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GUARDA QUESTI VIDEO E AIUTACI A SOPRAVVIVERE!

Cari Amici,

oggi ci troviamo in un momento davvero difficile: i fondi della sovvenzione triennale dell’Unione Europea sono terminati e stiamo per affrontare un nuovo anno senza una minima certezza per il futuro, con l’impegno di sterilizzare altri 4000 animali e costi di gestione che ammontano attualmente a circa 6000 euro al mese.

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Detto questo ora la notizia importante: una nostra volontaria ha trovato un modo alternativo per guadagnare un pò di soldi  rubandovi solo due minuti del vostro tempo!! Vi basta cliccare i link qui sotto e guardare questi fantastici video di animali. Alla fine clicca su su CHIUDI e così ci avrai aiutato!  Più volte li guarderai più soldi noi otterremo per mandare avanti questo progetto! Ricorda che per te è tutto gratuito! QUINDI AIUTACI!

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CUCCIOLO DI HUSKY IMPARA I PRIMI ULULATI….SPETTACOLO:

http://www.peopleapp.info/i/cucciolo-di-husky-impara-i-primi-62404/33672/

CUCCIOLO CHE NON RIESCE A FARE A MENO DELLE COCCOLE:

http://www.tubelife.info/i/questo-cucciolo-adora-le-coccole-62392/33672/

CANE CHE FA YOGA COL PADRONE:

http://www.tubelife.info/i/cane-che-fa-yoga-con-il-padrone-62374/33672/

GATTI MASSAGGIO:

http://www.tubeapp.info/i/gatti-massaggio-61407/33672/

GATTO BULLO CHIUDE ALTRO GATTO IN UNA SCATOLA:

http://www.videoaudio.info/i/gatto-bullo-chiude-altro-gatto-in-una-60801/33672/

CANE CANGURO:

http://www.gossipblog.info/i/il-cane-che-salta-come-un-canguro-59936/33672/

DOCUMENTARIO SIMABO:

http://www.videophoto.info/i/documentario-simabo-56800/33672/

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SIMABO anche sul Corriere del Ticino

Le isole di Capo Verde sono diventate, negli ultimi anni, una meta turistica ambita: il sole, il mare azzurro, le lunghe spiagge quasi deserte richiamano ogni anno migliaia e migliaia di turisti. Questo angolo di paradiso ha anche lati oscuri: uno di questi è il destino dei randagi. C’è chi non ha voluto chiudere gli occhi davanti a questa realtà e ha creato l’associazione “Si ma Bô” (“come te”) per migliorare la sorte di questi animali.

BEATRICE JANN

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Impossibile passare dieci minuti a Mindelo senza incontrare i suoi cani di strada. La notte li si sente abbaiare quasi in continuazione e li si vede correre nelle strade. Alcuni anni fa molti erano ammalati, alcuni con evidenti segni di rogna o zoppi dopo un incidente stradale. Ora non se ne vedono più di così malconci, ma dietro a questo fatto sta il lavoro instancabile di un gruppetto di persone, capitanate da Silvia Punzo, fondatrice e direttrice di Si ma Bô. La troviamo in un ufficio ingombro di carte e cartoni, di scaffali pieni di classificatori e armadi con materiale veterinario, immersa nel lavoro amministrativo, insieme a una segretaria e un autista-tuttofare capoverdiani. Sotto il tavolo riposano due cani, mentre da diversi angoli ci osservano con fare indifferente quattro gatti.  

“Nel 2000 sono venuta a Mindelo per lavorare in ambito turistico. Amo gli animali e così mi si spezzava il cuore vedendo la sorte degli animali di strada. Ne ho adottati un paio io e mi sono resa conto che non c’era un veterinario in tutta Capo Verde che potesse sterilizzare  una cagna o una gatta! Ho così fatto venire un mio conoscente e solo nel 2012 siamo riusciti a trovare un veterinario locale che ha accettato di formarsi con noi come chirurgo per fare essenzialmente sterilizzazioni. Nel 2008 abbiamo fondato l’associazione “Si ma Bô”, con una struttura parallela simile in Italia e nel 2011 siamo riusciti ad avere l’appoggio dell’Unione europea per un progetto quadriennale di sterilizzazione, che funga da progetto-pilota per tutta Capo Verde. L’UE ci paga tre quarti della somma necessaria, il resto dobbiamo trovarlo grazie alle donazioni, visto che dal governo locale non riceviamo sovvenzioni.”
Arrivano due giovani ragazzi capoverdiani:  “Sono Ivan e Elvin, i nostri “passeggiatori”, cioè coloro che portano a spasso i nostri cani” ci spiega Silvia. “Nel canile abbiamo circa 80 cani, dei quali però alcuni sono malati o si stanno riprendendo da interventi chirurgici. Grazie ai ragazzi, che si prendono ogni volta 3-4 cani ciascuno, ogni animale può avere la sua ora di passeggiata. In tutto l’associazione dà lavoro a 10 dipendenti capoverdiani”.

