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Progetto Viralata

Progetto Viralata (= cane di razza locale) – oltre la specie

Sao Vicente – Capo Verde

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Dedicato a:
Leslie, Rambo, Pantufa, JujuMonc, Son Sent, Macchia Nera, Cara Quente, i delfini di Boavista e a tutti gli altri animali di Capo Verde vittime della strada e della crudeltà degli uomini

Si ringraziano il dott. Paolo Roncati, il dott. Nicolò Franchini e la dott.ssa Viviana per il prezioso aiuto volontario prestato 

Ecco a voi un pò di storia di SIMABO.

NATA: è stata ricevuta in regalo e si è rivelata la gatta più lunga del mondo. 🙂 Ha partorito Pallina e Silvestra.

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MICROBA, appena raccolta e dopo la cura:

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La prima sterilizzazione: 

Estate 2004 – Il dottor Paolo Roncati sterilizza Microba sul tavolo della nostra cucina.

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JOANA: è stata raccolta al mercato del pesce. Nata la adotta e la allatta con Silvestrina e Pallina. Alla fine è stata adottata Roshani.

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NERETTA E PRINCIPESSA: sono state raccolte in fin di vita al mercato del pesce. Il loro terzo compagno è morto durante la prima notte a casa. Entrambe sono state sterilizzate dal dott. Roncai a Pasqua 2007.

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NERINA: è stata raccolta al mercato del pesce. Ha adottato Maxim che purtroppo è stato avvelenato. A 10 mesi ebbe una micosi (penultima foto) e ora sta meglio.

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PANTUFA: Pantufa ha partorito e con i suoi cuccioli è stata sistemata in una barca dai bambini di strada. purtroppo i suoi cuccioli furono venduti come leccornie ai cinesi…Pantufa era accudita e nutrita da molte persone. E’ stata avvelenata nell’ agosto 2007, insieme a decine di altri cani, accuditi e nutriti dai lavoratori del porto. Pantufa non è stata portata via dal camion della spazzatura come avviene di solito ma è stata seppellita dai bambini di strada in centro a Mindelo.

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JUJU: aveva partorito, assistita dai ragazzi di strada, nella barca affianco a Pantufa. Dopo il furto dei cuccioli di Pantufa abbiamo portato tutti a casa: Pantufa con la mastite e Juju con Max e Thomas. Juju è stata sterilizzata dal dott. Roncati a Pasqua 2007. A Pasqua 2008, durante la nostra assenza, è sparita insieme a molti altri cani che abitavano nel centro storico. Tutti la cercano ancora.

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MAX E THOMAS: due viralata D.O.C, amici di Nerina. Dopo il pericolo di micosi di Max (subito sventato) ora stanno bene 🙂

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SON SENT: Anche Son Sent veniva dal mercato del pesce. Era molto malato, per questo doveva sempre stare al caldo. Per fortuna Neretta l’ha adottato, così è guarito bene. Son Sent è stato avvelenato in casa della sua padrona a Santo Antao, insieme a Macchia Nera, la gatta Italia e un cagnolino.

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I TRE MOSCHETTIERI:  sono stati trovati da Max e Thomas chiusi in un sacchetto di plastica dentro uno scatolone. Tigre e Macchia Nera sono stati adottati a Santo Antao. Tigre sta bene ma deve ancora essere sterilizzata. Macchia Nera è stato avvelenato in casa dei suoi padroni. Henriette duSacPlastique è stata adottata dalla padrona di Joana. Entrambe sterilizzate dal dott. Franchini nell’ aprile 2008.

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 NERETTA, MAMMA PERFETTA: ha adottato Son Sent, due dei tre moschettieri e persino Scurina!

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FELIZARDO: è stato raccolto da Leonardo nel gennaio 2007. Felizardo aveva 4 buchi nell’addome (forse il morso di un cane?) e forse il bacino rotto ed è rimasto immobile 3 settimane.

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MAXIM E FREDERICK:

Frederick è stato raccolto già adulto, completamente afono, apatico e incapace di difendersi dagli altri maschi.

Maxim è stato raccolto da piccolo, terrorizzato e urlante, completamente privo di peli. Per settimane ha abitato sotto un cactus, dove si sentiva al riparo dai pericoli, poi si è lasciato adottare da Nerina.

