Posts Tagged 'Sao Vicente'

Nuovi arrivi e nuove sorprese!

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Ed ecco a voi, Maurizio e Simonetta! La loro storia ha dell’incredibile… Maurizio ha regalato a Simonetta una visita al nostro progetto in occasione del 60° compleanno!
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Entrambi sono medici e hanno fatto parecchie esperienze di volontariato in Africa, tra cui 2 anni in Camerun con un progetto finanziato dall’Unione Europea. Condividere le angosce della certificazione del bilancio per l’UE con Simonetta è stato bellissimo!! Finalmente qualcuno mi capisce! La differenza è che lei dopo 2 anni ha finito e si è guardata bene dal ripetere l’esperienza, mentre io… sono ancora qui dopo tre… speriamo di arrivare alla fine del quarto… e poi comunque, dove andremo a chiederli i soldi per continuare se di nuovo all’UE?
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Vabbé, a parte questo, avete visto quante cose utili ci hanno portato, anche i cioccolatini per la padrona di casa del gattile…
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E poi che bello vedere con quale dimestichezza mi ha finalmente visitato una gatta! Si vede quando le mani hanno visitato tanti pazienti (che differenza c’è, dopo tutto, tra un bambino e un gatto?): i movimenti sono veloci e sicuri, fatti nei punti giusti, senza paura di fare male, lo sguardo è assorto, la testa un po’ piegata come per ascoltare un messaggio che viene da lontano… Diagnosi: non sento niente di strano da nessuna parte, saranno vermi. Terapia: mebendazolo. Come tutti i gatti che passano da SIMABO. Speriamo si essere arrivati in tempo e che non se la siano già mangiata via….
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Ma la cosa più bella di questa coppia straordinaria è che NON HANNO MAI PORTATO A SPASSO UN CANE!!
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Quindi stamattina, primo passeggio della loro vita. La cavia l’ha fatta troppo volentieri Oi Pret, che non si fa certo pregare per uscire… E poi, cucitura di guinzagli con tocco creativo. E infine visita al gattile con scelta delle stoffe utilizzabili per coprire le ultime cucce! Insomma, non bisogna essere per forza veterinari per venire ad aiutarci, e nemmeno per forza animalisti! Basta solo un po’ di fantasia e voglia di provare!
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Ecco la loro e-mail più recente:
Carissima Silvia,
solo ora riesco a inviarti questo primo messaggio “post viaggio”. Ti ho già inviato la richiesta di contatto skype. Innanzi tutto grazie infinite per la tua disponibilità, l’eccellenza della organizzazione che ci ha permesso di fare un viaggio davvero riposante, interessante e soprattutto occasione di una nuova ed imprevista esperienza di volontariato. Il viaggio di ritorno è stato perfetto.
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Ora non resta che raccogliere idee, propositi e poi valutare concretamente ciò che potremo fare per la tua associazione. Attendiamo ovviamente tue periodiche novità e non farti scrupolo di inviarci eventuali richieste. Faremo tutto il possibile, convinti della bontà del tuo impegno, condividendolo con altri impegni già presi dando continuità ai nostri programmi di sempre.
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Domani spedirò il pacco dei fili e cominceremo i primi contatti con i nostri amici che potrebbero essere coinvolti per Simabo. 
Buonissimo lavoro e un grande abbraccio anche da parte di Simonetta, Maurizio 10958048_967472876603960_48061641696729732_n
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Vacanze Capo Verde 2014

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Abbiamo conosciuto  Silvia e l’associazione grazie ad un viaggio che da tempo volevamo fare. Ci siamo affidati a lei per l’organizzazione del viaggio e… non abbiamo sbagliato!

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Dal 2 al 13 luglio ci siamo spostati tra Sao Vicente, Santo Antao e Sal.

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I giorni a Sao Vicente sono stati intensi, a volte crudi, ma sempre carichi di emozioni. Mindelo, città piena di contraddizioni, dove il mare è cristallino e il sole dell’Equatore è capace di regalarti tramonti argentati e atmosfere quasi “glaciali”. Salamansa, un tuffo nella gioia di vivere nonostante le difficoltà. Calhãu, paesaggio lunare, se la Luna fosse nera e fatta di… Africa! Praya Grande, il lido della Capoverde bene, dove due bambini capoverdiani hanno spazzato via ogni rimasuglio di pregiudizio custodendoci di loro sponte gli asciugamani in nostra assenza.