Ci spostiamo al rifugio poco distante, situato in un deposito messo a disposizione temporaneamente dai proprietari: “Stiamo cercando un terreno adatto per costruire una struttura nostra, ma non è facile”. All’interno tutto è rudimentale: “Ci manca di tutto: fili di sutura, medicinali, pure le gabbie di contenimento le costruiamo noi con listelli di legno” esclama la direttrice  “In 6 anni abbiamo sterilizzato circa 7000 cani, ma dovremmo arrivare a 10.000 entro febbraio 2016 per rientrare nell’obiettivo del progetto sovvenzionato. Si tratta sia di cani di famiglia, sia cani randagi che vengono catturati e poi rilasciati. Gli animali vengono pure muniti di microchip a spese nostre. Non essendoci un accordo ufficiale con le autorità locali – sebbene a livello nazionale ci abbiano riconosciuto lo statuto di struttura di utilità pubblica – siamo dovuti ricorrere al contatto diretto con il veterinario del canile pubblico, per evitare che sopprimessero anche gli animali che avevamo già castrato e microchippato. Non essendo però forniti di lettore per microchip, glielo abbiamo fornito noi. Dobbiamo ammettere che a livello personale il contatto funziona. Pure la polizia e l’esercito ci sostengono durante le nostre campagne nei dintorni di Mindelo”. Ed è proprio il comandante della squadra di polizia di Mindelo, Nelson de Pina, che ce lo conferma: “Si ma Bô ha creato una struttura della quale si sentiva da molto tempo la necessità qui a Mindelo. Ora attendiamo che finalmente ci sia una legge sulla protezione degli animali per poter intervenire efficacemente in casi di maltrattamento. Intanto però la gente ha qualcuno a cui rivolgersi se ha un cane malato, o ha trovato un animale ferito. Devo ammettere che per il momento non vedo una diminuzione del numero di animali randagi. Piuttosto ho notato che sono in uno stato migliore di salute, che è pure un bene per coloro che vivono a contatto con questi animali. Inoltre il comportamento della gente nei confronti di cani e gatti sta lentamente cambiando, grazie al lavoro di prevenzione, informazione e consulenza di Si ma Bô”.

“Nonostante i contraccolpi che un impegno come questo porta con sé, lo strazio di vedere ancora animali abbandonati o maltrattati, amo Mindelo e consiglio a chiunque di venire a visitarla.” conclude Silvia Punzo “E per chi volesse sostenere il lavoro della nostra associazione, trova tutte le indicazione necessarie sulle nostre pagine internet e Facebook .”

Progetto Viralata

Progetto Viralata (= cane di razza locale) – oltre la specie

Sao Vicente – Capo Verde

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Dedicato a:
Leslie, Rambo, Pantufa, JujuMonc, Son Sent, Macchia Nera, Cara Quente, i delfini di Boavista e a tutti gli altri animali di Capo Verde vittime della strada e della crudeltà degli uomini

Si ringraziano il dott. Paolo Roncati, il dott. Nicolò Franchini e la dott.ssa Viviana per il prezioso aiuto volontario prestato 

Ecco a voi un pò di storia di SIMABO.

NATA: è stata ricevuta in regalo e si è rivelata la gatta più lunga del mondo. 🙂 Ha partorito Pallina e Silvestra.

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MICROBA, appena raccolta e dopo la cura:

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La prima sterilizzazione: 

Estate 2004 – Il dottor Paolo Roncati sterilizza Microba sul tavolo della nostra cucina.

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JOANA: è stata raccolta al mercato del pesce. Nata la adotta e la allatta con Silvestrina e Pallina. Alla fine è stata adottata Roshani.

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NERETTA E PRINCIPESSA: sono state raccolte in fin di vita al mercato del pesce. Il loro terzo compagno è morto durante la prima notte a casa. Entrambe sono state sterilizzate dal dott. Roncai a Pasqua 2007.

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NERINA: è stata raccolta al mercato del pesce. Ha adottato Maxim che purtroppo è stato avvelenato. A 10 mesi ebbe una micosi (penultima foto) e ora sta meglio.

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PANTUFA: Pantufa ha partorito e con i suoi cuccioli è stata sistemata in una barca dai bambini di strada. purtroppo i suoi cuccioli furono venduti come leccornie ai cinesi…Pantufa era accudita e nutrita da molte persone. E’ stata avvelenata nell’ agosto 2007, insieme a decine di altri cani, accuditi e nutriti dai lavoratori del porto. Pantufa non è stata portata via dal camion della spazzatura come avviene di solito ma è stata seppellita dai bambini di strada in centro a Mindelo.

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JUJU: aveva partorito, assistita dai ragazzi di strada, nella barca affianco a Pantufa. Dopo il furto dei cuccioli di Pantufa abbiamo portato tutti a casa: Pantufa con la mastite e Juju con Max e Thomas. Juju è stata sterilizzata dal dott. Roncati a Pasqua 2007. A Pasqua 2008, durante la nostra assenza, è sparita insieme a molti altri cani che abitavano nel centro storico. Tutti la cercano ancora.

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MAX E THOMAS: due viralata D.O.C, amici di Nerina. Dopo il pericolo di micosi di Max (subito sventato) ora stanno bene 🙂

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SON SENT: Anche Son Sent veniva dal mercato del pesce. Era molto malato, per questo doveva sempre stare al caldo. Per fortuna Neretta l’ha adottato, così è guarito bene. Son Sent è stato avvelenato in casa della sua padrona a Santo Antao, insieme a Macchia Nera, la gatta Italia e un cagnolino.