Entrambi sono stati avvelenati sotto casa tra dicembre e gennaio 2007-2008.

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CARA QUENTE E I CANI DI LAJINHA: Abbiamo cominciato ad accudire Cara Quente dopo averlo trovato agonizzante sulla spiaggia con la schiena scorticata dall’olio bollente. E’ stato avvelenato a aprile 2008, durante la nostra assenza, nonostante fosse sano, ben nutrito e non pericoloso.

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Dona Rosa accudisce per noi i cani che vivono vicino alla spiaggia di Lajinha. Di quelli presenti a ottobre 2006 è rimasta solo Nikita, compagna di Cara Quente. Tutti gli altri sono stati avvelenati o investiti. Al loro posto sono arrivati altri cani malati e affamati ma ci è impossibile nutrirli e curarli tutti senza un aiuto.

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Ancora sterilizzazioni: le nostre gatte ancora addormentate dopo l’operazione, eseguita dal dott. Roncati nel corso della seconda missione a Pasqua 2007. Mancano Principessa, Maxim, la cagnetta Fufinha e Monc, il cane del porto cui abbiamo dovuto amputare un piede schiacciato da una macchina, poi avvelenato durante la strage di agosto 2007.

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LA COLONIA DI RIBEIRA BOTE: Ribeira Bote è uno dei quartieri più poveri e malfamati di Mindelo. Spesso anche gli animali sono vittime di abusi. Quelli delle prossime slide sono alcuni degli ospiti della colonia.

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CROSTICINA E CIECHINA: come ci hanno detto le persone del quartiere, Ciechina è stata quasi sicuramente accecata apposta da qualche sadico, che le ha anche bruciato l’orecchio destro e ferito gravemente la zampa sinistra, che non è ancora guarita e rimarrà comunque per sempre deforme. In queste condizioni, qui è praticamente impossibile farla adottare. Forse è già anche incinta e fra poco ci saranno da sistemare tutti i suoi piccoli.

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111  Crosticina oggi mentre gioca con Castanho.

PINGO E PONGO: sono stati abbandonati vicino a Crosticina e Ciechina e richiedono cure assidue. Ma soprattutto, rimanendo per strada, sono facile preda di persone senza scrupoli.

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CASTANHO E BIANCA: sono due cani dolcissimi adottati da un ragazzino del quartiere che però non ha da dargli da mangiare e li tiene chiusi in uno sgabuzzino senza finestre dove possono a mala pena stare in piedi. Per questo ce ne stiamo occupando noi.

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 PEDRO:  è un cagnone molto docile. Si accontenta di finire gli avanzi dei piccoli della colonia senza mai cercare di scacciarli. Speriamo, col tempo, di riuscire ad avvicinarlo per  poterlo curare dalla rogna.

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 LINDA E I SUOI 16 CUCCIOLI: abita vicino a casa nostra. Ha avuto 16 cuccioli in una volta, tutti sopravvissuti. Sei siamo riusciti a piazzarli, ma gli altri 10? Occorre  sterilizzarla al più presto!

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ROSSO: si aggira per le strade intorno al mercato. Un ristorante gli dà ogni tanto qualche avanzo. Lo stiamo curando, ma sopravviverà in strada?

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Stragi di cuccioli: Questi cuccioli sono stati evidentemente abbandonati in un luogo isolato e lasciati morire di fame e di sete. Non è raro trovare anche cagnolini più grandi abbandonati in luoghi isolati, legati a un albero o a un palo perché non scappino. Oppure impiccati.

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 MEU: Abbiamo trovato Meu (Mia) avvelenata per strada vicino a casa nostra e l’abbiamo subito soccorsa, insieme al suo padrone, ma purtroppo è morta l’indomani mattina.

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CAGNA CON PROLASSO: Questa cagna apparentemente in buone condizioni  generali è stata fotografata sui gradini di casa nostra. Purtroppo non è stato possibile avvicinarla. Dopo un po’ se ne è andata e non è più tornata.

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VAMPIRA, cane da guardia: Questa cagnolina dolcissima è in “addestramento” per diventare un “cane da guardia”: le fanno ogni sorta di dispetti, come storcerle il muso fino a farla guaire, non le danno da bere (qui mentre beve in una pozzanghera) e c’è il rischio che le mettano nel latte la polvere delle pile elettriche, come si usa fare qui per ottenere dei “buoni cani da combattimento”. Per questo la stiamo tenendo sotto controllo al porto.