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La prima tappa è stata Mindelo: il giorno dopo il nostro arrivo abbiamo consegnato il materiale sanitario a Silvia e Paolo e ci siamo fatti accompagnare in canile da Tommaso, un volontario del posto. Dopo un bel “giro turistico” all’interno, abbiamo scelto alcuni cani per uscire in passeggiata. Non scorderemo mai gli occhi e la grinta di Souso, la dolcezza di Magalì e il rispetto che chiedevano gli altri cani. Stupendi! Ci ha colpito come le persone del posto facciano riferimento all’associazione per i loro pets, nonostante non sia una clinica veterinaria. Ci è sembrato un ottimo canale per fare cultura di integrazione in una società ancora da sensibilizzare sul rapporto uomo-animale.

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Il giorno seguente abbiamo seguito Ravi e Nanda a Salamansa dove loro hanno fatto interventi di “clinica itinerante”: i cani di questo villaggio avevano bisogno della loro dose periodica di antiparassitario, e i loro “compagni uomini” di un rinforzo alla loro motivazione a tratti vacillante. Quello stesso giorno una bellissima femminuccia ha trovato casa anche grazie all’abilità di Ravi e di Jacqueline, la volontaria di appoggio a Salamansa, a trattare con le persone e con i cani. Ma soprattutto grazie alla loro capacità di intervenire con scarsi mezzi a disposizione in situazioni di emergenza.

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In quei giorni la città ci ha offerto così tanto e a malincuore l’abbiamo lasciata, dopo aver gioito con lei per la 39^ Festa dell’Indipendenza, giocato con le sue strade intrecciate di sete, dignità e generosità, subìto senza difese il fascino di cielo, terra e mare. E’ stata una meravigliosa tappa, con un gioiello in più, SIMABO.

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Il nostro viaggio è continuato altrove, tra la genuinità della gente provata da un’isola generosa di frutti e benedetta dall’acqua, la bucolica Santo Antao, e un teatrino allestito per il turista in cui ognuno ha un ruolo standard e, se vuoi, puoi permetterti anche di far finta di non vedere la realtà, la Sal della fame e delle tartarughe.

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Cari amici, 

ai primi di dicembre SIMABÔ ha compiuto ben 6 anni! 

In questi 6 anni abbiamo sterilizzato più di 6000 animali, trattato una media di 30 pazienti al giorno, creato un rifugio che in questo momento ospita circa 90 cani e un gattile con circa 30 gatti, impiantato un pronto soccorso che lavora ininterrottamente 7 giorni su 7 per assistere gratuitamente malati e incidentati con e senza padrone, trovato una casa, a Sao Vicente o all’estero, a circa 200 animali raccolti dalla strada.

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Questo grande lavoro viene svolto grazie all’impegno quotidiano di 10 persone altamente motivate a cui SIMABÔ offre non solo uno stipendio ma anche un’occupazione stimolante che dà grandi soddisfazioni dal punto di vista professionale e umano. Lo dimostrano tutti i giorni i risultati raggiunti, la partecipazione di fasce di popolazione sempre più ampie e i riconoscimenti ottenuti da parte delle autorità capoverdiane: l’anno scorso SIMABÔ ha acquisito lo statuto di “associazione di  pubblica utilità“, quest’anno è stata iscritta alla lista delle associazioni aventi diritto al 5 per mille, una facilitazione che a Capo Verde hanno solo la Croce Rossa e poche altre organizzazioni per l’aiuto all’infanzia.