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I TRE MOSCHETTIERI:  sono stati trovati da Max e Thomas chiusi in un sacchetto di plastica dentro uno scatolone. Tigre e Macchia Nera sono stati adottati a Santo Antao. Tigre sta bene ma deve ancora essere sterilizzata. Macchia Nera è stato avvelenato in casa dei suoi padroni. Henriette duSacPlastique è stata adottata dalla padrona di Joana. Entrambe sterilizzate dal dott. Franchini nell’ aprile 2008.

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 NERETTA, MAMMA PERFETTA: ha adottato Son Sent, due dei tre moschettieri e persino Scurina!

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FELIZARDO: è stato raccolto da Leonardo nel gennaio 2007. Felizardo aveva 4 buchi nell’addome (forse il morso di un cane?) e forse il bacino rotto ed è rimasto immobile 3 settimane.

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MAXIM E FREDERICK:

Frederick è stato raccolto già adulto, completamente afono, apatico e incapace di difendersi dagli altri maschi.

Maxim è stato raccolto da piccolo, terrorizzato e urlante, completamente privo di peli. Per settimane ha abitato sotto un cactus, dove si sentiva al riparo dai pericoli, poi si è lasciato adottare da Nerina.

Entrambi sono stati avvelenati sotto casa tra dicembre e gennaio 2007-2008.

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CARA QUENTE E I CANI DI LAJINHA: Abbiamo cominciato ad accudire Cara Quente dopo averlo trovato agonizzante sulla spiaggia con la schiena scorticata dall’olio bollente. E’ stato avvelenato a aprile 2008, durante la nostra assenza, nonostante fosse sano, ben nutrito e non pericoloso.

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Dona Rosa accudisce per noi i cani che vivono vicino alla spiaggia di Lajinha. Di quelli presenti a ottobre 2006 è rimasta solo Nikita, compagna di Cara Quente. Tutti gli altri sono stati avvelenati o investiti. Al loro posto sono arrivati altri cani malati e affamati ma ci è impossibile nutrirli e curarli tutti senza un aiuto.

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Ancora sterilizzazioni: le nostre gatte ancora addormentate dopo l’operazione, eseguita dal dott. Roncati nel corso della seconda missione a Pasqua 2007. Mancano Principessa, Maxim, la cagnetta Fufinha e Monc, il cane del porto cui abbiamo dovuto amputare un piede schiacciato da una macchina, poi avvelenato durante la strage di agosto 2007.

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LA COLONIA DI RIBEIRA BOTE: Ribeira Bote è uno dei quartieri più poveri e malfamati di Mindelo. Spesso anche gli animali sono vittime di abusi. Quelli delle prossime slide sono alcuni degli ospiti della colonia.

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CROSTICINA E CIECHINA: come ci hanno detto le persone del quartiere, Ciechina è stata quasi sicuramente accecata apposta da qualche sadico, che le ha anche bruciato l’orecchio destro e ferito gravemente la zampa sinistra, che non è ancora guarita e rimarrà comunque per sempre deforme. In queste condizioni, qui è praticamente impossibile farla adottare. Forse è già anche incinta e fra poco ci saranno da sistemare tutti i suoi piccoli.

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111  Crosticina oggi mentre gioca con Castanho.

PINGO E PONGO: sono stati abbandonati vicino a Crosticina e Ciechina e richiedono cure assidue. Ma soprattutto, rimanendo per strada, sono facile preda di persone senza scrupoli.

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CASTANHO E BIANCA: sono due cani dolcissimi adottati da un ragazzino del quartiere che però non ha da dargli da mangiare e li tiene chiusi in uno sgabuzzino senza finestre dove possono a mala pena stare in piedi. Per questo ce ne stiamo occupando noi.

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 PEDRO:  è un cagnone molto docile. Si accontenta di finire gli avanzi dei piccoli della colonia senza mai cercare di scacciarli. Speriamo, col tempo, di riuscire ad avvicinarlo per  poterlo curare dalla rogna.

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 LINDA E I SUOI 16 CUCCIOLI: abita vicino a casa nostra. Ha avuto 16 cuccioli in una volta, tutti sopravvissuti. Sei siamo riusciti a piazzarli, ma gli altri 10? Occorre  sterilizzarla al più presto!

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ROSSO: si aggira per le strade intorno al mercato. Un ristorante gli dà ogni tanto qualche avanzo. Lo stiamo curando, ma sopravviverà in strada?

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Stragi di cuccioli: Questi cuccioli sono stati evidentemente abbandonati in un luogo isolato e lasciati morire di fame e di sete. Non è raro trovare anche cagnolini più grandi abbandonati in luoghi isolati, legati a un albero o a un palo perché non scappino. Oppure impiccati.

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 MEU: Abbiamo trovato Meu (Mia) avvelenata per strada vicino a casa nostra e l’abbiamo subito soccorsa, insieme al suo padrone, ma purtroppo è morta l’indomani mattina.

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CAGNA CON PROLASSO: Questa cagna apparentemente in buone condizioni  generali è stata fotografata sui gradini di casa nostra. Purtroppo non è stato possibile avvicinarla. Dopo un po’ se ne è andata e non è più tornata.