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Aiuto! Le povere creature di queste foto sono solo alcuni esempi delle decine di cani adulti malati e affamati che si aggirano
per Mindelo. Molti altri sono relegati sui terrazzi sotto il sole o in sgabuzzini privi di aria e di luce, torturati o lasciati morire di fame e di sete. Ma catturarli, curarli e sterilizzarli o intervenire per interrompere gli abusi è difficile, se non impossibile, per noi.

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Simabo non aiuta solo i cani e i gatti di Mindelo…

Questi delfini (circa 300) sono  spiaggiati a Boavista l’11 novembre 2007 a seguito di un sopralluogo compiuto da un sottomarino atomico della NATO nelle acque dell’arcipelago.

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IL TRAMONTO A MINDELO

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Ciao! Il mio nome e’ Daniela e vorrei raccontarvi in breve la mia esperienza come Veterinario volontario presso SIMABO.

Prima di tutto vorrei ringraziare Silvia, Paolo e la Dr.ssa Raineri per avermi dato la possibilita’ di realizzare questa indimenticabile avventura…che e’ iniziata il 26 di Marzo quando mi sono imbarcata da Roma per volare a Capo Verde. Sono arrivata all’ aeroporto di Mindelo dove Ravi’, l’autista di SIMABO, mi stava aspettando per portarmi a casa di Paolo e Silvia dove sono stata ospitata con estrema cura per tutta la mia permanenza a Mindelo.

Durante il tragitto in macchina la prima immagine che mi ha inebriata e’ stata quella della baia di Mindelo al crepuscolo (i giochi di colori sono a dir poco fantastici!)

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Il giorno successivo Paolo mi ha accompagnato alla sede di SIMABO dove ho incontrato la famosa Nanda e tutti gli altri instancabili della “Banda SIMABO”…..e da li’ si e’ iniziato a lavorare tutti insieme! Premetto  che nonstante tutte le istruzioni , circolari e protocolli da seguire che avevo gia’ letto e riletto prima della partenza, l’unica mia vera preoccupazione era l’utilizzo della anestesia intravenosa di cui non avevo nessuna esperienza!! Come da standard Europei  sono infatti abituata all’uso della  anestesia gassosa  e di tante altre attrezzature  e mezzi diagnostici senza dei quali e’ molto difficile svolgere la nostra professione. Nonostante tutto, la mia prima giornata in chirurgia affiancata e guidata da Donna Nada fu davvero inaspettata.  Premedicazione, anestesia e risveglio degli animali operati erano soddifacenti. Ed ecco che giorno dopo giorno si va avanti a fare cio’ di cui c’e’ bisogno con ciò che si ha a disposizione e con orari di lavoro che variano in base alle necessita’ ed agli eventuali ostacoli che si incontrano.

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Da un punto di vista professionale si fa un’esperienza  a dir poco unica perche’ si vedono condizioni cliniche che difficilmente si incontrano in Europa come i tumori di sticker, l’erlichiosi cronica e gravi dermatosi parassitarie. Dall’altro lato della  medaglia pero’  ci si rende conto di quanto piu’  recettivi alle terapie siano i cani e gatti di che vivono in queste parti del mondo. Naturalmente non mancano le emergenze quali animali con gravi lesioni traumatiche in seguito ad incidenti stradali ed ancora avvelenamenti, tumori cutanei e non…insomma si vede un po’ di tutto anche se primariamente il veterinario volontario si dedica alle sterilizzazioni.

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Si lavora di sicuro sotto stress  per la prima settimana o giu’ di li’ perche’ bisogna anche ambientarsi alla diversita’ di clima, cultura e soprattutto di lingua ( personlmente non conoscendo il portoghese, ho incontrato grosse difficolta’ nella comunicazione). Il tutto rende il lavoro molto piu’ difficile  e si arriva alla sera stanchi. Naturalmente l’ospitalita’ di Silvia e Paolo non e’ da sottovalutare: colazione, pranzo e cena sono sempre pronti per i volontari e vi assicuro che grazie a Lisette e Nidia assaporerete la buona e salutare cucina capoverdiana!