Ma non è tutto. In questi 6 anni siamo riusciti anche, con una silenziosa ma intensa opera di negoziazione con le autorità locali, a porre fine alle campagne di avvelenamento disposte dal municipio di Sao Vicente e siamo attualmente l’unica associazione per la protezione degli animali in tutta Capo Verde che è riuscita a firmare un accordo con il Comune per il rilascio dal canile municipale non solo dei cani sterilizzati e microchippati ma anche di quelli in buone condizioni di salute. Chi è informato su quello che sta succedendo proprio in questi giorni nelle altre isole sa qual è la differenza che può fare per gli animali e per le associazioni che lavorano in questo ambito l’avere raggiunto questo importante obiettivo. Speriamo che l’arduo lavoro che stiamo svolgendo a livello ministeriale ci permetta di ottenere al più presto una normativa rispettosa dei diritti degli animali (e dei loro padroni) valida in tutto il Paese.  

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Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno e alla costanza di tutte le persone che ci hanno sostenuto finora senza mai perdere l’ottimismo, la calma e il buon umore anche nei momento più delicati, dedicandoci il loro tempo e i loro risparmi, ma soprattutto la loro fiducia.

Di questo non ci stancheremo mai di ringraziarle ricordando che con il loro sostegno hanno davvero cambiato la vita di tanti animali e di tante persone. Ma con questo messaggio speriamo soprattutto di ispirare tante altre persone che ancora non l’hanno fatto, a unirsi al nostro piccolo-grande progetto.

Perché oggi ci troviamo in un momento davvero difficile: i fondi della sovvenzione triennale dell’Unione Europea sono terminati e stiamo per affrontare un nuovo anno senza una minima certezza per il futuro, con l’impegno di sterilizzare altri 4000 animali e costi di gestione che ammontano attualmente a circa 6000 euro al mese.  

Aiutateci anche l’anno prossimo a rimanere un punto di riferimento per la città, non solo per chi ha un animale, ma per tutti coloro che vogliono citare un esempio di efficienza, affidabilità, qualità, organizzazione e dedizione. 

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Insieme possiamo fare la differenza, non solo per gli animali ma anche per le persone. 

 

Scoprite come aiutarci alla pagina Aiutaci del nostro sito: goo.gl/NglTq7

Donate ora tramite PayPal con l’indirizzo donate@simabo.org: goo.gl/B0YISk

Seguite il nostro lavoro quotidiano alle pagine nella firma! 

Vostra SIMABÔ
Associazione per la protezione degli animali e dell’ambiente
Sao Vicente – Cabo Verde 

www.simabo.org (italiano)

  www.simabo.blogspot.com (português)
www.simabocapeverde.blogspot.com (English/Deutsch)
http://www.flickr.com/photos/simabo/sets 
http://www.facebook.com/groups/208134950732/ (international)
http://www.facebook.com/simabo.org (italiano)
http://www.facebook.com/simabo.associacao  (portugues/criol)
https://www.youtube.com/simabocapoverde (YouTube)
https://www.facebook.com/events/473532346080948/ (Paralimpic dogs)
http://bit.ly/1fBqHGc (servizio su Rai2 – 00:08:45 -> 00:18:00)

Un GRAZIE da Yasha

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I just wanted to say thank you again for yesterday , I was up all night emailing everybody I know all the information and photos of your wonderful project.
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so sorry I didn’t get to say goodbye properly, but I WILL be in contact and do all I can to help you
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I wanted to come over this morning but all the things that needed to be done yesterday did not get done,
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so I have to help get the boat ready this morning as we leave in a few hours
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so I am rushing to try and get done faster so that maybe if we have a  few minutes I can pop over again to the shelter with the guys
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I will leave some books with Jo and Genie for you to use in the accommodation room
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it was an honour to meet you and I am sure we will see each other again somehow
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lots of love
Yasha
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SIMABO anche sul Corriere del Ticino

Le isole di Capo Verde sono diventate, negli ultimi anni, una meta turistica ambita: il sole, il mare azzurro, le lunghe spiagge quasi deserte richiamano ogni anno migliaia e migliaia di turisti. Questo angolo di paradiso ha anche lati oscuri: uno di questi è il destino dei randagi. C’è chi non ha voluto chiudere gli occhi davanti a questa realtà e ha creato l’associazione “Si ma Bô” (“come te”) per migliorare la sorte di questi animali.