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VAMPIRA, cane da guardia: Questa cagnolina dolcissima è in “addestramento” per diventare un “cane da guardia”: le fanno ogni sorta di dispetti, come storcerle il muso fino a farla guaire, non le danno da bere (qui mentre beve in una pozzanghera) e c’è il rischio che le mettano nel latte la polvere delle pile elettriche, come si usa fare qui per ottenere dei “buoni cani da combattimento”. Per questo la stiamo tenendo sotto controllo al porto.

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Aiuto! Le povere creature di queste foto sono solo alcuni esempi delle decine di cani adulti malati e affamati che si aggirano
per Mindelo. Molti altri sono relegati sui terrazzi sotto il sole o in sgabuzzini privi di aria e di luce, torturati o lasciati morire di fame e di sete. Ma catturarli, curarli e sterilizzarli o intervenire per interrompere gli abusi è difficile, se non impossibile, per noi.

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Simabo non aiuta solo i cani e i gatti di Mindelo…

Questi delfini (circa 300) sono  spiaggiati a Boavista l’11 novembre 2007 a seguito di un sopralluogo compiuto da un sottomarino atomico della NATO nelle acque dell’arcipelago.

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PARALYMPIC DOGS

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Il centro veterinario Monviso è lieto di invitarvi alla prima edizione dei PARALYMPICS DOGS (prima edizione dei giochi per cani atleti diversamente abili)

LA MANIFESTAZIONE AVRA LUOGO IN DATA

11 MAGGIO 2014

PRESSO IL PALAZZETTO DELLO SPORT DI CAVOUR (TO)

Giornata benefica a favore dell’associazione SIMABO onlus, per donare attrezzature adatte ai numerosi
cani disabili ospiti del canile di capo verde.

Ospiti d’onore alcuni atleti paralimpici con dimostrazione di alcune delle discipline paralimpiche.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA PREVEDE:

• Al mattino iscrizioni con offerta libera, presso il gazebo SIMABO, dalle ore 9 alle 10, lettura microchip, consegna dei numeri e della borsa gadget

• apertura della giornata con la presentazione dei giochi e ringraziamenti

• I cani iscritti affronteranno diverse prove suddivise in 4/6 discipline

• Pausa pranzo con buffet di cibi e bevande vegane e vegetariane

• Al termine dei giochi sarà possibile anche per i cani normodotati dilettarsi in tutte le discipline, dopo iscrizione e ricezione della borsa gadget

• Dimostrazione degli atleti paralimpici

• Premiazione ore 17.18 per i cani disabili iscritti e chiusura dei giochi

DURANTE LA MANIFESTAZIONE SARA POSSIBILE VISITARE:

• Mostra fotografica di Simabo

• Stand di ditte specializzate

• Stand delle varie associazioni e canili

Nel corso della giornata si svolgerà inoltre la premiazione del concorso letterario: “Zampa Penna e Calamaio”
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Ecco di seguito la motivazione che ha spinto molte persone ad organizzare questa speciale manifestazione:

“Salve, io sono Rossana Raineri, medico veterinario direttore sanitario del Centro Veterinario Monviso, e responsabile Veterinario per l’associazione Simabo, che promuove la cura e la sterilizzazione dei cani e gatti a Capo Verde.
Con i colleghi del Cvm, mi lamentavo del gran numero di cani e gatti disabili ( amputati, paraplegici o enucleati) che sono ospiti ormai fissi del rifugio a Mindelo, tanto che durante le mie missioni mi pare di entrare alla ”corte dei miracoli”.
Anche in Italia, in clinica, ci capita spesso di dover spiegare ai proprietari di animali ,che devono essere amputati o che rischiano di rimanere paralizzati, che la disabilità o la malattia del loro pet non deve essere vissuta male, né deve spingere a chiedere il trattamento eutanasico.
Il cane o il gatto vivono la loro disabilità nel modo più spensierato e naturale, senza cambiare per nulla il carattere e lo stato d’animo.
La pena e la tristezza che vediamo nell’umano, non li sfiora minimamente, spesso a riprova delle nostre parole, per evitare l’eutanasia dobbiamo portare ad esempio i nostri cani disabili, che sono sereni e pieni di voglia di vivere.
Così la collega, dott. Gabriella Rostan ha iniziato a dire che sarebbe bello fare una gara di agility per cani disabili, lei è anche una tifosa di Hockey, e conosce gli atleti di Torre Pellice, tra cui Andrea Chiarotti che dopo aver subito un amputazione alla gamba , è diventato capitano della squadra di sledge hockey, ed è la persona più ottimista e solare che conosca. Quest’anno è stato tra l’altro portabandiera alle Paralimpiadi di Sochi.
Ci è venuta così la strana idea di fare una giornata all’insegna della disabilità e della sua accettazione, una collaborazione tra umani e animali, normodotati e disabili , gli uni che aiutano gli altri vicendevolmente, per raccogliere fondi per acquistare un carrellino per Mingau, un cucciolotto di Mindelo che ha tanta voglia di correre ma che è paralizzato sui posteriori ed è ospite fisso a casa di Silvia Punzo, la fondatrice dell’associazione SIMABO.
Poi una cosa ha tirato l’altra, abbiamo coinvolto la dottoressa Chiara Chiaffredo , fisioterapista veterinaria, che ha tanti felici pazienti su rotelle, la Signora Gemma Bocco, che è una forza della natura, un drago per l’organizzazione, che appena sente parlare di animali in difficoltà si getta a capofitto ad aiutare.
Andrea Chiarotti ci ha dato la sua collaborazione, ha coinvolto il Cip (Comitato Paralimpico), la presidente Silvia Bruno , mi ha ricevuto e sentita la nostra idea ci ha fatto accordare il Patrocinio.
Così come il dott Thomas Bottello, presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Torino , è rimasto entusiasta ed abbiamo il patrocinio dell’Ordine.
Sono stati invitati tutti i veterinari con i loro pazienti, i fisioterapisti veterinari e umani e le associazioni di volontariato, tra cui la LIDA di Pinerolo, con il suo responsabile sig Denis Colombo, che ci aiuta in prima persona.
Speriamo di essere numerosi e che a questa prima edizione, ne succedano altre.
Vogliamo abbattere tutte le barriere, architettoniche e mentali… ci vogliamo provare.
Per tornare con i piedi per terra, voi domenica 11 maggio, potrete incontrare me ( Rossana Raineri), la dottoressa Rostan Gabriella, la Signora Gemma Bocco, il sig Chiarotti Andrea, la dottoressa Chiara Chiaffredo, la sig Silvia Punzo e Denis Colombo con tanti altri volontari che aiuteranno a rendere la giornata eccezionale.
E naturalmente tutti nostri amici a 3/4 zampe o ruote!!
Speriamo di poter raccogliere più fondi possibile, grazie agli sponsor e alle offerte del pubblico, per poterli devolvere interamente all’associazione Simabo (www.simabo.org)
Se volete avere notizie più dettagliate sul programma della manifestazione: http://www.centroveterinariomonviso.com/nuovo/paraolympics-dogs-2014/ oppure sulla pagina Facebook Paralympic dogs (https://www.facebook.com/pages/Paralympic-DOGS/1437156053195671)

