e poi adottati in una fattoria in piena campagna.

“Le persone incontrate, dai responsabili dell’associazione ai volontari, al personale capoverdiano sono splendide, sorridenti e disponibili, penso che non avrei potuto trovare di meglio; per questo mi auguro di poter ripetere l’esperienza quanto prima.

A chi fosse in dubbio sulla partenza dico di andare, perché dal punto di vista medico ti permette di acquisire dimestichezza con patologie che in Italia si vedono poco frequentemente (attenzione pero’! Ai colleghi meno esperti: non pensate di andare a Mindelo per impratichirvi, anzi arrivateci gia’ ben preparati a gestire almeno le emergenze tossicologiche e traumatologiche!!!!! Altrimenti fareste grossi danni!), e dal punto di vista umano è un esperienza impareggiabile…

Grazie a tutti.

Valeria”


Un grande aiuto per Sao Vicente dai volontari dell’Italia

Scrive Silvia, fondatrice di Si Ma Bo

“Quando sono partita con questa impresa c’erano moltissime cose che non avevo previsto. E meno male, perché se le avessi previste tutte e avessi anche pensato di risolverle prima di cominciare sarei ancora ferma al punto di partenza. Tra le tante cose che non avevo previsto c’era anche la difficoltà di reperire sul posto personale disposto a lavorare per noi.

Ecco così che è nata l’idea di reclutare volontari non veterinari disposti a venirci ad aiutare. All’inizio l’impresa sembra davvero ardua, per mesi non abbiamo ricevuto nessuna richiesta, o solo richieste d’informazione molto vaghe. Poi da settembre, quando ormai la situazione al rifugio si stava facendo veramente preoccupante, per fortuna hanno cominciato ad arrivare le prime richieste di persone seriamente interessate.

Così il 4 ottobre è arrivato Daniele, che ha seguito i veterinari Alessandro Marcati e Stefano Bobbio fino all’inizio di dicembre. Di lui entreranno nella storia di SIMABO la storica frase “Non avrei mai pensato di tenere in mano un’ovaia”, il taglio netto della spina dal cavo del mio computer portatile di scorta per rimediare alla fusione della spina della prolunga cinese che alimenta la sterilizzatrice mentre si preparava un intervento, e il suo grande amore per Patinha (in alto a sinistra nella foto, ora è guarito ed è stato adottato), la cagnina che è stata ricoverata da noi per più di tre mesi dopo essere stata investita da un taxi che le ha ferito gravemente le zampe posteriori.

Ai primi di dicembre Daniele è stato sostituito da Katia (a destra nella foto), che si è fermata a Mindelo fino a qualche gorno fa e che per tutte le feste di fine d’anno ha avuto su di sé l’intero peso del rifugio perché la responsabile era in ferie. Il suo è stato un impegno che ha richiesto uno sforzo veramente sovrumano, di 12 ore al giorno consecutive per 15 giorni, durante i quali la resistenza del fisico era anche notevolmente compromessa dai farmaci che doveva assumere a causa di una micosi contratta nei primi giorni. Katia ha dedicato tutte le sue energie e un grande amore sopratutto agli animali più piccoli e più malati, quelli che avevano bisogno delle cure più assidue, di mangiare parecchie volte al giorno e di essere seguiti, talvolta, anche di notte.

Ai primi di gennaio ci ha poi raggiunto Elena, la nostra coordinatrice dei volontari non veterinari, che aveva già prestato il suo prezioso aiuto durante le ferie estive, soprattutto per la medicazione dei cani incidentati.

In Italia, Elena ha il compito di contattare gli aspiranti volontari e di spiegare loro dettagliatamente quali sono le difficoltà che incontreranno partecipando al progetto, dovute sia alle condizioni di lavoro molto dure, sia al clima e al cambio di alimentazione, sia agli eventuali problemi di comunicazione con il personale locale.

All’inizio di febbraio, pochi giorni prima della partenza di Katia, è arrivata Valentina (a sinistra nella foto), che si tratterrà fino a fine marzo.

La ringraziamo anticipatamente per la sua disponibilità e speriamo di ricevere presto nuove richieste di aspiranti volontari interessati perché per ora non abbiamo ancora nessuno in calendario che possa sostituire Valentina a partire da metà/fine marzo”.

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Nella foto a destra. Valentina  aiuta Giorgia Angeloni, la veterinaria arrivata il 20 gennaio e che si fermerà fino ai primi di marzo

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Una bella foto di gruppo nella sala delle medicazioni. Da sinistra a destra: Valentina, l’ultima volontaria arrivata al rifugio; Elena,  coordinatrice dei volontari;  Giorgia, la veterinaria volontaria arrivata il 20 gennaio e che si tratterrà fino all’inizio di marzo; Ailton, la guardia zoofila addetto, tra le altre mansioni, al controllo dei cani adottati e Paolo, presidente di SI MA BO onlus, l’associazione italiana che provvede alla raccolta di fondi per finanziare la consorella capoverdiana

Diritti degli animali. Laboratori di studio in una scuola di Mindelo.

Dal mese di dicembre scorso, l’associazione potrà utilizzare, al bisogno, il microscopio del laboratorio di fisica, chimica e biologia della scuola superiore Joao Augusto Pinto.

Si tratta della stessa scuola secondaria in cui era stato lanciato circa un anno fa il progetto “Adotta un animale e SIMABO ti paga le tasse scolastiche”, che è stato poi purtroppo sospeso, perche’ le famiglie che abbiamo considerato affidabili sono state poche, mentre le altre si sono rivelate non in grado di garantire agli animali adottati le condizioni di vita da noi poste come basilari per usufruire della convenzione.