BEATRICE JANN

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Impossibile passare dieci minuti a Mindelo senza incontrare i suoi cani di strada. La notte li si sente abbaiare quasi in continuazione e li si vede correre nelle strade. Alcuni anni fa molti erano ammalati, alcuni con evidenti segni di rogna o zoppi dopo un incidente stradale. Ora non se ne vedono più di così malconci, ma dietro a questo fatto sta il lavoro instancabile di un gruppetto di persone, capitanate da Silvia Punzo, fondatrice e direttrice di Si ma Bô. La troviamo in un ufficio ingombro di carte e cartoni, di scaffali pieni di classificatori e armadi con materiale veterinario, immersa nel lavoro amministrativo, insieme a una segretaria e un autista-tuttofare capoverdiani. Sotto il tavolo riposano due cani, mentre da diversi angoli ci osservano con fare indifferente quattro gatti.  

“Nel 2000 sono venuta a Mindelo per lavorare in ambito turistico. Amo gli animali e così mi si spezzava il cuore vedendo la sorte degli animali di strada. Ne ho adottati un paio io e mi sono resa conto che non c’era un veterinario in tutta Capo Verde che potesse sterilizzare  una cagna o una gatta! Ho così fatto venire un mio conoscente e solo nel 2012 siamo riusciti a trovare un veterinario locale che ha accettato di formarsi con noi come chirurgo per fare essenzialmente sterilizzazioni. Nel 2008 abbiamo fondato l’associazione “Si ma Bô”, con una struttura parallela simile in Italia e nel 2011 siamo riusciti ad avere l’appoggio dell’Unione europea per un progetto quadriennale di sterilizzazione, che funga da progetto-pilota per tutta Capo Verde. L’UE ci paga tre quarti della somma necessaria, il resto dobbiamo trovarlo grazie alle donazioni, visto che dal governo locale non riceviamo sovvenzioni.”
Arrivano due giovani ragazzi capoverdiani:  “Sono Ivan e Elvin, i nostri “passeggiatori”, cioè coloro che portano a spasso i nostri cani” ci spiega Silvia. “Nel canile abbiamo circa 80 cani, dei quali però alcuni sono malati o si stanno riprendendo da interventi chirurgici. Grazie ai ragazzi, che si prendono ogni volta 3-4 cani ciascuno, ogni animale può avere la sua ora di passeggiata. In tutto l’associazione dà lavoro a 10 dipendenti capoverdiani”.

Ci spostiamo al rifugio poco distante, situato in un deposito messo a disposizione temporaneamente dai proprietari: “Stiamo cercando un terreno adatto per costruire una struttura nostra, ma non è facile”. All’interno tutto è rudimentale: “Ci manca di tutto: fili di sutura, medicinali, pure le gabbie di contenimento le costruiamo noi con listelli di legno” esclama la direttrice  “In 6 anni abbiamo sterilizzato circa 7000 cani, ma dovremmo arrivare a 10.000 entro febbraio 2016 per rientrare nell’obiettivo del progetto sovvenzionato. Si tratta sia di cani di famiglia, sia cani randagi che vengono catturati e poi rilasciati. Gli animali vengono pure muniti di microchip a spese nostre. Non essendoci un accordo ufficiale con le autorità locali – sebbene a livello nazionale ci abbiano riconosciuto lo statuto di struttura di utilità pubblica – siamo dovuti ricorrere al contatto diretto con il veterinario del canile pubblico, per evitare che sopprimessero anche gli animali che avevamo già castrato e microchippato. Non essendo però forniti di lettore per microchip, glielo abbiamo fornito noi. Dobbiamo ammettere che a livello personale il contatto funziona. Pure la polizia e l’esercito ci sostengono durante le nostre campagne nei dintorni di Mindelo”. Ed è proprio il comandante della squadra di polizia di Mindelo, Nelson de Pina, che ce lo conferma: “Si ma Bô ha creato una struttura della quale si sentiva da molto tempo la necessità qui a Mindelo. Ora attendiamo che finalmente ci sia una legge sulla protezione degli animali per poter intervenire efficacemente in casi di maltrattamento. Intanto però la gente ha qualcuno a cui rivolgersi se ha un cane malato, o ha trovato un animale ferito. Devo ammettere che per il momento non vedo una diminuzione del numero di animali randagi. Piuttosto ho notato che sono in uno stato migliore di salute, che è pure un bene per coloro che vivono a contatto con questi animali. Inoltre il comportamento della gente nei confronti di cani e gatti sta lentamente cambiando, grazie al lavoro di prevenzione, informazione e consulenza di Si ma Bô”.