Qui termina la mia testimonianza come Veterinario volontario a SIMABO onlus Capo Verde. E’ stata una esperienza indimenticabile  che consiglio a tutti i veterinari italiani e non che vogliano prestare servizio come volontari in giro per il mondo.

Per i futuri veterinari volontari che volessero contattarmi per avere ulteriori informazioni, questo e’ il mio indirizzo email diacopinivet@googlemail.com

Grazie

Daniela Iacopini

This is the English translation:

SUNSET   IN   MINDELO

Hello! My name is Daniela and I would like to tell you briefly my experience as a volunteer at Vet for SIMABO ngo.
First of all I would like to thank Silvia, Paolo and the Chief Vet Dr. Raineri for giving me the chance to realize this unforgettable adventure … which started on March 26 when I embarked from Rome to fly to Cape Verde. I arrived at the airport in Mindelo where Ravi ‘ (the driver for SIMABOngo) was waiting for me to then take me to Paolo & Silvia’s house where I was hosted with extreme care throughout my stay in Mindelo.
During the car journey, the first image that I was intoxicated with was that of Mindelo’s Bay at dusk (what abreathtaking play of colour!!)

The next dayPaolotook me to thedog shelter where I metthe famousNanda (one of the local nurses working at the shelter)and all the othertireless people of the“SIMABO’s Gang” ….. and then we juststarted  workingtogether!

Despite all the instructions, circulars and protocols I was given before my departure (which I studied carefully in preparation of my volunteer placement), my only real concern was the use of intravenous anesthesia of which I had no experience! As per European standards I am in fact familiar with the use of gas anesthesia and many other equipment and diagnostic tools without it is very difficult to carry out our profession.

Nevertheless, the daily routine was great and we were sterilising 8-10 animal a day which was a mammoth effort by all involved. Premedication, anesthesia and awakening of the operated animals were satisfactory.

The local nurses were fantastic and got me up to speed with the ins and outs immediately. I gained so many useful skills and made friends with some amazing people and animals!!

From a professional point of view it is an amazing experience because you are presented with clinical conditions that are difficult to see in Europe, such as Sticker tumor, chronic erlichiosis and severe parasitic dermatoses. On the other side of the coin, however, I’ve realize how much more receptive to treatment are the dogs and cats who live in these parts of the world.

Moreover, there are often real emergencies such asanimalswith severetraumatic injuries (as a result ofroad traffic accidents or falls from heights)andevenpoisoning,skin cancerand so on… wellyou can see “abit of everything”  although the primary task of the volunteering Vet is Neutering.

You works for sure under stress for the first week or so and this because you need time to get used a newlanguage, newculture, different climate. Personally the language barrier was a little frustrating (I do recommend anyone planning to volunteer as a Vet there to take some basic Portuguese classes!!)

All this makes the work more “difficult” and you get tired in the evening. Of course the hospitality ‘Silvia and Paolo’s hospitality and kindness is not to be underestimated: breakfast, lunch and dinner are always ready for you and I  can assure you that thanks to Lisette and Nidia you will taste the good and healthy local cuisine.
Finally…..it’s hard to sum up this place in simple words. I went with no expectations and left with memories of people, animals and a country that will always be in my heart.
For anyone wishing to do some  veterinary volunteer work in Cape Verde, please do not hesitate to contact me for more information at diacopinivet@googlemail.com
Thank you
Daniela Iacopini

Il documentario su Simabo e la testimonianza di Eleonora!

Chi non ha visto il doc. in tele (grazie anche alla canonizzazione di ben due papi nella giornata di oggi, che ha distolto l’attenzione di mezzo mondo da tutto il resto … non si può dire che non sia una data memorabile… ) può vederlo qui:

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http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4e8628b5-1f5e-4e2c-9c7a-d80294cac599.html

Prima di noi intervistano le rappresentati di un’associazione che si batte per la difesa dei levrieri, vale la pena sentire anche loro… Per chi non ha pazienza, il doc su di noi comincia all’8° minuto!

 

ED ECCO ORA LA TESTIMONIANZA DI UNA NOSTRA VOLONTARIA:
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Domenica mattina non sai quanto mi sono emozionata a vedere te, Rosanna, il canile…………siete davvero grandi………sono certa che le difficoltà saranno sempre tante in posti in cui le mentalità radicate faticano a cambiare, ma voi ce la state mettendo tutta e vi ammiro davvero tanto.”