 

Uno per tutti… TUTTI per LORO!

ResReader

Ieri, 4 maggio 2014, si è svolta a Mornese questa bellissima festa per gli animali,  nata per iniziativa di Franca, amante degli animali e desiderosa di fare qualcosa per loro, e le associazioni ArcaNovese e ENPA Ovada, che hanno poi coinvolto diverse altre associazioni della provincia.

enpa

 

C’erano AnimalAsia di Alessandria, le Animal’s Angels di Novi,  la LAVEticoEtica di Alessandria, noi di Borgoratto, Panciallegra di Alessandria, l’Oasi della Pace di Voltaggio, MiciXcaso di Tortona, e la Raccolta Alimentare di Alessandria.

panoramica

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Animal’s Angels

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LAV

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Oasi della Pace

 

 

giancarlo

EticoEtica

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MiciXcaso e Raccolta alimentare

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Panciallegra

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Animalsasia

Al mattino l’affluenza è stata un po’ scarsa, nonostante la splendida giornata e la splendida cornice di Mornese che invita a una piacevole gita anche chi deve spostarsi da lontano. Ma questo ha anche permesso ai partecipanti  soprattutto a noi, di preparare tutto, visto che oltre a sistemare il banchetto,

banchetto

dovevamo appendere tutte le foto della mostra, ospitata nel comodo capannone sede del bar, del ristorante e… dei bagni, luoghi strategici per assicurare l’affluenza del pubblico!!

Sul tavolo come al solito le magliette stampate da Paolo, i guinzagli donati dalla Guinzaglieria Lac di Pinerolo, i CD di musica capoverdiana di Nays Monteiro, il CD Parole che trasformano di Lucia Giovannini, i CD del Baule dei Suoni, che come noi ha uno splendido progetto di musica a Capo Verde.

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Durante tutta la giornata è stato possibile partecipare alla pesca di beneficenza organizzata dall’ENPA di Ovada, che ha proposto un sistema di “estrazione” molto simpatico: invece del solito sacchettino o della solita ciotola con i bigliettini arrotolati, tappi di sughero numerati inseriti in una tavola a forma di osso! Con 7 tappi Silvia ha vinto un sacco di regali che porterà a Capo Verde per alimentare la lotteria (gratuita) che si organizza periodicamente per le persone che ci portano i cani da sterilizzare.

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Nel pomeriggio, dopo un ottimo pranzo vegano cucinato dal sig. Piero, che ci ha fatto polenta con sugo di funghi e cuscus con verdure, serviti in porzioni abbondanti e a prezzo solidale, hanno cominciato ad arrivare numerosi gli attesi ospiti:

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e sono cominciate le attività programmate:

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La benedizione degli animali (e dei padroni… ne abbiamo bisogno anche noi…)

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l’intervento di Educandog

e infine la sfilata dei pelosi, che è stato ovviamente il momento più divertente della giornata!  Sono stati premiati i più grandi, i più bassi, i più piccoli, i più pelosi, i più ricci, i più neri e persino quelli con le orecchie più grandi! Ma non sono mancati i premi per i… fuoriclasse, alias tutti gli altri pelosi presenti!