“Nonostante i contraccolpi che un impegno come questo porta con sé, lo strazio di vedere ancora animali abbandonati o maltrattati, amo Mindelo e consiglio a chiunque di venire a visitarla.” conclude Silvia Punzo “E per chi volesse sostenere il lavoro della nostra associazione, trova tutte le indicazione necessarie sulle nostre pagine internet e Facebook .”

Il viaggio solidale di Anna e Pino a Capo Verde!

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Siamo tornati da qualche giorno da Capo Verde dopo aver trascorso quasi un mese in queste bellissime isole. Nelle prime due settimane siamo stati volontari a Simabo e devo dire che è stata un’esperienza di quelle che si ricordano per tutta la vita.

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Non dimenticheremo mai gli occhioni di tutte le bestiole che impazzivano di gioia quando capivano che era il momento di uscire per la passeggiatina quotidiana. Lasciarli dopo averli seguiti giorno per giorno devo dire che è stato tristissimo, anche se sappiamo che per loro viene fatto tutto quanto è possibile per renderli felici.

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Il lavoro da fare è molto faticoso e la sera si è davvero stanchissimi: 70 cani non sono pochi e noi cercavamo di farne uscire il numero più alto possibile.

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Nelle due settimane successive abbiamo invece fatto i turisti nelle varie isole di Capoverde. siamo stati A Santo Antao, Fogo, Sal e Santiago.
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Santo Antao è un paradiso per chi ama il trekking: abbiamo fatto splendide camminate al Cratere di Cova, a Cruzinha, al Pico da Cruz, al Pico de Antonia e a Monte Trigo a Tarrafal.
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Anche Fogo offre una splendida possibilità con la salita al vulcano e la discesa mozzafiato di mille metri di dislivello che si fa in pochi minuti lasciandosi scivolare sulla sabbia.
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A Santiago vale la pena invece visitare la Citade Vieia, che si trova a pochi chilometri da Praia, la capitale, e infine Sal va bene per chi ama il mare, poichè ci sono distese di spiaggia bellissime.
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Noi abbiamo avuto anche la fortuna, durante l’escursione notturna per vedere le tartarughe, che in estate depongono le uova, di vederne una che aveva appena finito e quindi l’abbiamo accompagnata fino al mare. Per il resto a Sal vale la pena di fare un’escusione guidata con una delle agenzie locali per visitare i posti più caratteristici dell’isola (Murdeira, Espargos, Palmeira, Buracona, saline di Pedra Lume).
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Insomma, il viaggio vale la pena sia come volontari che come semplici turisti: coraggio, Silvia e Paolo di Simabo vi aspettano!
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Progetto Viralata (= cane di razza locale) – oltre la specie

Sao Vicente – Capo Verde

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Dedicato a:
Leslie, Rambo, Pantufa, JujuMonc, Son Sent, Macchia Nera, Cara Quente, i delfini di Boavista e a tutti gli altri animali di Capo Verde vittime della strada e della crudeltà degli uomini

Si ringraziano il dott. Paolo Roncati, il dott. Nicolò Franchini e la dott.ssa Viviana per il prezioso aiuto volontario prestato 

Ecco a voi un pò di storia di SIMABO.

NATA: è stata ricevuta in regalo e si è rivelata la gatta più lunga del mondo. 🙂 Ha partorito Pallina e Silvestra.

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MICROBA, appena raccolta e dopo la cura:

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La prima sterilizzazione: 

Estate 2004 – Il dottor Paolo Roncati sterilizza Microba sul tavolo della nostra cucina.

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JOANA: è stata raccolta al mercato del pesce. Nata la adotta e la allatta con Silvestrina e Pallina. Alla fine è stata adottata Roshani.