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“Nel mese che sono stata con voi ho riflettuto anche su me stessa e da allora sono cambiate tante cose nella mia vita, due anni molto faticosi ma che mi stanno portando nella direzione in cui voglio andare.”

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“Prendendo spunto dal vostro coraggio e dalla vostra forza ho fatto istituire una colonia felina nel paese vicino a Firenze dove abito, (una lotta durata mesi!!!!!),  ho fatto costruire 3 casette di legno dove i gatti possono andare a ripararsi dalla pioggia e dal freddo e dove viene messo il cibo, ho dato assistenza diretta, farmaci, permesso la sterilizzazione, pensato alle terapie, ma più che altro lottato giorno dopo giorno perché la situazione fosse quella ideale per gli animali e alla fine ce l’ho fatta………..prima di venire via gli ho lasciato delle scorte a cui provvederò via via e adesso, sempre prendendovi come esempio, tramite Internet………..alla fine sono circa 50 gatti che ora stanno bene e saperlo mi fa stare molto bene………..quindi davvero grazie di tutto, spero che le cose vadano sempre meglio per voi e sicuramente ci rivedremo”

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Un breve messaggio da Anja, turista solidale venuta dall’Olanda!

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I had a great time at your shelter!

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The room was so nice, a great location.

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Also the cats stole my heart.

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I wanted to bring a few home with me;)

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Yes I`m a veterinary assistant.

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I got my degree about 10 years ago, and I`m currently not working in this field.

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So I could assist somewhat but I`m not really sure of my knowledge.

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I would like to come back sometime, as a tourist and maybe to assist a little.

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I`m definitely going to write a nice story about my trip!

 

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Anja

TRIP TO CAPE VERDE

Questo breve diario di viaggio ci è stato inviato da Ina, viaggiatrice solidale norvegese, che a gennaio ha trascorso a Capo Verde la sua luna di miele, facendo il viaggio che aveva sempre sognato! Per l’organizzazione ha scelto CV Info Service, l’agenzia di info e prenotazioni turistiche che dal 2008 finanzia SIMABO.

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Jeg drømte i flere år om å få dra til Kapp Verde. Drømte meg bort i det jeg hadde lest om øyenes ulikheter, menneskene, strendene og kulturen. I mars 2014 var tiden endelig inne. Jeg og min ektemann skulle endelig til Kapp Verde – og da på bryllupsreise! Vi valgte å øyhoppe i mellom de nordlige øyene, med start og stopp på Boa Vista, siden flyet fra Norge landet der (Star Tour). Vi besøkte til sammen fire øyer: Boa Vista, Sao Vicente, Sant Antao og Sal.
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Boa Vista og Sal var de øyene med flest turister. Der ble vi fascinert av de øde strendene og alle sanddynene med deilig finkornet sand i fra Sahara. Når vi kom til Mindelo (hovedstaden på Sao Vicente) nøyt vi det å være i en ordentlig by. Her var både butikker, markeder, cafeer og resturanter innen rekkevidde, i tillegg til havet og den fine bystranda. Menneskene var vennlige, sola stod høyt på himmelen og toner av live musikk smøg seg ut i fra kaffeer og resturanter.
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Vi dro også en tur rundt på resten av øya, men vi forstod raskt at det var Mindelo innbyggerne trakk i mot på øya. Dessverre hang ”Vende se”-skiltene tett i tettstedene på resten øya, og viste til alle begyningene som var for salg. Noe av det jeg likte best på Kapp Verde var å ta alegueres (pick-uper med benker på planet) og små minibusser. Man forteller hvor man skal, får hjelp til å finne riktig skyss, for så å vente i bilen til den fylles opp av reisende. Deretter begynner ferden. Her kommer man tett på befolkningen og kan bare sitte å ta inn alle inntrykk med musikk, skrik og skrål og mye glede. Her er det virkelig `no stress`.
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Det er også mulig å leie disse alene som taxier, men da går man glipp av kulturen. Vil også anbefale alle som besøker Mindelo til å sette av noen ekstra dager for å besøke naboøya Sant Antao, og dalen Paul. Den er ikke tørr og brun som mye av landet ellers, men der åpenbarer det seg grønne, vakre daler med høye dyrkede fjell på hver side. Et par dager med gåturer i fjellene her og du har magiske minner livet ut. Tilbake i Mindelo fikk vi igjen tilgang på butikker, nydelig mat, live musikk og flotte fargerike bygninger langs de koselige gatene. Vi hadde en nydelig ferie og sitter igjen med følelsen av å ha oppdaget en helt ny verden.
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Dra hit før alle andre gjør det, og for all del: ikke gå i all-inclusive-fella. Opplev landet, de forskjellige øyene og dette oppriktige vennlige folkeslaget!