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I premi sono stati donati dalle associazioni presenti, dall’orsetto di AnimalsAsia, apprezzatissimo dal vincitore, che se l’è preso da solo dal sacchetto dove l’aveva gelosamente riposto la padrona, per mettercisi subito a giocare come un pazzo, alle confezioni di erbe aromatiche per la gioia delle mamme più che dei pelosi, alle magliette, anche quelle non esattamente da cani…

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I premi per la sfilata

Simabo ha contribuito al monte premi con un CD di Musica Spiccia e due agende di Almo Nature, entrambi partner e sostenitori della nostra associazione.

Che dire, una giornata davvero speciale, fatta di

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dolci della pace  (senza ingredienti animali)

 

giochi nell'erba

giochi nell’erba

relax

chiacchiere, relax

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e tante nuove amicizie!

Grazie Franca! E  alla prossima!

silvia_franca

 

I nostri viaggi solidali!

Poema del volontario scalzo

Una bella foto di gruppo dei volontari di agosto 2012: il pimo in piedi a sinistra è Paolo Viola, studente di veterinaria a Milano, dopo di lui, accovacciata, Giulia bellantuono, neolaureata in veterinaria, in piedi al centro Andrea, d'inverno ispettore del lavoro, d'estate volontario, vicino a lui Anita, arpista temeraria, e Marta, studentessa in veterinaria. Chiudono il gruppo ai lati, dona Joana a destra, una delle addette alla pulizia e, accovacciato a sinistra, Gui, il nostro chirurgo capoverdiano.

Una bella foto di gruppo dei volontari di agosto 2012 sotto il grande tamarindo della nostra sede: il primo in piedi a sinistra è Paolo Viola, studente di veterinaria a Milano, dopo di lui, accovacciata, Giulia Bellantuono, neolaureata in veterinaria, in piedi al centro Andrea Bonomi, autore di questo post, d’inverno ispettore del lavoro, d’estate volontario, vicino a lui Anita Dragoni, arpista temeraria, e Marta Mauri, studentessa in veterinaria, nonché fidanzata di Andrea. Chiudono il gruppo ai lati, dona Joana, l’ultima in piedi a destra, una delle addette alla pulizia e, accovacciato, Paolo, aspirante capitano di marina, che ci aiuta nei we e d’estate per pagarsi la scuola. All’estrema sinistra, accovacciato, Gui, il nostro chirurgo capoverdiano.

Non avrei mai pensato che la mia avventura SI MA BO cominciasse con una promessa a denti stretti e si concludesse con una domanda ai limiti del surreale. La promessa mi è venuta di getto, “la prossima volta che tornerò qui”, mi sono detto, “giuro che farò in modo di volare con una compagnia che non sia la TACV”. Vedo quell’aereo a eliche ed un po’ mi si stringe lo stomaco. Ma l’aereo rolla per la pista come se non ne gliene fregasse nulla della differenza che passa tra un’elica e un reattore e, quando ruggisce gagliardo come gli altri aerei che conosco, anche a me non importa più niente. Il viaggio da Sal a Sao Vicente dura meno di un’ora, il resto sembra tutto una luna di miele, i bagagli e tutto quel che i bagagli contengono (farmaci, museruole, collari, microchip) arrivano puntualissimi, a dispetto degli scongiuri di gente che se ne resterà imbambolata a fissare il rullo molto più a lungo di noi; Ravì, l’autista dell’associazione ci aspetta reggendo il logo inconfondibile di SI MA BO e ci accompagna a quella che sarà la nostra dimora, la terrazza, e capiamo da subito perché si chiama così. Non un caso. Un “non caso” con un panorama incredibile, provare per credere.

VIsta dalla terrazza con Max, il padrone di casa

Vista dalla terrazza della casa dei volontari con Max, il padrone di casa

Ci prepariamo per la prima riunione con Silvia, per organizzare il lavoro dei giorni a venire, e già mi chiedo, come avranno sicuramente fatto i miei compagni di viaggio, Marta, la mia fidanzata e studentessa di Medicina Veterinaria, e Paolo, a sua volta aspirante veterinario, quale sarà l’impatto con l’associazione, è da mesi che ne parliamo e adesso ci siamo, mi chiedo se le aspettative, gli scongiuri, la giungla di mail tra noi e Silvia siano stati in grado di prepararci a tutto. Ma è presto per capirlo e Silvia, come a dirci che lì è come essere ancora a casa, ci cucina uno spaghetto al pomodoro di quelli che sa fare solo mia mamma. L’impatto con l’associazione. Dire che è un’esperienza per cuori forti è senz’altro un’esagerazione, ma novanta cani sono novanta cani. Tutti insieme non li avevo mai visti. Forse soltanto al cinema e soltanto Dalmata.

Andrea mentre gioca a palla con alcuni ospiti in sala visite... non è propriamente il posto più adatto per giocare a palla, ma a SIMABO tutto è permesso, sopratutto agli ospiti a 4 zampe...

Andrea mentre gioca a palla con alcuni ospiti in sala visite… non è propriamente il posto più adatto per giocare a palla, ma a SIMABO tutto è permesso, soprattutto agli ospiti a 4 zampe…

Qui invece ce n’è per tutti i gusti, mi presento a loro, sarò il loro dog sitter, Marta e Paolo faranno tutto quel che c’è da fare in associazione, io fuori. Ovvero novanta cani. Diviso due (ce la posso fare a portarne fuori due alla volta, “lo so”) fa quarantacinque. Quarantacinque diviso sei (tolto il meritato giorno di riposo) fa sette e mezzo, saranno le passeggiate che mi serviranno per portarli fuori tutti almeno una volta alla settimana. Potrei fare anche di meglio, ovvio, ma presto scoprirò che questa mezza intenzione mi costerà un’insolazione.