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NERETTA E PRINCIPESSA: sono state raccolte in fin di vita al mercato del pesce. Il loro terzo compagno è morto durante la prima notte a casa. Entrambe sono state sterilizzate dal dott. Roncai a Pasqua 2007.

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NERINA: è stata raccolta al mercato del pesce. Ha adottato Maxim che purtroppo è stato avvelenato. A 10 mesi ebbe una micosi (penultima foto) e ora sta meglio.

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PANTUFA: Pantufa ha partorito e con i suoi cuccioli è stata sistemata in una barca dai bambini di strada. purtroppo i suoi cuccioli furono venduti come leccornie ai cinesi…Pantufa era accudita e nutrita da molte persone. E’ stata avvelenata nell’ agosto 2007, insieme a decine di altri cani, accuditi e nutriti dai lavoratori del porto. Pantufa non è stata portata via dal camion della spazzatura come avviene di solito ma è stata seppellita dai bambini di strada in centro a Mindelo.

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JUJU: aveva partorito, assistita dai ragazzi di strada, nella barca affianco a Pantufa. Dopo il furto dei cuccioli di Pantufa abbiamo portato tutti a casa: Pantufa con la mastite e Juju con Max e Thomas. Juju è stata sterilizzata dal dott. Roncati a Pasqua 2007. A Pasqua 2008, durante la nostra assenza, è sparita insieme a molti altri cani che abitavano nel centro storico. Tutti la cercano ancora.

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MAX E THOMAS: due viralata D.O.C, amici di Nerina. Dopo il pericolo di micosi di Max (subito sventato) ora stanno bene 🙂

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SON SENT: Anche Son Sent veniva dal mercato del pesce. Era molto malato, per questo doveva sempre stare al caldo. Per fortuna Neretta l’ha adottato, così è guarito bene. Son Sent è stato avvelenato in casa della sua padrona a Santo Antao, insieme a Macchia Nera, la gatta Italia e un cagnolino.

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I TRE MOSCHETTIERI:  sono stati trovati da Max e Thomas chiusi in un sacchetto di plastica dentro uno scatolone. Tigre e Macchia Nera sono stati adottati a Santo Antao. Tigre sta bene ma deve ancora essere sterilizzata. Macchia Nera è stato avvelenato in casa dei suoi padroni. Henriette duSacPlastique è stata adottata dalla padrona di Joana. Entrambe sterilizzate dal dott. Franchini nell’ aprile 2008.

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 NERETTA, MAMMA PERFETTA: ha adottato Son Sent, due dei tre moschettieri e persino Scurina!

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FELIZARDO: è stato raccolto da Leonardo nel gennaio 2007. Felizardo aveva 4 buchi nell’addome (forse il morso di un cane?) e forse il bacino rotto ed è rimasto immobile 3 settimane.

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MAXIM E FREDERICK:

Frederick è stato raccolto già adulto, completamente afono, apatico e incapace di difendersi dagli altri maschi.

Maxim è stato raccolto da piccolo, terrorizzato e urlante, completamente privo di peli. Per settimane ha abitato sotto un cactus, dove si sentiva al riparo dai pericoli, poi si è lasciato adottare da Nerina.

Entrambi sono stati avvelenati sotto casa tra dicembre e gennaio 2007-2008.

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CARA QUENTE E I CANI DI LAJINHA: Abbiamo cominciato ad accudire Cara Quente dopo averlo trovato agonizzante sulla spiaggia con la schiena scorticata dall’olio bollente. E’ stato avvelenato a aprile 2008, durante la nostra assenza, nonostante fosse sano, ben nutrito e non pericoloso.

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Dona Rosa accudisce per noi i cani che vivono vicino alla spiaggia di Lajinha. Di quelli presenti a ottobre 2006 è rimasta solo Nikita, compagna di Cara Quente. Tutti gli altri sono stati avvelenati o investiti. Al loro posto sono arrivati altri cani malati e affamati ma ci è impossibile nutrirli e curarli tutti senza un aiuto.

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Ancora sterilizzazioni: le nostre gatte ancora addormentate dopo l’operazione, eseguita dal dott. Roncati nel corso della seconda missione a Pasqua 2007. Mancano Principessa, Maxim, la cagnetta Fufinha e Monc, il cane del porto cui abbiamo dovuto amputare un piede schiacciato da una macchina, poi avvelenato durante la strage di agosto 2007.