PS.Innenriksflyvninger var vanskelig å få kjøpt i fra Norge uten bankkort i fra Kapp Verde, men Silvia ordnet billetter for oss – samtidig som penger gikk til et veldedig formål!

– Ina Madsen Granholdt

English translation:

I dreamed for years about traveling to Cape Verde. I dreamt myself away in what I had read about the islands’ differences, people, beaches and culture. In March 2014 the time had finally come. I and my husband would finally go to Cape Verde – on our honeymoon! We chose to go “island hopping” in between the northern islands, starting and stopping at BoaVista, since the plane from Norway landed there. We visited a total of four islands : Boa Vista, Sao Vicente, San Antao and Sal. Boa Vista and Sal were the islands with the most tourists. There we were intrigued by the deserted beaches and dunes all with lovely fine sand from the Sahara .
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When we arrived at Mindelo (capital of Sao Vicente ) we enjoyed being in a real city. There were shops, markets, cafes and resturants within easy reach, as well as the sea and the nice city beach . The people were friendly, the sun was high in the sky and tones of live music crept out from cafes and restaurants. We also took a quadbike tour around the rest of the island. The signs with “Vende se” hang on a lot of houses in the small villages because most population had moved to Mindelo. One of the things I liked most in Cape Verde was taking alugueres (pickups with benches on the back) and small minibusses.
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You tell a driver where to go, he helps you finding the right ride and then wait for the car to be filled by travellers. Then the journey begins maybe after a few minutes, maybe after an hour. Here you will come close to the population and can only sit and take in all the impression of music, joyfull screaming and yelling. There is really no stress. It is also possible to rent these cars alone as taxis, but then you will miss the culture. I would also recommend anyone visiting Mindelo to take a few days to visit the neighboring island of San Antao, with its Paul valley. It is not dry and brown as much of the country otherwise, but  reveals green, beautiful valleys with high mountains on each side. A few days walking in the mountains here and you have magical memories for the rest of your life.
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Back in Mindelo we got access to shops, delicious food, live music and great colorful buildings along the cozy streets again. We had a lovely holiday and I left with the feeling of having discovered a whole new world. Go there before everyone else does, and by all means: do not only book an all-inclusive trip. Experience the country, the different islands and this sincere friendly people!

PS. Domestic Flights were difficult to buy in from Norway, but Silvia arranged tickets for us – while a % of the earnings went to the charity!

My English is not the best so I beg your pardon for the typing errors you find 😉

– Ina Madsen Granholdt

 

Una famiglia per Kiara: mamma e figlie parlano della cagnolina adottata a Simabo

 

“Da quando abbiamo Kiara la mia famiglia è rinata: la mamma, ad esempio, è davvero felice. Prima era sempre stressata e sorrideva poco, ma ora che abbiamo questa cagnolina le basta guardarla che subito le torna il sorriso. image

Io e mia sorella al contrario abbiamo smesso di litigare e siamo molto più unite; per quanto riguarda mio papà invece basta vedere felice le “sue donne” per essere contento di aver adottato Kiara.” (Stefania, volontaria a Simabo nell’agosto2013) image

 

 

“SIMABO. È questo il nome che è cominciato a entrare nella nostra famiglia quando Stefania, mia figlia, navigando per caso su internet trovò quest’associazione di volontariato per gli animali. Ciò che lei sapeva era che amava gli animali ma quando ha deciso di partire l’ha fatto soprattutto per poter capire se fare la veterinaria fosse stata davvero la sua passione e il suo futuro. Effettivamente il mese passato a Capo Verde è risultato positivo per questa decisione. Mentre era via però è successa una cosa che probabilmente accade a molti dei volontari di Simabo: si è affezionata a una cagnolina.   image

Fino a quel momento non si era mai pensato di adottare un cane, ma Stefania dopo circa 9 mesi dal suo ritorno ci ha convinto e abbiamo deciso di adottare la cucciola a cui era legata: Kiara.