Andrea mentre si fa curare da Marta le ustioni "da passeggio" con il gel fresco dell'aloe vera raccolta in terrazza.

Andrea mentre si fa curare da Marta le ustioni “da passeggio” con il gel fresco dell’aloe vera raccolta in terrazza.

Un’insolazione spesa bene, direi, considerando che al termine della prima settimana i cani avranno avuto la loro mezz’ora d’aria quasi due volte a testa. All’inizio novanta cani sono poco altro che tante testoline che fanno capolino dai recinti e attraverso le porte, mi dico che non riuscirò mai ad imparare tutti i quei nomi mentre Tatiana me li presenta, alla fine del primo giorno ne ricorderò sei o sette al massimo, ma alle fine mi esorto dicendomi che sì, saranno pur novanta, ma gli umani che sono passati di lì quanti saranno stati? Dei dog sitter io che numero sarò? Quante le teste umane che hanno fatto capolino tra recinti e attraverso le porte? Fingerò di essere il dog sitter numero novanta, così, una specie di forfait per partire alla pari, non ho diritto a pensare che loro mi considerino migliore di quelli che mi hanno preceduto ma non c’è problema, adesso è tutto nelle mie mani, sarò io che mi dovrò conquistare la loro fiducia. A costo di farmi venire un’insolazione.

Andre pronto per uscire con Amo e Rebecca.

Andrea pronto per uscire con Amo, così chiamato perché aveva ingoiato l’omonimo utensile da pesca, e ci è voluta tutta la bravura della nostra dott.ssa Raineri per estrarlo con i pochi strumenti diagnostici e chirurgici che abbiamo qui, e Rebecca, che è rimasta con i piedi anteriori deformi per essere finita sotto una macchina.

Ma io la conosco bene la fiducia dei cani. E’ una delle cose più straordinarie che esistono. Da un certo momento in poi diventa qualcosa di incondizionato, il cane non ti chiederà più prove del fuoco, imparerà benissimo chi sei e cosa pretendi da lui. Imparerà il rumore dei tuoi passi, perché i passi sono tutti uguali solo per le persone, invece per i cani sono nomi. Anche il mio nome per tre settimane è stato un suono e sorrido, mi dico che sarebbe stato un altro nome se per esempio mi fossi portato un altro paio di scarpe, e questo non era esattamente un elemento che avevo valutato facendo la valigia. E chissà quante volte il mio nome sarà cambiato mentre perdevo pezzi di scarpe giorno dopo giorno, alla fine delle tre settimane le ho buttate (avrei fatto meglio a regalarle a Salvadora, una cagnetta tanto dispettosa a cui piacevano tanto), le ho demolite sui sampietrini di Mindelo, non tutte le strade sono asfaltate e i cani tirano. Purtroppo non sempre nella stessa direzione, anche questa è una malizia che si impara col tempo, accoppiare i cani tra di loro (nel senso di come sceglierli per farli passeggiare). Non è così facile come a dirlo. Però in questo modo io e Anita (la dog sitter numero novantuno, che mi ha raggiunto a lavori in corso) siamo riusciti a far camminare cagnetti che non muovevano un passo, perché troppo spaventati per le loro esperienze pregresse o poco più che cuccioli che per la prima volta mettevano zampa fuori dall’associazione  E’ bastato accoppiarli con altri cani che possedevano una sicurezza maggiore, hanno imparato un po’ come si impara ad andare in bicicletta, perché all’inizio sembrava tutta una questione di equilibrio, si sedevano, si alzavano, barcollavano e si sedevano ancora. Poi hanno imparato il trucco, hanno copiato dagli altri, hanno scoperto che liberazione è la passeggiata coi volontari e alla fine della terza settimana tiravano più di tutti, volavano. Penso che in assoluto non sia esistito nulla che mia abbia dato una soddisfazione più grande e credo di poter parlare anche a nome di Anita.

Andrea mentre gioca con Minnie, l'ultima arrivata

Andrea mentre gioca con Minnie, l’ultima arrivata

Poi, a metà della nostra permanenza a Mindelo, c’è stata la marcia, una parola che da sola ha fatto tremare quel che restava delle mie scarpe. Anche se non è stata una marcia chilometrica, anzi, il percorso previsto collegava l’associazione al club nautico, il luogo più chic di tutta Mindelo. Silvia ha precettato altri volontari capoverdiani, alcune ragazze portoghesi, un dispiegamento di forze di tutto rispetto insomma. Il colpo d’occhio è stato notevole sin da subito. Quasi tutti i cani dell’associazione a spasso in un colpo solo, per me e Anita (e per tutti gli altri) è stato come vincere il Jackpot al Casinò. Io e Silvia abbiamo fatto da battistrada, reggendo uno striscione di SI MA BO, il corteo che si apriva alle nostre spalle, per i colori e l’allegria, tanto mi sembrava quello di un carnevale, coi manifesti variopinti inneggianti il rispetto dei diritti degli animali, e in sottofondo quel sommesso parlottio tra cani e suole di scarpa.