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LA COLONIA DI RIBEIRA BOTE: Ribeira Bote è uno dei quartieri più poveri e malfamati di Mindelo. Spesso anche gli animali sono vittime di abusi. Quelli delle prossime slide sono alcuni degli ospiti della colonia.

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CROSTICINA E CIECHINA: come ci hanno detto le persone del quartiere, Ciechina è stata quasi sicuramente accecata apposta da qualche sadico, che le ha anche bruciato l’orecchio destro e ferito gravemente la zampa sinistra, che non è ancora guarita e rimarrà comunque per sempre deforme. In queste condizioni, qui è praticamente impossibile farla adottare. Forse è già anche incinta e fra poco ci saranno da sistemare tutti i suoi piccoli.

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111  Crosticina oggi mentre gioca con Castanho.

PINGO E PONGO: sono stati abbandonati vicino a Crosticina e Ciechina e richiedono cure assidue. Ma soprattutto, rimanendo per strada, sono facile preda di persone senza scrupoli.

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CASTANHO E BIANCA: sono due cani dolcissimi adottati da un ragazzino del quartiere che però non ha da dargli da mangiare e li tiene chiusi in uno sgabuzzino senza finestre dove possono a mala pena stare in piedi. Per questo ce ne stiamo occupando noi.

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 PEDRO:  è un cagnone molto docile. Si accontenta di finire gli avanzi dei piccoli della colonia senza mai cercare di scacciarli. Speriamo, col tempo, di riuscire ad avvicinarlo per  poterlo curare dalla rogna.

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 LINDA E I SUOI 16 CUCCIOLI: abita vicino a casa nostra. Ha avuto 16 cuccioli in una volta, tutti sopravvissuti. Sei siamo riusciti a piazzarli, ma gli altri 10? Occorre  sterilizzarla al più presto!

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ROSSO: si aggira per le strade intorno al mercato. Un ristorante gli dà ogni tanto qualche avanzo. Lo stiamo curando, ma sopravviverà in strada?

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Stragi di cuccioli: Questi cuccioli sono stati evidentemente abbandonati in un luogo isolato e lasciati morire di fame e di sete. Non è raro trovare anche cagnolini più grandi abbandonati in luoghi isolati, legati a un albero o a un palo perché non scappino. Oppure impiccati.

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 MEU: Abbiamo trovato Meu (Mia) avvelenata per strada vicino a casa nostra e l’abbiamo subito soccorsa, insieme al suo padrone, ma purtroppo è morta l’indomani mattina.

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CAGNA CON PROLASSO: Questa cagna apparentemente in buone condizioni  generali è stata fotografata sui gradini di casa nostra. Purtroppo non è stato possibile avvicinarla. Dopo un po’ se ne è andata e non è più tornata.

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VAMPIRA, cane da guardia: Questa cagnolina dolcissima è in “addestramento” per diventare un “cane da guardia”: le fanno ogni sorta di dispetti, come storcerle il muso fino a farla guaire, non le danno da bere (qui mentre beve in una pozzanghera) e c’è il rischio che le mettano nel latte la polvere delle pile elettriche, come si usa fare qui per ottenere dei “buoni cani da combattimento”. Per questo la stiamo tenendo sotto controllo al porto.

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Aiuto! Le povere creature di queste foto sono solo alcuni esempi delle decine di cani adulti malati e affamati che si aggirano
per Mindelo. Molti altri sono relegati sui terrazzi sotto il sole o in sgabuzzini privi di aria e di luce, torturati o lasciati morire di fame e di sete. Ma catturarli, curarli e sterilizzarli o intervenire per interrompere gli abusi è difficile, se non impossibile, per noi.

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Simabo non aiuta solo i cani e i gatti di Mindelo…

Questi delfini (circa 300) sono  spiaggiati a Boavista l’11 novembre 2007 a seguito di un sopralluogo compiuto da un sottomarino atomico della NATO nelle acque dell’arcipelago.

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