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Da parte mia, questa decisione è stata presa valutando anche il suo carattere. Stefania infatti ci ha raccontato che a causa di un incidente questa cagnolina era particolarmente spaventata. Questo io l’avevo notato dai suoi occhi tristi nelle fotografie che mia figlia ci aveva spedito.

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Mi sono sempre chiesta come sarebbe stato avere un cane in casa e se questo mi avrebbe portato dei problemi in famiglia. Ma dopo l’arrivo di Kiara queste mie paure sono svanite nel nulla. Lei infatti è una cane molto pauroso ma è risultata essere molto ben educata e tranquilla. È obbediente, quando le si dice di non fare qualcosa è pronta a fermarsi e a ritornare indietro.

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Dopo solo una settimana Kiara conosce già la casa dove abita e inoltre è molto legata a Stefania (sono certa che l’ha riconosciuta) ma anche ad Alessia, l’altra mia figlia. Infatti quando loro non ci sono è sempre attenta a chi entra in casa e nel momento in cui una delle due varca la soglia, si alza dal suo “lettino” e le va incontro a farle festa.

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Finora l’adozione di KIARA è risultata positiva e tutti noi speriamo di riuscire a farle dimenticare le brutte esperienze passate.”   (Francesca)

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“Ho sempre desiderato avere un cane: bianco, piccolo, dolce e tutto da coccolare, come quello di mia zia. Quando parlavo di quest’argomento, tutti mi ripetevano che era un impegno e che non ero ancora pronta. E solo adesso capisco perché me lo dicevano sempre. Ora, che sono un po’ più responsabile, il mio sogno si è avverato.

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Tutto iniziò quando mia sorella Stefania, amante degli animali, partì per Capo Verde per sentire sulla sua stessa pelle se il lavoro di veterinaria era quello giusto per lei. Là, infatti, si trova la sede dell’associazione Simabo, gestita da Paolo e Silvia, due persone carinissime. Il suo scopo principale è sterilizzare più cani e gatti possibili e aiutare quelli più bisognosi. Inoltre insegnano alla gente a rispettare i loro animali e a considerarli come loro. Infatti lo stesso nome “Simabo” significa appunto “loro come te” in portoghese.

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In quel posto si innamorò di una cagnetta di nome Kiara, la quale, dopo molte carezze e crocchette si affezionò a mia sorella. Ogni giorno sentivo Stefania via Skype e mi parlava di questa cagnolina dolcissima. Quando è tornata abbiamo convinto insieme mio papà ad adottarla e dopo 9 mesi è arrivata.

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Io la immaginavo grande, agile e un po’ mascolina e invece è una dormigliona ma quando la portiamo fuori corre velocissima.

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Adoro scendere dalle scale la mattina e vederla fare le feste e saltare ovunque perché ha voglia di uscire. Penso che sia una cagnolina davvero intelligente perché già dopo un paio di giorni ha imparato a fare il seduto. Spero proprio che lei si trovi bene da noi, ma grazie ai suoi continui scodinzolii credo proprio di si!”   (Alessia, sorella di Stefania)

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Travelling to Cape Verde from Switzerland!

English

Cabo Verde – A paradise in front of the West coast of Africa!
The Cape Verde is a group of volcanic islands, similar to the Sahel-zone from the climatic point of view, scattered in the Atlantic Ocean (25°-30°C all year) in front of Senegal.
The planning for our trip to Mindelo, the capital of Sao Vicente, started out as usual – with the search for a suitable accommodation.
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Wheelchair suitable living quarters are scarce in Mindelo, as well as hotels.