La marcia organizzata da SIMABO per sensibilizzare la popolazione nei confronti del problema del randagismo.

La marcia organizzata da SIMABO per sensibilizzare la popolazione nei confronti del problema del randagismo.

E che bello vedere una volta tanto Marta, la mia fidanzata, fuori dalle pareti dell’ambulatorio. Siamo stati fortunati io e lei, devo ammetterlo, e la fortuna, oltre all’aver trovato volontari favolosi con cui condividere quest’avventura, è stata l’esserci imbattuti in persone molto disponibili e in numero sufficiente da permetterci di avere un po’ di tempo tutto per noi due. Mindelo non è soltanto il posto giusto dove rompere un paio di scarpe. E’ un luogo meraviglioso, una piccola Cuba, una gemma caraibica, si mangia bene e ci si diverte un sacco. Abbiamo vissuto il Festival sulla nostra pelle, una gran bella esperienza, è difficile raccontare come ci si sente in una bolgia di capoverdiani, centinaia di persone raccolte sulla spiaggia di Baia Das Gatas, dove si radunano ogni anno per tre notti consecutive ad ascoltare musica Afro. Il sudore, i corpi, il fumo delle griglie, la volta boreale. Sarebbe stata una favola se non fosse stato per il tempo. E, nello specifico, i giorni. Tanto lenti sembravano all’inizio, quanto più frettolosi lo sono diventati da metà vacanza in poi. Ed il problema dei giorni si portava dietro un ulteriore problema. I cani. Soprattutto adesso che la loro fiducia nei nostri confronti si era trasformata in qualcosa di incondizionato. Io conoscevo tutti e novanta i loro nomi, e loro, appena sentivano i miei passi pronunciare il mio, si agitavano dietro le staccionate, aspettavano, mi venivano incontro. Avevo imparato come avvicinarli, loro avevano capito come mettere le zampette quando infilavo le pettorine. E un po’ mi vergognavo se pensavo che all’inizio li avevo definiti malamente “tante testoline che facevano capolino dietro i recinti e attraverso le porte”, adesso che li potevo chiamare tutti quanti, uno per uno, senza sbagliare un colpo: Samba, Londres, Rapido, Viola, Tarzan… e la piccola Minnie, l’ultima arrivata.

L'incontro di Andrea e Viola a Malpensa. 8 mesi dopo.

L’incontro di Andrea e Viola a Malpensa. 8 mesi dopo il volontariato a Capo Verde. Un’esperienza che lascia il segno.

E’ stato a quel punto, quando eravamo agli sgoccioli della nostra permanenza a Mindelo, che sono stato assalito da quella domanda incredibile di cui dicevo. Dopo tre settimane a Capo Verde, infatti, mi rendevo conto di non aver mai pronunciato ai cani una sola parola che non fosse in italiano: “Andiamo”, “Fermi”, “Giù!”, “Basta!”.

Ma i cani capoverdiani che lingua parlavano? Ma lo capivano l’italiano? Forse preferivano il portoghese? O addirittura il creolo? Mi avranno preso per scemo?

VIola, a sinistra, con la sorella Kiara, appena arrivate a SIMABO, in condizioni pietose, entravano in due in un trasportino per gatti.

Viola, a sinistra, con la sorella Kiara, appena arrivate a SIMABO, in condizioni pietose, entravano in due in un trasportino per gatti. In quel momento nessuno avrebbe mai immaginato che la sua storia potesse finire in bellezza… Per i più è già una fortuna arrivare al rifugio… e rimanerci… Eh, sì, perché le adozioni locali spesso finiscono male, nonostante tutte le precauzioni, la selezione, le interviste con tutta la famiglia,  e i controlli periodici… Kiara era stata adottata ma è già stata restituita… meglio così che ri-abbandonata per strada come succede spesso… Se solo potessimo avere un rifugio più grande…

Nulla di tutto questo, mi sono risposto, quando ormai la nostra vita parallela si era già conclusa. Così l’ha definita Marta e credo ci abbia azzeccato in pieno. E’ così che ci si sente quando si arriva in fondo, basta un giorno in Italia e Capo Verde lo si vede non come qualcosa di vicino o di lontano, ma di parallelo. Un miraggio. E, proprio come un miraggio, distanze e proporzioni variano se cambia il punto di vista con cui lo si guarda. Domandarsi se quei cani meravigliosi mi abbiano mai deriso, credo sia il punto di vista più scorretto per rileggere la nostra esperienza SI MA BO. Quei cani non hanno mai pensato male di me, ne sono più che certo, mai! Mi avranno sempre considerato il migliore, come migliori lo sono stati anche tutti gli ottantanove dog sitter che mi hanno preceduto. Novanta numeri uno. E’ questa la logica assurda e bellissima dei cani. Adesso mi staranno ancora aspettando, me lo sento. Si fermano e ascoltano quale nome pronunciano i piedi in avvicinamento, e ogni volta si chiedono: ma sarà Andrea, questo? Speriamo di sì.

VIola, a destra, con la sorella Kiara, dopo qualche giorno nel pulito e con la pancia piena

Viola, a destra, con la sorella Kiara, dopo qualche giorno nel pulito e con la pancia piena di pappa anziché di parassiti…


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