Quest’autunno siamo perciò ripartiti alla carica con un nuovo progetto, allo scopo di sensibilizzare gli allievi stessi nei confronti dei diritti degli animali e nella loro cura quotidiana, in previsione di un loro maggiore coinvolgimento nelle campagne di adozione.

Il primo contatto è stato preso dal dott. Bobbio, che a fine novembre ha incontrato i professori di chimica e fisica che hanno accesso al laboratorio e ha mostrato loro al microscopio il vetrino del raschiato cutaneo del cagnolino Sarna Peixe (nella foto a sinistra), affetto da una gravissima forma di rogna, vetrino appositamente preparato il giorno precedente. Il primo dicembre 2009 entrerà nella storia di SIMABO come il giorno in cui è stato eseguito il primo esame al microscopio di un vetrino di un anilmale sull’isola di Sao Vicente!

Già in quell’occasione sono stati fissati gli appuntamenti per i due incontri successivi, che avrebbero visto anche il coinvolgimento degli allievi.

Il giorno 18 dicembre ha quindi avuto luogo il primo incontro con i ragazzi, durante il quale i nostri veterinari, dott. Sestini e dott.ssa Magnelli, hanno mostrato diversi vetrini e Silvia Punzo, presidente di SIMABO, ha illustrato alcuni casi di animali gravemente malati poi guariti in seguito alle cure ricevute presso il nostro rifugio.

I racconti hanno profondamente colpito i ragazzi. Il secondo incontro con gli allievi, sempre sul tema dei parassiti esterni, si è svolto il giorno 5 gennaio, e a febbraio si terrà il prossimo incontro sul tema dei parassiti intestinali.

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Nella foto a destra. Un gruppo di allieve intente a sfogliare un testo illustrato sulle parassitosi fornito dalla dott.ssa Raineri.

Con questo gemellaggio, d’ora in avanti SIMABO avrà accesso a un importante strumento diagnostico che permetterà senz’altro di migliorare le capacità di intervento sugli animali dell’isola. Si ringraziano il direttore della JAP, la prof.ssa Ivone Moreira, responsabile dei contatti con SIMABO, e i professori di chimica, fisica e biologia per la cortese collaborazione.

Foto di gruppo con i ragazzi che
hanno assistito alla lezione

Collaborazione con il Ministero della Salute a Salamança

Il 2009 si è chiuso per l’associazione animalista di Capo Verde con un evento davvero storico: la visita al paese di Salamança, una piccolo villaggio a circa 10 km dalla città, con l’auto del Ministero della Salute che tutti i giovedì porta il medico.

Questo evento è il risultato di un lungo lavoro di avvicinamento tra SIMABO e le istituzioni, cominciato con la presentazione di varie richieste di partenariato e sostegno al Municipio e proseguito con diverse visite al Delegato del Ministero della Salute, Dott. José Manuel Aguiar, da parte dei nostri veterinari, a partire dalla dottoressa Raineri nel mese di aprile.

Un altro evento fondamentale per il raggiungimento di questo risultato è stato l’ingresso in Associazione della Sig.ra Lidia Silveira (a sinistra nella foto), una delle infermiere più anziane della città, attualmente insegnante presso la scuola infermieri e supervisore dell’ospedale, che dal mese di settembre ci aiuta in sede con le operazioni più difficili (somministrazione intravenosa di farmaci, aiuto in sala operatoria, ecc.).

Essendo la Signora Lidia una persona molto conosciuta e di comprovata serietà e professionalità, a fine novembre il Ministero della Salute non solo ci ha finalmente concesso l’autorizzazione all’acquisto dei farmaci presso l’ingrosso, con un grande risparmio per noi, ma ha anche richiesto il nostro intervento negli altri centri abitati dell’isola, mettendoci a disposizione un mezzo per raggiungerli.

Nei piccoli villaggi di pescatori sulla costa la promiscuità tra persone e animali è infatti ancora più elevata che in città e favorisce la diffusione di zoonosi (malattie trasmesse dagli animali), soprattutto tra i bambini, per cui i cuccioli di animali sono spesso gli unici giocattoli disponibili nelle lunghe giornate trascorse per strada o sulla spiaggia.   

La splendida chiesetta che sovrasta la spiaggia di Salamança, il paesino in cui il Ministero della Salute ha chiesto a Si Ma Bo di intervenire.

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Il battesimo di una nuova barca, durante il quale il dottor Bobbio ha presentato informalmente ai presenti il progetto di profilassi anti-parassitaria e sterilizzazione di SI MA BO, incontrando subito consenso e collaborazione.

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Già alla prima visita, il 26 dicembre, siamo stati presi d’assalto su una delle piazzette del paese, dove grandi e piccini ci hanno orgogliosamente portato i loro splendidi animali (foto a destra). In effetti le condizioni generali degli animali in questo paesino sul mare sono molto migliori che in città, dove la mancanza di tempo e di spazio e le condizioni igieniche precarie colpiscono anche la popolazione canina.

La dottoressa Magnelli e il dottor Sestini mentre escono
dalla Delegazione del Ministero della Salute per recarsi all’auto
che li porterà a Salamança

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Successivamente il dott. Aguiar ha sondato la disponibilità di un locale adeguato, resosi disponibile per iniziare la nostra attività il 31 dicembre. In quella data abbiamo effettuato le prime visite ufficiali in collaborazione con il Ministero della Salute.

D’ora in poi, ogni giovedì, i nostri veterinari avranno la possibilità di recarsi a Salamança insieme al medico per effettuare campagne di profilassi antiparassitaria, visite e sterilizzazioni.

  

 

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Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a questo splendido risultato con cui abbiamo concluso il nostro primo anno di attività a favore di animali e bambini, e auguriamo a tutti un altrettanto splendido 2010.