The private address of a very dedicated lady (the manager of the local organization SI MA BO, which was established for the protection and care for the local animal population and the environment), who is living in Mindelo, was proved to be a double stroke of luck – the best thing: we could communicate in German (the official language on the Cape Verde is Portuguese, the common language is Creole)!
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A private, central, generous but simple apartment was fully wheelchair accessible (except of the entrance). That way we experienced the live of the city to our liking.
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Unfortunately the bathroom turned out to not be compatible with our needs, so after only 5 days we still had to switch to a fully wheelchair-accessible, but not too far away hotel. This way we had the opportunity to gain double the experience.
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The medium-sized city Mindelo (approximately 63 000 citizen) captivates with its unique location in a broad bay (a former Caldeira) surrounded by a silhouette of picturesque Lava rock mountain ranges, a big Yacht Harbor and ferries, which run between some of the 8 islands, and also with a neighboring small quaint fisher-port.
 The walks along the harbor side, past the market, the old fisher-port and forth to the bathing beach, which is lying a little further in the same bay, offer many great impressions.
The partly very poor population, mostly African descendants with different origins – in the earlier centuries the Cape Verde was a hub of the global slave trade – meets at the colorful, extensive market, were the typical African lifestyle lies.
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Catering facilities of private “flying” saleswomen, a beach bar with restaurant and the numerous middle-sized and small restaurants (most likely with a simple menu) offer a range of tasty mixed local food.

German

Cabo Verde (oder Kap Verden) – Sonniges Insel-Paradies vor der Westküste Afrikas!
 Die Kap Verden sind eine vulkanische,  klimatisch der Sahel-Zone entsprechende Inselgruppe westlich von Senegal im Atlantik gelegen (25° – 30°C das ganze Jahr    durchgehend).
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Die Planung unserer Reise nach Mindelo, dem Hauptort der Insel Sao Vicente, begann wie üblich – mit der Suche nach einem    geeigneten Quartier.

Soviel vorweg: Rollstuhl-geeignete Wohnungen sind Mangelware in Mindelo. Hotels ebenfalls.

Die uns privat vermittelte Adresse  einer in Mindelo lebenden sehr engagierten Dame* erwies sich als  doppelter Glücksfall – vorallem: Wir konnten auf Deutsch    kommunizieren (Amtssprache ist Portugiesisch, Umgangssprache  Kiriolu)!

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Eine private, zentral gelegene,  grosszügige (einfache) Mehrzimmer-Wohnung war bis auf den Eingang voll  rollstuhlgängig. So erlebten wir die ersten Eindrücke vom Leben der Stadt nach unserem Gusto. Leider erwies sich das Bad in  der Praxis für uns nur als bedingt kompatibel, weshalb wir nach 5 Tagen  doch in ein vollständig  rollstuhlgängiges, dazu nicht weit entferntes Hotel wechselten. So konnten wir doppelte Erfahrungen sammeln.

*Sie ist die Leiterin der örtlichen Organisation Si Ma Bo zur Fürsorge und Beschützung der lokalen Tierpopulation
 in Mindelo
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Die mittelgrosse Stadt Mindelo (ca. 63˙000 EW) fasziniert durch seine einmalige Lage in einer weiten Bucht (einer ehemalige Caldera) umgeben von einer Silhouette malerischer Lava-Gestein-Gebirgszüge, einem grossen Yacht-Hafen und Fährschiffen, die zwischen einigen der insgesamt 8  Inseln verkehren, sowie angrenzend daran einem kleinen  malerischen Fischer-Hafen.

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Die Spaziergänge der Hafenpromenade  entlang, über den Markt, dem alten Fischerhafen und zum etwas weiter in  derselben Bucht liegenden Badestrand, bieten viele    grossartige Eindrücke.
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Die teilweise sehr arme Bevölkerung,  grossmehrheitlich afrikanisch-stämmig verschiedenster Herkunft  – die  Kap Verden waren in früheren Jahrhunderten Umschlagplatz des weltweiten Sklavenhandels – trifft sich auf dem  bunten, weitläufigen Markt, auf dem  das typisch afrikanische Leben pulsiert!
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Verpflegungsmöglichkeiten durch  private ‘fliegende’ Verkäuferinnen, eine Strandbar mit Restaurant und  die zahlreichen mittleren und kleineren Restaurants (oft mit    einfacher Küche/Speisekarte) bieten ein buntes einheimisches, schmackhaftes Angebot: inkl. die traditionelle ‘Catchupa’, ein einfaches Eintopfgericht mit Bohnen und Maiskoernern.
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